Spanò: “La politica dimostra i limiti e l’incapacità amministrativa”

Crotone Attualità
Cesare Spanò

Riceviamo e pubblichiamo da Cesare Spanò e Manuela Cimino del gruppo del consiglio comunale Lista Scopelliti Presidente.

"Una brutta pagina della storia di Crotone, in cui la politica ha dimostrato tutti i suoi limiti e da cui emerge una certificata incapacità amministrativa.
Così si può riassumere la vicenda relativa al progetto di sviluppo del Campo Gas denominato Hera Lacinia 18 Dir, che prevede la perforazione, l’allacciamento e la messa in produzione di un pozzo da realizzare nel pieno dell’area archeologica di Capo Colonna.
La Lista Scopelliti Presidente ritiene che sia quanto mai opportuno valutare con la giusta obiettività i fatti finora accaduti, perché decisioni avventate o spinte dall’improvvisazione potrebbero portare ulteriori danni al territorio. Abbiamo a che fare con l’Eni e la storia recente ci ha insegnato che entrare in conflitto con il colosso energetico può avere effetti indesiderati.
Non accettiamo però che per coprire le proprie responsabilità il Sindaco Vallone scarichi sull’universo mondo le colpe di quanto accaduto, dando vita ad una riedizione della fiction tv degli anni settanta “Nessuno deve sapere”.
Nel nostro ruolo di consiglieri comunali riteniamo doveroso analizzare il comportamento del personale politico e amministrativo dell’ente di cui siamo parte, esercitando a pieno le nostre funzioni di osservatori critici.
Nulla, ma proprio nulla dichiara di sapere Vallone di quanto accadeva alle sue spalle. E dire che l’Eni ha pubblicato la richiesta di compatibilità ambientale addirittura su La Repubblica e la Gazzetta del Sud il 10 febbraio 2009. Brutto difetto la distrazione, e dire che sul bilancio comunale gravano spese per migliaia di euro dedicate all’acquisto di quotidiani.
Balza comunque subito agli occhi l’eccezionale celerità con cui il 4° settore, attività urbanistica del Comune di Crotone, ha risposto alla richiesta di una certificazione da parte della Società Jonica Gas datata 23 febbraio 2010: in soli 25 giorni lavorativi i solerti funzionari hanno adempiuto al loro dovere di fronte ad un progetto complesso, quasi si trattasse di un ordinario intervento edile con impatto ambientale minimo. E’ vero poi che la Provincia di Crotone alcuni mesi dopo, il 9 giugno 2010, rilascia l’autorizzazione paesaggistica, dandone comunicazione anche al Comune di Crotone, ma è altresì vero che al Comune sono demandati in modo chiaro ed esplicito i reali poteri autorizzativi dell’intervento nonché di controllo. Vi era dunque la possibilità di intervenire.

Ed ancora una volta il Comune poteva agire a tutela del proprio territorio quando il 18 luglio 2011 il Ministero dell’Ambiente rilascia un giudizio di compatibilità ambientale, poiché viene prescritto, tra l’altro, che l’Eni dovrà acquisire dal Comune di Crotone tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie per le opere di ampliamento e allestimento del piazzale.
Siamo dunque di fronte ad una vicenda che dà la misura del pantano amministrativo di piazza della Resistenza. Non è da adesso che segnaliamo quella che è la principale emergenza di Crotone: una macchina amministrativa che non funziona e che costituisce il principale freno allo sviluppo. Ma chi sta nelle stanze dei bottoni continua a navigare a vista, senza alcuna strategia che possa condurre al cambiamento.
Avvertiamo la desolante sensazione di trovarci a bordo di una nave il cui comandante non ha la minima idea della rotta da seguire.
Ed ora, di fronte alla beffa Eni occorre agire con intelligenza, senza inseguire facili proclami. Nel corso del consiglio comunale dedicato alla questione, l’opposizione si è mossa con responsabilità, garantendo anzitutto la regolarità dell’assemblea, visto che la maggioranza non è stata in grado neppure di garantire il numero legale.
Come già sostenuto in conferenza dei capi gruppo, la scelta di dar vita ad una commissione sul caso Eni è stata condivisa ma non la riteniamo vitale per trattare la vicenda, visto che esistono numerosi altri strumenti per affrontarla (commissione trasparenza, commissione ambiente e la stessa conferenza dei capi gruppo).
Ci chiediamo piuttosto se siano presenti all’interno del Comune le competenze tecniche necessarie per valutare le strade da percorrere: di certo non ci si può affidare ai dirigenti che hanno sin qui “supportato” il Sindaco.
Siamo fortemente convinti che bisogna riportare immediatamente la questione di fronte ai ministeri competenti, perché probabilmente vi sono ancora i margini per rimettere in discussione il percorso autorizzativo, sviluppato finora in modo sciagurato. Ed in questa azione è necessario coinvolgere la Regione Calabria, superando inutili esigenze di protagonismo, al fine di giungere alla riapertura di un tavolo tecnico da una posizione di minore debolezza".


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