Sarà Beata Rossella Staltari, un mistico fiore nel giardino della Locride

9 gennaio 2021, 15:20 Opinioni&Contributi

Siamo grati al santo Padre Francesco, che, in seguito al complesso iter di questa causa di canonizzazione, ha riconosciuto le virtù eroiche di una figlia di questa terra, umile donna sbocciata nel giardino della Locride. La nostra Chiesa diocesana gioisce per il “dono natalizio” che il Santo Padre Francesco le ha fatto, riconoscendo “le virtù eroiche” di una figlia di questa nobile terra della Locride, Rosa Staltari, Religiosa professa della Congregazione delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, nata il 3 maggio 1951 ad Antonimina (RC) e morta a Palermo il 4 gennaio 1974.


di Mons. Francesco Oliva*

La Congregazione delle Cause dei Santi il 22 dicembre 2020 ha promulgato il Decreto di riconoscimento delle sue virtù eroiche, insieme a quelle di altri sei Servi di Dio, tra cui Rosario Angelo Livatino, il magistrato siciliano ucciso "in odio alla fede". È questa una bella notizia ed un bel dono natalizio per la nostra terra.

La causa di canonizzazione era stata introdotta il 25 febbraio 2002 da S. E. GianCarlo Maria Bregantini, Vescovo pro-tempore della Diocesi di Locri-Gerace, con la costituzione del tribunale per l’inchiesta diocesana, dopo avere acquisito il parere della Conferenza Episcopale Calabra ed il nihil obstat della Santa Sede.

L’inchiesta diocesana s’è svolta dal 24 settembre 2002 al 14 ottobre 2006. La pubblicazione della Positio è avvenuta in data 11 febbraio 2016.


Chi è Rossella Staltari


Rosella è figlia di questa terra, essendo nata ad Antonimina (RC), in contrada Cacciagrande, una zona collinare duramente messa alla prova dall'alluvione nell'ottobre del 1951, quando aveva pochi mesi di vita. “Una terra aspra, ma feconda”, come afferma suor Franca Polimeni, una delle più tenaci e convinte sostenitrici di questa causa di canonizzazione.

A soli due anni e cinque mesi, Rosella aveva perso la mamma per una banale caduta. Accolta presso l’Istituto Scannapieco di Locri (RC), vi restò fino all’età di 14 anni, ricevendo una buona formazione umana e religiosa.

Conseguita la licenza media, si trasferì a Reggio Calabria presso la Congregazione delle Figlie di Maria SS. Corredentrice, che gestivano una Casa-Famiglia per ragazze orfane e bisognose o con situazioni familiari difficili.

In questa Casa-famiglia conobbe Padre Vittorio Dante Forno, Fondatore della suddetta Congregazione religiosa, e Maria Salemi, collaboratrice al Progetto di Fondazione. P. Vittorio Forno fu il suo direttore spirituale, che alimentò in lei una sincera devozione alla Madonna e il desiderio di abbracciare la vita religiosa.

Il 2 luglio 1973 Rosella emise la Professione religiosa nella Congregazione delle Figlie di Maria SS. Corredentrice, pronunciando il suo SI al Signore. Trasferita a Palermo, divenne maestra di scuola materna presso l’Istituto Pietro Ardizzone.

Non godendo di buona salute, il mattino del 4 gennaio 1974 si addormentò nel Signore, realizzandosi il suo grande desiderio di essere per sempre con Lui: «Gesù, voglio essere Tua e non ti darò pace, finché non mi vedrò accanto a Te». Pochi mesi prima, annotava nel suo Diario:

«Rosella, se ti sei data tutta a Gesù, devi saper trovare tutto in Gesù, ciò che troverai lontano da Gesù sarà niente. Rosella, devi trovare tutto in Comunità, perché altrimenti la tua anima cadrà infallibilmente in tutto, senza trovare niente. Rosella, fai di tutto per essere religiosa di nome e di fatto altrimenti sarai niente. Per evitare ciò, Rosella, devi sempre trovarti a dare e amare Gesù in tutto».


Innamorata di Gesù


Rosella è espressione della tradizione di fede di questa terra. È nata in un tempo di calamità naturale, che segnò gravemente la storia di tanti piccoli borghi della Locride.

Una terribile e devastante alluvione distrusse molti piccoli borghi e costrinse i suoi abitanti a trasferirsi altrove ed a cercare rifugio in luoghi più sicuri.

La sua breve esistenza è stata provata da tante difficoltà: alluvione, povertà, dolore, afflizioni, prove interiori, solitudine e lacrime. Ma lei non si è mai lasciata schiacciare né si è ripiegata in sé stessa.

