Comitato civico Natale De Grazia su rinvio a giudizio fiume Oliva

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del comitato civico Natale De Grazia:

«Ci restituisce la possibilità di fare emergere la verità sull’inquinamento del fiume Oliva la decisione adottata ieri dal Gup di rinviare a giudizio gli imputati» commenta così l’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri presso il tribunale di Paola Gianfranco Posa, portavoce del comitato civico Natale De Grazia di Amantea.

«Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’udienza preliminare perché i fatti contestati necessitano del dibattimento processuale per essere approfonditi anche se tecnicamente siamo stati estromessi dal processo perché ci è stato contestato di non aver avuto un danno economico diretto dall’eventuale condotta illecita degli imputati. Ma è un aspetto tecnico che valuteremo con i nostri legali e ripresenteremo la richiesta di costituzione di parte civile prima dell’inizio del processo in Corte d’Assise.

Sui veleni dell’Oliva si dicono un sacco di cose, siamo stati accusati anche di dire bugie. Credo invece che abbiamo agito da persone serie a difesa del bene comune collaborando anche con l’autorità inquirente. E poi confidiamo nella magistratura unica autorità che può esprimere giudizi sulla nostra condotta. Alla fine vedremo chi avrà detto falsità.

Qualunque siano le decisioni non ci fermeremo nella nostra battaglia per la verità e per fare chiarezza su quanto avvenuto nel fiume Oliva. Il nostro obiettivo principale è ottenere la bonifica: aldilà di quello che affermano gli “struzzi” è ormai accertato che vi è stato un danno ambientale e per tale ragione chiediamo il risanamento dei luoghi contaminati perché è in gioco la salute nostra e quella delle future generazioni. Per difendere tali diritti ieri eravamo in aula insieme ad altre associazioni ambientaliste, agli albergatori ed ai comuni di Amantea, S. Pietro in Amantea e Serra d’Aiello. Altre istituzioni invece preposte alla difesa dei diritti generali della collettività non erano rappresentate in aula. Il Ministero dell’Ambiente, la Regione Calabria e il comune di Aiello Calabro seppur individuati dal PM come parti lese non si sono costituite come parti civili».

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