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‘Ndrangheta, Sposato (Cgil): “Calabria come vertenza nazionale”

Calabria Attualità

“Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei Comuni di Gioia Tauro, Laureana di Borrello, Bova Marina, da parte del Consiglio dei Ministri, le numerose commissioni di accesso in importanti Comuni della Calabria, i commissariamenti di enti strumentali della Regione, del sistema aeroportuale, le numerose inchieste della Magistratura, rappresentano oramai la dimensione plastica di quanto le organizzazioni criminali, non solo sono infiltrate nelle istituzioni locali ma in “alcuni” casi le governano direttamente.” Lo denuncia il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato, in seguito alle decisioni del Consiglio dei ministri di oggi.

“E’ oramai un dato di fatto, - aggiunge Sposato - la ndrangheta nel fare il salto generazionale, ha costruito purtroppo anche classi dirigenti. Oggi più che mai si rendono opportune molteplici azioni di contrasto. Prima di tutto, assumere la Calabria come vertenza nazionale e redigere un piano nazionale e regionale per il lavoro con investimenti pubblici e fondi ordinari. A Gioia Tauro serve un intervento serio di una struttura Commissariale monitorata dalla Prefettura di Reggio e dal Ministero dell’Interno. Nello stesso tempo, occorre che la politica avvii una discussione seria su una riforma istituzionale Calabrese che ridimensioni le municipalità e la burocrazia sia in termini di costi che in termini di maggiore controllo. Avere 400 comuni con 400 stazioni appaltanti, servizi, Consigli Comunali in una regione di 1.900.000 abitanti apre le maglie dei controlli e diventa un costo esoso se pensiamo che la vicina Puglia con il doppio degli abitanti ha circa 250 Comuni. Altresì, - precisa - nello specifico dell’area di Gioia Tauro, occorre imprimere una maggiore attenzione per la messa in sicurezza ambientale del territorio anche con specifiche iniziative di ordine pubblico, come già avviene in alcune aziende dell’area retroportuale. Temi che meriterebbero un approfondimento specifico anche da tutta la classe dirigente politica regionale, atteso che su alcune scelte operate dalla Giunta regionale vi è stata una attenzione specifica nel merito. A tal proposito, - conclude il segretario - la Cgil Calabria chiede alla Giunta Regionale di costituirsi parte civile nel processo “Gotha” che si svolge presso il tribunale di Reggio Calabria e di sottoscrivere il protocollo di legalità sulla gestione delle risorse economiche comunitarie per come più volte richiesto.”