Bancarotta: arresti a Reggio, c’è anche ex consigliere comune

Reggio Calabria Cronaca

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria sta eseguendo una misura di custodia cautelare emessa nei confronti di 10 persone accusate, tra l'altro, di bancarotta fraudolenta. Per due avvocati sono stati disposti i domiciliari: secondo l'accusa avrebbero aiutato gli imprenditori a mettere in atto la bancarotta. Tra gli indagati figura anche l'ex consigliere comunale Dominique Suraci, già detenuto perché arrestato lo scorso anno. (AGI)

AGGIORNAMENTO

h 15:31 | E' stata chiamata operazione ”AZZECCA-GARBUGLI” quella condotta dai Finanzieri del Gruppo di Reggio Calabria, nella quale è stata data esecuzione a 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e noti professionisti della città rifenuti coinvolti, a vario titolo, "nella consumazione in concorso dei reati di estorsione, bancarotta fraudolenta e semplice ed altre ipotesi di reato previste dalla legge fallimentare".

Nei confronti di due soggetti il GIP del Tribunale di Reggio Calabria - Tommasina Cutroneo - su richiesta della Procura della Repubblica, nelle persone del Procuratore Ottavio Sferlazza e del Pm Stefano Musolino, ha disposto la restrizione in carcere, mentre nei confronti degli altri 8 ha disposto gli arresti domiciliari. Eseguito anche il sequestro di 3 società comprensive del patrimonio aziendale per un valore di circa 5 milioni di euro.

Le indagini di natura finanziario-patrimoniale delle Fiamme Gialle reggine avrebbero accer tati - affermano gli inquirenti - "che Brunella Fortunata Latella ed il marito Gaetano Tomasello, attraverso due società di capitali formalmente estranee ma, di fatto, a loro riconducibili, in sede di concordato preventivo dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria relativo alla Doc Market srl, hanno fatto valere fittizi crediti al fine ingannare i creditori ammessi alla predetta procedura. Secondo quanto accertato, il mantenimento della gestione di fatto in capo a Brunella Fortunata Latella - proseguono gli investigatori - è stato schermato mediante la costituzione di 2 NEWCO, attraverso successivi intrecci societari, affitti di rami di azienda, e, infine, grazie all’interposizione di alcune fiduciarie milanesi".

Tali manovre, affermano ancora i finanzieri, "avrebbero consentito la distrazione dal patrimonio della società in liquidazione di beni di significativo valore commerciale a favore di terzi compiacenti o di società dagli stessi occultamente partecipate. Parte delle liquidità sottratte alle imprese, di cui è stata artatamente costituita la sofferenza finanziaria, erano confluiti in un fondo patrimoniale appositamente costituito che, senza l’odierno intervento, avrebbe garantito il sostentamento del nucleo familiare a scapito dei creditori delle società".

Le indagini dei finanzieri avrebbero permesso di accertare, nel complesso groviglio di intrecci finanziari-patrimoniali, un ruolo attivo e partecipe di noti professionisti reggini (avvocati e commercialisti) - considerati "gli autori degli 'aggiustamenti' legali-contabili che hanno consentito la distrazione del patrimonio societario".

"Nel caso di specie - proseguono gli inquirenti - commercialisti e avvocati coinvolti avevano avuto un ruolo chiave nella cessione di rami produttivi dell`azienda alle due Newco, create ad arte per svuotare il soggetto in crisi e salvare le attività dal dissesto (e soprattutto dall`avvento dei creditori). Tra le attività criminali poste in essere, è stata accertata inoltre una vera e propria estorsione ai danni dei dipendenti".

L’indagine delle Fiamme Gialle, infatti, è scaturita anche dalle numerose denunce dei lavoratori di alcuni supermercati del capoluogo reggino, presentate la scorsa estate, i quali lamentavano, da alcuni mesi, di non percepire lo stipendio e temevano il licenziamento. In particolare, i soggetti coinvolti, "approfittando della situazione di depressione del mercato del lavoro e della conseguente debolezza contrattuale dei lavoratori dipendenti - continuano gli investigatori - mediante minaccia implicita, hanno costretto i dipendenti a consegnare, ovvero a rinunciare, ad una quota dello stipendio mensile risultante dalla busta paga, nella misura variabile per ciascuno di essi dai 130,00 ai 230,00 euro mensili".

Nella mattinata di oggi i Finanzieri del Gruppo di Reggio Calabria coordinati dal Procuratore capo della Repubblica Ottavio Sferlazza e dal Sostituto Procuratore Stefano Musolino, hanno interrotto la complessa condotta criminale. Saranno successivamente diffusi i nominativi delle persone colpite dall’ordinanza e l’elenco delle Società sottoposte a sequestro.

h 19:20 | I NOMI DEGLI ARRESTATI

Brunella Fortunata Latella, 43 anni nata a Reggio Calabria; Gaetano Tomasello, 42 anni nato a Melito di Porto Salvo; Tomasello Gabriella, 20 anni nata a Reggio Calabria; Damiano Viglianisi, 35 anni nato a Reggio Calabria; Domenico Giovanni Suraci, 45 anni nato a Reggio Calabria; Girolamo Carlo Grillo, 70 anni nato a Oppido Mamertina; Giuseppe Grillo, 43 anni nato a Reggio Calabria; Demetrio Serra, 38 anni nato a Melito di Porto Salvo; Francesco Creaco, 44 anni nato a Reggio Calabria; Vincenzo Scarcella, 51 anni nato a Reggio Calabria; Domenico Chirico 44 anni nato a Reggio Calabria.

Sono inoltre stati sottoposti a sequestro le seguenti società comprensive del relativo patrimonio aziendale: GABREM immobiliare srl; GESI grup srl e GSC group srl.