Traffico di doga, armi ed esplosivi. Blitz all’alba nel soveratese: 30 indagati

Catanzaro Cronaca

Cocaina, hashish, marjuana, metadone ed eroina, anche nella forma del cosiddetto cobret: a trafficare la droga, nel basso Ionio-catanzarese, soprattutto nell’area del soveratese, una presunta organizzazione che avrebbe avuto il suo “centro nevralgico”, in particolare, a Chiaravalle e nei comuni limitrofi, con proiezioni fino nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.

Organizzazione al cui centro vi sarebbe il clan dei Chiefari-Iozzo di Chiaravalle, ritenuti “anello di congiunzione” dei traffici di droga tra le cosche Giorgio e Pizzata di San Luca e quelle dei Mancuso di Limbadi, nel vibonese.

A smantellare il gruppo ci ha pensato stamani la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che ha chiesto ed ottenuto dal Gip del tribunale locale una misura cautelare a carico di 30 persone, eseguita stamani dai carabinieri, nel corso dell’operazione Anteo, non solo nel capoluogo di regione ma anche nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Monza e Brianza e Roma.

Agli indagati si contesta a vario titolo, l’associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti; l’estorsione tentata e consumata, anche con l’aggravante mafiosa; la ricettazione; la detenzione e porto abusivo di armi, anche clandestine e da guerra; la detenzione di materiali esplodenti ed il furto.

Le indagini, condotte in particolare dai militari della Compagnia di Soverato, hanno documentato sia le dinamiche inerenti proprio la gestione di quello che viene definito come “un intenso trafficodi stupefacenti, e sia la l’attività, complementare, del traffico di armi e di esplosivi.

Quest’ultimi venivano approvvigionati - per essere poi rivenduti - prevalentemente tramite furti in abitazioni e in attività commerciali individuati specificamente.

L’operatività del gruppo si sarebbe avvalsa di intensi collegamenti con soggetti ritenuti appartenenti o contigui alla ‘ndrangheta, e riconducibili a cosche radicate oltre che nel catanzarese anche nella provincia reggina e vibonese.

Nel corso delle investigazioni sono stati eseguiti, a riscontro, diversi arresti in flagranza di reato e sono stati anche sequestrati consistenti quantitativi di stupefacente, oltre che di numerose armi, sia lunghe che corte, di diverso calibro, anche da guerra; diverse munizioni; rilevanti quantitativi di esplosivo, in particolare di tritolo; finanche una bomba a mano e artifizi della filiera pirotecnica.

GLI INDAGATI

Nelle maglie degli inquirenti sono dunque finiti: Domenico Aiello, 49 anni di Palermiti; Raffaele Andreacchio, 43 anni di Guardavalle; Ernesto Bertucci, 41 anni di Soverato; Anthony Salvatore Catanzariti, 25 anni di Olivadi; Vito Chiefari, 36 anni di Chiaravalle Centrale; Nency Vera Chimirri, 29 anni di Vibo Valentia; Giuseppe Corapi, 29 anni di San Sostene.

Ed ancora: Antonio Corrado, 35 anni di Chiaravalle; Daniele Cortese, 31 anni di Capistrano; Antonio Cuturello, 31 anni di Taurianova; Fortunato Demasi, 45 anni di Simbario; Damiano Fabiano, 30 anni di Chiaravalle Centrale; Francesco Fabiano, 25 anni di Chiaravalle Centrale; Giuseppe Fabiano, 37 anni di Chiaravalle Centrale; Mirco Furchì, 37 anni di Limbadi.

Inoltre, Domenico Giorgi, 25 anni di Benestare; Domenico Giorgio, 41 anni di Chiaravalle Centrale; Luciano Iozzo, 58 anni di Chiaravalle Centrale; Salvatore Macrì, 33 anni di Chiaravalle Centrale; Emanuele Mancuso, 33 anni di Nicotera (collaboratore di giustizia); Giuseppe Marco Marchese, 45 anni di Chiaravalle Centrale; Michele Matarese, 45 anni di Montepaone;

Infine: Gianluca Minnella, 26 anni di Bovalino; Mirko Pironaci, 36 anni di Montepaone; Antonella Procopio, 25 anni di Centrache; Bruno Procopio, 30 anni di Ardore; Santino Procopio, 38 anni di Chiaravalle Centrale; Antonio Puntieri, 31 anni di Olivadi; Clemente Selvaggio, 26 anni di Vibo Valentia; Giuseppe Soriano, 30 anni di Filandari; Roberto Venuto, 43 anni di Olivadi; Rocco Bruno Caruso, 43 anni di San Vito sullo Ionio.

GRATTERI: “STOP A VENDITORI DI MORTE”

Venditori di morte senza scrupoli: cedevano le dosi davanti ai Sert dove giovani, anche minorenni, cercano di uscire dalla dipendenza. Quella che potrebbe sembrare una realtà criminale marginale, di serie B in realtà copriva in modo capillare il territorio interfacciandosi con le vicine Serre vibonesi e la Locride nel Reggino”.

Così ha affermato il procuratore Nicola Gratteri nel corso della conferenza tenuta stamani dopo l’operazione per la quale il capo del capo della Dda catanzarese ha voluto complimentarsi con i carabinieri di Soverato “per la capacità operativa ormai a regime capace di valorizzare le singole Stazioni, senza le quali non avremmo potuto opporre la stessa conoscenza particolareggiata del territorio”.

Ma anche, ha aggiunto Gratteri, “per la sensibilità dimostrata nel perseguire reati che incidono sul quotidiano delle persone e delle loro famiglie. Vedere quelle scene ci ha scossi”, ha concludo il magistrato.

(aggiornata alle 12:00)