La Commissaria torna a casa. Un pesante passaggio di consegne tra Tiziana Costantino e il futuro sindaco di Crotone

17 luglio 2020, 19:47 Il Fatto

La valutazione conclusiva, dopo oltre sei mesi dall’insediamento invernale del Commissario Prefettizio al Comune di Crotone, nella figura della prefetta in pensione Tiziana Costantino, un lungo e difficile periodo contrassegnato dall’emergenza nazionale della pandemia Covid-19, non potrà che essere praticamente di ampia insufficienza, senza aver conseguito e ottenuto alcun risultato per migliorare almeno uno, leggasi uno, dei tanti indicatori negativi che inchiodano questa città negli ultimi posti delle principali graduatorie nazionali. Dunque, un semestre semplicemente inutile?


di Vito Barresi

Non del tutto se verrà, ma non lo crediamo, preso per monito e avvertimento da chi risulterà eletto per ricoprire la carica di nuovo sindaco di Crotone.

Monito perché, detto con franchezza, l’azione di controllo, sorveglianza, repressione, prevenzione e sussidiarietà dello Stato è di fatto fallita, quasi inutile, senza alcun eclatante o significativo risultato sia sul piano della revisione dei conti in bilancio che su quello dei servizi, in testa Akrea con la resa ai privati della raccolta dei rifiuti, la perdita di ogni controllo sull’utilizzo delle discariche, il perpetrarsi di antichi malvezzi nepotisti e persino clientelari nella opaca attività di una partecipata fuori norma che non fa la differenziata, un vero vuoto a perdere per le casse dell’ente.

A tal punto che al momento la pubblica opinione, la cittadinanza, che non è certo parte superflua del quadro della legalità istituzionale, quella legalità astratta e vaga di cui forse troppo saccentemente si è vantata la prefetta pensionata, anzi ne è soggetto principale e presupposto oggettivo, abbia a suo favore almeno stralci e anticipazioni utili della Relazione finale del Commissario, cenni sul suo modus operandi, stato dell’arte sui limiti, i rischi e le eventuali potenzialità che la macchina comunale registra dopo siffatto e dispendioso “tagliando” statale.

Sono trascorsi così, con un Comune inerte e immobilizzato di fronte all’uragano del coronavirus, un notevole numero di giorni e settimane, non solo infruttuosi, vuoi per l’inconsistenza di un atteso risanamento della struttura burocratica dell’ente (ridotto al demagogico all’allontanamento con contenzioso di alcuni dirigenti), vuoi per gli errori amministrativi (la pratica dei buoni alimentari, la dismissione degli impianti sportivi, la mancata sanificazione organica della città, la crisi idrica proprio all’inizio della fase 3, l’emergenza rifiuti, ecc. ), quanto minacciosamente frenanti e addirittura penalizzanti per il programma e lo slancio da imprimere alla nuova amministrazione che uscirà dalle urne nella terza domenica di settembre.

Il tutto in un quadro ambientale in cui tutti sembravano a caccia di una prova regina, e al momento non risulta, che avrebbe dovuto “incastrare” l’amministrazione dimissionaria capitana da Ugo Pugliese.

La Commissaria torna a casa. Si vota il 20/21 settembre 2020. Senza che lo Stato sia stato in grado di “incastrare” neanche un piccolo Roger Rabbit.