Arresto Caridi. M5S: “Il Senato si pronunci in tempi stretti”

Reggio Calabria Attualità
Antonio Caridi

"Dopo l'ordinanza d'arresto per il senatore Antonio Caridi, nell'ambito dell'operazione "Mamma Santissima", che ha colpito la struttura di vertice segreta della 'Ndrangheta, la speranza è che il Senato si pronunci in tempi strettissimi." Così i parlamentari calabresi del MoVimento 5 Stelle Federica Dieni, Laura Ferrara, Nicola Morra, Dalila Nesci, Paolo Parentela prendono posizione sul provvedimento dei magistrati di Reggio Calabria che ha colpito l'organizzazione malavitosa.

"Il nostro plauso - continuano i parlamentari - va agli inquirenti e alle forze dell'ordine, coordinati dal procuratore Federico De Raho e dal sostituto della Dda Giuseppe Lombardo, per questa operazione che assesta un colpo deciso alla 'Ndrangheta e specialmente al suo vertice. Il percorso di bonifica e di ripristino della legalità, intrapreso con coraggio da qualche settimana, con operazioni importanti quali 'Fata Morgana', 'Reghion', oltre a quella odierna, sta finalmente sradicando quelle infiltrazioni su cui questa organizzazione mafiosa poteva contare nelle istituzioni: vere e proprie lobby della criminalità organizzata, che identificavano e foraggiavano propri esponenti politici, tra cui ex parlamentari ed esponenti regionali, per piegare lo Stato ai loro desiderata.

“Un sistema che era stato anticipato dal Movimento 5 Stelle che si era opposto con successo all'ingresso di Antonio Caridi nella Commissione Antimafia. Oggi possiamo dire con ragione che probabilmente si è impedito che la 'Ndrangheta entrasse in questo organo per poterlo condizionare e controllare. E' per questo motivo che il Senato, dopo aver esaminato le carte, deve dare una risposta immediata all'ordinanza della magistratura che colpisce il sen. Caridi. Consentire in modo consapevole che la mafia sieda in Parlamento è un attentato alle stesse istituzioni democratiche."

"La speranza - concludono i parlamentari - è che il Senato non si chiuda ancora una volta, come spesso è accaduto in passato, in una difesa corporativa che stavolta sarebbe di una gravità inaudita. Tutto ciò vanificherebbe la fiducia dei cittadini e quella speranza di legalità che i magistrati calabresi, col loro coraggio, stanno facendo lentamente risorgere."

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