Strada, De Magistris e Sgarbi: tre carte nella mano dei Tarocchi per salvare la Calabria nel 2021

26 dicembre 2020, 13:00 Il Fatto

A suo modo c’è un 'fil rouge' che accomuna queste tre figure di spicco, il fatto che seguendo piste e orbite tra loro eterogenee e diverse, abbiano in questi mesi deciso di mettere la Calabria al centro del proprio progetto di vita, spendendo energie e impegno per una Regione che da simbolo negativo dell’abbandono, del dilagare della criminalità, della crisi delle istituzioni e della politica, della dolorosa diaspora generazionale e della fuga dei giovani, in unica sintesi, della sconfitta dello stesso Stato, potrebbe trasformarsi in un’esempio e in una testimonianza del risorgimento e del riscatto regionale, non solo in sede nazionale ma anche nel panorama più ampio dell’opinione pubblica e mediale del’intera Unione Europea.


di Vito Barresi

A ben discernere non si tratta di un'intuizione di poco conto. Bensì, proprio in consonanza con la definzione astronomica di ‘grande attrattore’ cosmico e celeste, sembra quasi descrivere quel piccolo ma importante ‘firmamento’, la costellazione vincente e positiva, per ricomporre in una nuova unità ed equilibrio una Regione frantumata.

Strada, De Magistris e Sgarbi sono in fondo e a loro modo, la testimonianza di tre figure indispensabili di cui ha bisogno la Calabria per elaborare una nuova architettura istituzionale della governance regionale per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile, capace di partecipare attivamente, con rinnovato orgoglio e slancio, al piano di rilancio nazionale che fa capo al programma Next Generation UE.


Strada, nei Tarocchi è la carta della Temperanza e della guarigione sociale


Come arcani maggiori in un mazzo di tarocchi marsigliesi, Gino Strada è la carta che sembra significare quel supplemento di solidarietà e fiducia, applicazione ai bisogni e alle sofferenze degli altri, più che mai utile per spronare quella parte migliore della società calabrese che esita a partecipare, quasi intimorita non solo dalla violenza intrinseca del conflitto e del confronto sociale e politico ma anche dalle dissennate chiacchiere degli urlatori, i 'masaniello dal colletto bianco' di un becero populismo, molto ma molto interessato alla propria gattopardesca ascesa di potere personalistica.

Strada a Crotone, dentro il padiglione nefasto della sanità regionale, è la Temperanza, la carta che rappresenta la metamorfosi interiore, la guarigione, la rigenerazione, il perfetto equilibrio fra il principio solare, maschile, e quello lunare, femminile.

Lui e la sua equipe invitano tutti, con l’esempio delle buone prassi del volontariato, a impegnarsi in questo Afghanistan del Sud tra i profughi e i migranti del Cara lungo la strada statale 106, a uscire allo scoperto, misurarsi sui problemi, partecipare alla costruzione di un modello di welfare sanitario regionale condiviso, snello, operativo,essenziale, pratico, efficiente e non efficientista, fondato sulla lotta emergenziale alle nuove povertà che nascono non si sovente dalla diseguaglianza di classe e di genere, ben nitida non solo nelle aree metropolitane del nord ma anche in questa sorta di vera e propria ‘banlieu’, quartiere mediterraneo che è diventata la Calabria, crocevia tra l’Africa, l’Asia e l’Europa.


Sgarbi l'Alchimista, Matto, Mago, Bagatto, gioca la carta della creatività


Vittorio Sgarbi, volto non nuovo ai 'fieri calabresi’, già assessore alla Tutela del patrimonio artistico e culturale del Centro storico di Cosenza e alla Coscienza critica della città, è un esperto di assoluta valenza mondiale nel settore dell’arte e dei beni culturali, con ‘skill’ di alto valore specialistico, particolarmente noto al grande pubblico europeo e cosmopolita, per la sua abile oratoria messa al servizio della polemica politica e non solo attraverso l’uso attento e propositivamente aggressivo dei grandi media televisivi, rappresenta per la Calabria la carta n.1, il Matto, il Bagatto, il Mago, cioè un bisogno di consapevolezza, creatività, sapienza e trasformazione.

