Crotone, migliaia di famiglie a rischio luce e gas: pesanti effetti del rincaro bollette nella città più povera d’Italia

11 gennaio 2021, 15:30 Il Fatto

In che cosa si tradurrà il gravoso incremento delle bollette nella città più povera d’Italia se non in un aumento delle morosità, degli insoluti e dei distacchi di gas, luce e quant’altro, compreso l’incremento di furti d'energia? E cosa stanno facendo nel frattempo, Comune, Provincia e Regione per affrontare una vera e propria emergenza sociale che grava sulla qualità della vita di centinaia e migliaia di famiglie crotonesi? In esclusiva per i lettori di Cn24 una nostra inchiesta per comprendere e denunciare il disagio economico e la povertà drammaticamente aumentati in questi mesi di devastante pandemia.

di Vito Barresi

Una vera coincidenza, c'è una notizia per tutti che arriva in casa precisa come un treno svizzero a ogni scadenza di bimestre. Le bollette di gas luce e acqua aumentano con la forza di una sentenza senza appello. Ma spalmare gli incrementi nelle aree ricche e sviluppate del Nord e Centro, dove per certi non sarà difficile nè tanto meno fastidioso sopperire agli aumenti del carovita, è un conto, mentre altro è quello pesante determinato dalla batosta luce gas e acqua in realtà come Crotone, la città più povera d’Italia per reddito pro-capite.

Al Comune questo non sembra essere tema principale nè problema da segnare nell’agenda amministrativa pubblica. A nessuno viene in mente, tanto meno e neanche nell’anticamera della testa del sindaco.

Lo stesso alla Provincia, poi non ne parliamo per la Regione dove i telefoni d'ufficio sono stati sostituiti dai telefonino priveè, e non rispondono più neanche ai numeri verdi, figuriamoci nelle stanze degli assessori.

Tanto che, sconsolatamente, davanti all’inerzia degli amministratori locali e alle file interminabili dei clienti che si allungano davanti alle Poste e agli uffici e negozi delle grandi marche di distribuzione, per non segnalare allo sportello della Caritas o presso le parocchie, non resta che raccogliere la laconica battuta in dialetto: "astuta à lampadina chè megghiu... ca sinnò cunsumi luce e arriva 'a bulletta ed è peju…" spegni la lampadina altrimenti consumi energia e poi arriva la bolletta ed è peggio.

Con l’inizio del nuovo anno e il perdurare della crisi sanitaria e pandemica sono in migliaia le famiglie crotonesi in difficoltà nel pagamento delle bollette. Centinaia le utenze a rischio interruzione del servizio e in tantissimi quelli che trovano a ingegnarsi con mezzi alternativi per sopperire alla mancanza di luce nelle case, con lampade a butano e persino il ritorno alle candele, per affrontare il freddo invernale con bombole, legna, ecc. spesso con gravi rischi anche per la sicurezza, come la cronaca racconta frequentemente.

Una piaga sociale diffusa che sta mettendo a dura prova le fasce più deboli e svantaggiate della popolazione, mentre accade che proprio per le alte quotazioni delle materie prime all’ingrosso (di cui il crotonese è ricco come territorio, ma in termini di plusvalore assolutamente depredato, essendo tutto in mano alle grandi multinazionali di gas e luce, cioè Eni, A2a, Terna, Enel, Snam, Agip, Siemens Gamesa, Edison, ecc. tutte marche operanti in loco), nel primo trimestre del 2021 farà registrare un aumento delle bollette dell'energia per la famiglia tipo in tutela del +4,5% per l’elettricità e del +5,3% per il gas.

Certo, il capoluogo jonico è la Cenerentola, ma allo stesso tempo anche uno dei distretti energetici più importanti del Paese e dell’Unione Europea per produzione idroelettrica, eolica, biomasse e gas metano.

Una fabbrica immensa dislocata sul territorio che produce tanti megawatts come e più di una grande centrale nucleare dove secondo i dati statistici più recenti il numero di cittadini che non riescono a pagare la bolletta è aumentato in maniera spaventosa e ingiusta.

Da questa banale constatazione, dal contrasto tanto evidente di un territorio che esporta energia per l’intera Nazione, nel mentre gran parte della popolazione locale stenta a pagare le bollette, bisognerebbe aspettarsi da parte delle istituzioni locali che venisse creata una fascia sociale di tutela e salvaguardia per aiutare quanti sono in difficolta sul libero mercato, creare un Fondo di Solidarietà Territoriale (FST), attingendo primariamente dai fondi altrimenti sperperati in intrallazzi e opere inutili, con i proventi delle royalties dei grandi sfruttatori delle risorse locali.

Un tutto dire non inutile ma per dire essenzialmente che manca l’amore, l’attenzione e la dedizione, la passione politica a costruire il bene comune, facendo scattare la fantasia amministrativa di chi prende bei soldini al mese (solo il Sindaco, professore di scuola in aspettativa politica, con la carica ha triplicato il suo stipendio...) in forma di emolumento e che di questi problemi di bollette non ne ha, come purtroppo accade al contrario nelle case povere delle periferie di questa piccola cittadina, nelle contrade agricole e nei popolosi quartieri popolari, dove si è continuamente in lotta con Enel, EniGas, e tanti altri fornitori che reclamo i pagamenti delle forniture.

Riassunto e pro memoria per chi spesso non ha orecchie per ascoltare, compresi le tre centrali sindacali Cgil, Cisl e Uil, ma anche Ugl, Usb e Cisal, i loro dirigenti, funzionari e impiegati, tralasciamo le cosidette sigle in difesa dei consumatori:

  1. dichiarare con appositi atti amministrativi, anche con patti e accordi territoriali in sede di Prefettura, da Sindaci, Presidente Provincia, Presidente Regione Calabria, Crotone e il crotonese area a forte svantaggio sociale ed economico, dunque, a rischio e bisognosa di aiuti, specialmente a sostegno delle famiglie più povere, introducendo per i servizi di prima necessità, acqua, luce e gas, un Calmiere Sociale Territoriale, in base alle fasce di reddito certificato Isee, ecc. ecc;
  2. istituire in sede di amministrazioni comunali un Fondo di Solidarietà per le emergenze sociali in materia di servizi di prima necessità con riferimento non solo alle varie utenze ma anche ai fitti di case per uso abitativa o micro attività commerciuali che garantiscono un reddito di sussistenza e sopravvivenza civile;
  3. aprire una vertenza e/o un tavolo di confronto con i grandi player che producono energia nel territorio comunale tipo Eni, Enel, Terna, A2a, Biomasse Italia, Gamesa, Gruppo Vrenna, ecc. perchè si istituisca una Fondazione Territoriale per lo Sviluppo e la Solidarietà Sociale che aiuti con adeguati sostegni a favorire la crescita e lo sviluppo educazione di bambini e giovani appartenenti a famiglie povere ed escluse della società crotonese.