Le Luci Spente della Centrale Elettrica Fantasma. Mistero Pitagorico su due milioni di Fondi Europei sperperati alla Provincia di Crotone

10 aprile 2019, 15:08 Politica.24

Aumm, aumm, dov’è finita la centrale elettrica integrata cogenerativa scomparsa? Dove si trovano le macerie del cordolo, della cabina Enel, i quattro motori rotanti, i campi di canapa per il bio-diesel in congiunzione agro-ambientale sotto l’egida dei soliti cartelli e cartelloni, i paletti materiali e immateriali che avrebbero dovuto recintare il sito su cui doveva sorgere il mirabolante “Impianto Sperimentale di Produzione di Energia Integrata cogenerativa” della potenza complessiva di 3.2 MW, progettato per la Provincia di Crotone dal Gruppo Zilio, la cui mission aziendale sarebbe quella di 'purificare l'acqua potabile, finanziato tramite il Por Regione Calabria con due milioni di euro dei Fondi dell’Unione Europea?


di Vito Barresi

Scomparsa, annullata e poi successivamente transata, aumm, aumm, senza aggravio di spese né di controlli da parte dello Stato, della Regione Calabria, della Legge e della Giustizia piuttosto cieca come una vecchia talpa.

Paradossalmente mentre nessuno vede e sente, la documentazione composta di delibere di Giunta con tanto di firme di Presidenti e Assessori al ramo ambientale, le determine dirigenziali, si trova tutta agli atti di un processo ancora in svolgimento presso il Tribunale Area Civile di Crotone.

Di seguito alla bisogna ecco il Report ad uso delle pubbliche autorità preposte e dei calabresi illustri, intitolato “Le Luci Spente della Centrale Elettrica Fantasma. Mistero Pitagorico senza intrighi su due milioni di Fondi Europei maldestramente sperperati alla Provincia di Crotone".

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Fogli e bolli legali della famosa Repubblica di Crotone, che lì c’è un altro Stato, un altro ordinamento, aumm aumm, raccontano, a proprio modo, aumm, aumm, come uno dei tanti progetti industriali promosso dagli enti regionali e provinciale sia finito miseramente in abbandono e silenzio.

Quello che segue è il racconto, tratto dagli atti pubblici amministrativi, vidimati e registrati con tanto di bolli dello Stato di quel che è successo in Calabria a proposito di infrastrutture energetiche, di investimenti bruciati, fondi comunitari dissipati, moneta sonante dell’Unione Europea sprecata e malamente utilizzata a danno delle economie locali e della buona impresa.

I motori rotanti della Centrale Elettrica made in Provincia di Crotone sono finiti seppelliti nella dimenticanza in una località agricola alle porte di Crotone.

È qui che è finita la centrale elettrica cogenerativa alimentata a biodiesel per una potenza di 3.2 MW che si configurava soltanto come il primo lotto di un intervento più ampio, integrato a una centrale di raffinazione per la produzione di biodiesel, in grado di lavorare olio e grassi di diversa natura e delle relative opere civili necessarie anche a una rete di teleriscaldamento all’interno dell’area per lo sviluppo industriale.


La landa desolata,

emblema europeo

dei fallimenti della

reindustrializzazione


Ma in questa ‘landa desolata’ che è l’emblema europeo dei fallimenti della reindustrializzazione, una sequenza impressionante che parte dal Contratto d’Area, dalla fabbrica di racchette Selenia fino al licenziamento degli operai di Ceramiche Kroton Gres 2000, tutti fanno finta di non sapere quasi con britannico distacco, una ‘nonchalance’ alla francese che poco a che fare con le caratteristiche umane, culturali e relazionali della popolazione di questo territorio.

Né tantomeno lo sa la Legge, quella con la “L” maiuscola e la dea bendata che è uguale per tutti, specialmente in Calabria, cioè quell’apparato complesso di Prefetture, Procure, Giudiziarie, Questure ecc. ecc., dedicato al controllo alla vigilanza, alla prevenzione e alla repressione delle irregolarità in tema di realizzazioni industriali con finanziamenti pubblici ed europei.

Tanto da suscitare non solo sconforto ma anche sgomento in chi voglia leggere la vicenda di una centrale elettrica fantasma, per cui sono stati spesi più o meno 2.000.000 di euro inutilmente e di cui almeno a capirci qualcosa di più qualcuno dovrebbe rispondere con una certa precisione se sia stata infine tombata o è ancora da rottamare.

Storia che comincia quando la Provincia di Crotone decise di partecipare ad un bando regionale su un programma di interventi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Si era nell’ormai lontano ottobre del 2006, Regione Calabria a giunta Loiero, assessore al ramo economia ed energia il signor Nicola Adamo, che stabilirono di concedere pubblici finanziamenti in base al Programma Operativo Regionale Calabria 2000-2006, Misura 1.11 a quattro progetti finalizzati alla realizzazione di un impianto sperimentale di produzione di energia integrata cogenerativa, con un finanziamento di euro 1.762.500, a fronte di un finanziamento complessivo di euro 2.350.000.


L’excursus amministrativo

e progettuale

di un gioiellino

dello sviluppo locale


Nel giugno del 2008 la Giunta Provinciale di Crotone, in carica con presidente il dottor Sergio Iritale, con deliberazione n.182 approvava un progetto denominato “Impianto sperimentale di produzione di energia integrata cogenerativa” 1° lotto funzionale, confluito nella determinazione dirigenziale n. 867, per affidare i lavori con una procedura di appalto integrato, comprendente sia la progettazione esecutiva che l'esecuzione, bando che con tempistica record venne espletato nello stesso mese, permettendo al dirigente di allora, con atto n. 1659 del novembre 2008, di aggiudicare l’appalto alla società gruppo Zilio S.r.l.