Dunque, un pungolo alla creatività, al rispetto della bellezza naturale, monumentale, artistica, archeologica (non intriso di quel formalismo del borghese piccolo, piccolo con Sordi, scritto da Cerami e diretto da Monicelli), che tradotto in programmi politici e azioni pubbliche sarebbe poi impegno nella programmazione e nella realizzazione di iniziative di respiro europeo, legate alla mobilità culturale tra gli stati dell’Unione, con spiccati indirizzi sociali e occupazionali, volti a fornire idee e progetti a sostegno della creazione di una vasta area euro-mediterranea di dialogo, confronto e scambio culturale, puntando sul volano del turismo, progettando quel che serve davvero a una Regione unica nella sua geografia, cioè il raccordo integrato, organico e funzionale tra ecologia, paesaggio e ambiente e beni culturali, archeologici e monumentali, realizzando il modello 'Park to Park’, grandi parchi nazionali, montani, rurali e marattimi, con la complessa struttura dei parchi archeologici e della rete regionale dei musei.


De Magistris, l’arcano dell’eguaglianza, la Giustizia è la sua promessa


Il sindaco di Napoli è di famiglia per metà calabrese. Luigi de Magistris venne eletto al Parlamento nel 2009, risultando il secondo candidato più votato dopo Berlusconi con 415.646 preferenze. La Giustizia è la sua carta, che esprime equilibrio, clemenza ma anche inflessibilità, che stringe nella destra la spada della fatalità e nella sinistra la bilancia. Ciò corrisponde al più inappagato desiderio della Calabria che è l’equità contro l’ingiustizia, la legalità contro la prepotenza del potere.

Tuttavia, De Magistris esprime anche altre importantissime qualità che corrispondono alla sua enorme e impareggiabile esperienza acquisita alla guida di un della più grandi e complessa metropoli euro-mediterranea, la città di Napoli, il laboratorio a cielo aperto in cui quotidianamente si misura la politica e la democrazia nel sud, si articola e si determina in equilibrio perennemente instabile il lavoro sociale e istituzionale, nel quadro di gigantesche contraddizioni che caratterizzano una città-mondo immensa, pervasa da scontri di classe tellurici, mutazioni culturali profonde e trasversali.

Il suo è un bagaglio curriculare particolarmente appetibile per affrontare in Calabria la priorità del riordino urbanistico delle cinque città capoluogo di provincia, la prima sistematica e non confusa e affastellata organizzazione della Città Metropolitana di Reggio, istituzione sovraprovinciale che rasenta ormai un evidente fallimento, la gestione della portualità euro-mediterranea con il raccordo integrato e di area vasta che comprende Sicilia,Calabria, Basilicata e Puglia, progettando e costruendo la prima vera e strategica mega infrastruttura euro-mediterranea (di gran lunga più importante e superiore al Ponte di Messina), cioè una innovativa e avveniristiva "scocca portuale a struttura portante", concentrando in una sola Società Globale i porti di Gioia Tauro, Crotone e Taranto.

A differenza di altre personalità, questi tre profili, oltre ad avere una propria metodologia consolidata e un approccio aperto ai problemi della complessità regionale, hanno una visione di raggio e rango più ampio che, non troppo sorprendentemente, serve proprio a dar più valore ai caratteri positivi del localismi e della territorialità, e se si vuole, persino ai vecchi tradizionali campanilismi che rischiano di scomparire, illuminandoli in una prospettiva nuova e geopolitica mediterranea ed europea.

In fondo, l’unico orizzonte nuovo che potrà liberare la Regione Calabria dalle sue ataviche schiavitù storiche, dalle sudditanze psicologiche verso i potentati dell’economia, della politica, del crimine, della comunicazione e della cultura.

Ma anche dal servaggio feudale e dall'immondo e scellerato patto con i poteri segreti e occulti, misto pubblico-privato, che intenderebbero ancora una volta trasformarla in una retrovia di intrighi e coperture planetarie.