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Il Registro Tumori regionale diventa realtà

Calabria Sanità

“Oggi abbiamo portato a casa un enorme risultato per tutti i calabresi. Siamo orgogliosi di aver istituito uno strumento fondamentale che ci darà l’opportunità di avere una visione omogenea della diffusione dei tumori, per poterne esaminare le cause e avere una capacità cognitiva della condizione epidemiologica del territorio”.

E’ stata questa la prima dichiarazione a caldo del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea, capogruppo dei Democratici Progressisti, visibilmente soddisfatto dopo che in Consiglio, ,finalmente è arrivata la tanto attesa approvazione dell’istituzione del registro tumori regionale.

Una proposta di legge a firma Giudiceandrea, Mirabello, Sergio e Bova che ha fatto faticare non poco, passando per diverse Commissioni e discussioni prima di arrivare al risultato di oggi. Uno strumento, inoltre, fortemente voluto e sollecitato da quasi dieci anni, dalla responsabile dello screening oncologico dell’Asp di Cosenza, Anna Giorno e che ha trovato finalmente ascolto e disponibilità nella giunta Oliverio e nella grande sensibilità dei firmatari della proposta.

Ma cosa cambia con il registro regionale? Realizzando una raccolta di informazioni sui malati oncologici partendo dal nome fino alle diagnosi, cure e andamento della malattia si mettono a confronto i tassi di incidenza e di sopravvivenza nelle diverse zone della stessa regione. Quindi rilevando l’andamento delle malattie neoplastiche con il registro tumori regionale, si dà la possibilità al Servizio sanitario nazionale e dunque alle Regioni, di monitorare la malattia, di valutare l’impatto sociale o ambientale e di migliorare i servizi da offrire al paziente in termine di prevenzione o cura e in una regione con il 60% di emigrazione sanitaria per malattie oncologiche, questo diventa di enorme importanza.

Passo fondamentale e successivo sarà poi l’accreditamento ad AIRTum, l’associazione italiana registro tumori che invece raccoglie i dati delle diverse aree geografiche dell’intero Paese e al quale oggi in Calabria è accreditata solo la città di Catanzaro.