Grazie alla fede, con volontà e tenacia portò avanti il suo cammino verso la santità, sostenuto dall’umiltà, dal superamento delle prove quotidiane, dal desiderio di consacrare la propria vita al Signore.

“Innamorata di Gesù”: ecco il tratto ispiratore della sua vita spirituale. Ha saputo reagire alle tante difficoltà, che incontrava sul suo cammino.

Anche grazie alla sua intima relazione con Gesù. Se dovessimo dire in breve chi era Rosella Staltari, dovremmo dire: era un’innamorata di Gesù, innamorata di Lui grazie alla fervida devozione che aveva per Maria sua Madre.

Un’innamorata, rapita dall’amore per lo Sposo. Il suo dialogo con Lui era continuo, dall’aurora al tramonto, persino di notte:«Tutti dormono, o Gesù, ma io sono qui a chiederti la forza a cominciare bene un altro giorno» (12/01/1973). Per lei Gesù era tutto, proprio tutto, contava solo Lui. Annotava nel suo Diario:

«Mi piace tanto il tuo Gesù, o Maria, per avermi dato tanta libertà, senza avermi forzato la porta per entrare, ma facendomi capire che era ancora lì aspettando che io superba e misera mi degnassi di AMARLO».


Mistico fiore nel giardino della Locride


Mistico fiore nel giardino di Dio, Rosella si aggiunge alle tante figure di santità che illuminano la nostra terra: i Santi Martiri Locresi, Santa Veneranda, San Antonio del Castello, San Iejunio (San Giovanni il digiunatore), San Leo di Africo, San Nicodemo di Mammola, San Giovanni Theristis, il Beato Camillo Costanzo da Bovalino.

È un faro luminoso, che ci porta a preferire la “cultura dell’amore” a quella dell’odio e della vendetta criminale, accogliendo il Vangelo e la cultura della solidarietà. La stessa legalità come rispetto delle leggi è essenziale per la crescita del nostro territorio, ma non basta.

Oltre “la cultura della legalità”! Solo la carità e l’amore per il prossimo, per la propria terra, per la casa comune, per l’ambiente, la ricerca del lavoro onesto danno speranza e futuro.

Questa giovane donna del nostro tempo, con la forza della grazia e la speranza riposta nell’amore di Dio, è forza di riscatto per la nostra terra. Ci aiuta a liberare la nostra Locride da ogni asservimento, dipendenza e gravi pregiudizi, a non lasciarci vincere dalla paura e dalla mediocrità.

In un momento particolare come questo ci mostra orizzonti nuovi, ci porta a guardare in alto, a ridare fiducia a chi è nella tristezza e nella sofferenza, ad indicare vie di riscatto a quanti hanno scelto il malaffare e la criminalità organizzata e sono finiti nelle grinfie della ‘ndrangheta.

La nostra terra e tutta la Chiesa diocesana possono avere in Rosella un riferimento sicuro e lo stimolo verso un cammino di riconciliazione e di santità.


Un cammino di contemplazione ascetica


Rosella ha vissuto in tutta la sua vita un cammino continuo di maturazione spirituale.In uno scritto indirizzato alla direttrice Salemi diceva di sè: «Ho un carattere selvaggio. In questo che le scrivo, non cerco la comprensione, perché altrimenti finirei per avere qualcosa per me. Voglio soprattutto aiuto...» (20 ottobre 1970).

Consapevole della sua fragilità, cercava l’aiuto di Dio, per superare tutto ciò che non era conforme alla sua volontà. Viveva nel silenzio, nella contemplazione, nel servizio e nell’offerta alla volontà divina,accolta con docilità. Era forte il desiderio di nascondersi in Dio:

«Vorrei essere tanto umile, o Gesù da scomparire, da non farmi vedere da nessuno, insomma da nascondermi in TE, mio DIO e mio TUTTO» (23/01/1973).

In una lettera alla direttrice Maria Salemi, confessava: «Quest’amore per Lui mi toglierà la vita» (13/02/1972). Il “contatto con Dio” la estraniava da tutto, al punto che il suo corpo e la sua anima ardevano d’amore per lo Sposo.

Con la sua esemplare testimonianza di vita e di santità, Rossella illumina il nostro cammino. L’esempio di Rosella è un percorso di vita, che ci mostra la strada che porta a Dio Lui, e ci dà stimoli ad offrirgli la nostra vita, come ha saputo fare lei.

A tal fine indico tre percorsi da seguire, perché questa testimonianza diventa lievito e fermento di crescita per la nostra Chiesa.

*Vescovo di Locri - Gerace