Firmate le relative carte la società Gruppo Zilio - “Gruppo Zilio è un'affermata società industriale che si occupa di depurazione delle acque e di salvaguardia dell'ambiente in termini assoluti.Dal 1959 ad oggi è cresciuta costantemente grazie al successo dei propri prodotti e grazie all'attuazione di una decisa politica di internazionalizzazione.” si legge sul sito dell'azienda da cui si evince che il brand non si identifica con l’energia quanto piuttosto con la depurazione delle acque, sic! - portava a termine la progettazione esecutiva, eseguendo tutti i lavori e le forniture di beni e servizi necessari alla realizzazione di questo vero e proprio gioiellino dello sviluppo locale promosso dall’ente provinciale, la nuova centrale di energia integrata cogenerativa.

Insomma un vero e proprio impianto industriale che aspettava solo di essere inaugurato in pompa magna, magari prima di qualche scadenza elettorale, per far vedere come si fanno davvero le cose buone, a partire dalla produzione di energia alimentato a biodiesel, con una potenza complessiva di 3.2 MW, e le connesse opere civili strettamente necessarie alla realizzazione e all'avviamento.

La Provincia di Crotone all’inizio del 2009 indicava al Gruppo Zilio il lotto su cui costruire la fabbrica, terreno che nel marzo dello stesso anno veniva assegnato, nella misura di 10.000 metri quadrati, situato in località Zigari, catastalmente indicato nel foglio di mappa 22, particella 1047/p.

A quel punto il gruppo Zilio informava la Provincia di Crotone di avere già dato tempestivamente esecuzione al contratto, presentando correttamente il progetto esecutivo, facendo pervenire, fin dal 16 giugno del 2009 sui luoghi di appalto, gli impianti di cogenerazione.


Da un “momentaneo”

a definitivo stoccaggio

di quattro motori cogenerativi


Pertanto ne chiedeva il pagamento pari alla somma di € 2.000.000, in base alle lavorazioni eseguite e forniture effettuate.

Nell’ottobre del 2009 la Stazione Appaltante della Provincia accoglieva in parte la richiesta della ditta riconoscendone il pagamento di un milione di euro per i lavori effettuati e i costi sostenuti e con un verbale si prendeva atto dell'avvenuta consegna di quattro motori cogenerativi, “momentaneamente” stoccati presso i capannoni di una società terza, la ditta Saggese.

Un ‘momentaneamente’ che praticamente diventa definitivo. Fin qui la prima parte del percorso. Perché quando inizia il secondo tempo, non solo il palcoscenico si ribalta e la pellicola cambia spessore, ma le vicende recitate da attori e comparse si ingarbugliano, a dir poco, fino all'inverosimile.

Prima di tutto perché muta il regime politico amministrativo alla Provincia con l'uscita di scena della Giunta Iritale e l'avvento di un nuovo Presidente nella persona dell'avvocato Stanislao Zurlo, quota centro destra.

Poi, in quanto le clausole legali e di garanzia in sede di concessioni ad impianti di produzione di energia vennero modificate da un'innovata normativa, che introducendo nuove soglie di accesso stabiliva in materia di autorizzazioni degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile diverse prescrizioni aggiuntive, che causarono la sospensione, fino a nuove determinazioni, delle autorizzazioni già concesse.

Si trattava di un vero e proprio alt, un fermo immagine su quel 'pasticcio' che era andato già oltre se solo si tiene conto che la Provincia aveva nel frattempo acquistato un terreno dove collocare la centrale elettrica fantasma ad un costo di 280 mila euro, costruito una cabina Enel per altri 70 mila euro, assegnato incarichi esterni per 160 mila euro.

Nel frattempo l’autorità competente al rilascio della autorizzazione, notificava un atto di diffida alla Provincia, comunicandone le motivazioni per le quali il procedimento era stato sospeso in quanto non conforme alle Linee Guida Nazionali in materia di produzione e distribuzione di energia elettrica proveniente da fonti alternative.

In un susseguirsi di note (le stesse che vengono meticolosamente riportate nel fascicolo della Provincia di Crotone, Presidenza e Segreteria Generale, n. 43 del Registro Decreti del Presidente, registrato in data 08-09-2016, con firma del Presidente della Provincia Facente Funzioni, Franco Parise, e del dirigente del settore ing. Giuseppe Germinara, con oggetto “Transazione tra Provincia di Crotone e società Gruppo Zilio srl. Approvazione bozza atto transattivo”) si arrivava al gennaio del 2013, data in cui la Provincia inviava alla ditta Zilio un ordine di servizio per il completamento della progettazione esecutiva, chiedendo di apportare le necessarie variazioni richieste dalla Regione Calabria, in base alla rinnovata normativa nazionale in materia.


La serpentina di una

lunga elencazione d’atti,

e ancora una volta

tutto si ribaltava


A questo punto, seguendo la serpentina di una lunga elencazione degli atti, ancora una volta la situazione si ribaltava.

E quando a Crotone si riteneva che l'autorizzazione all'impianto non sarebbe più arrivata, la Regione Calabria con proprio decreto del marzo 2013, notificava il tanto atteso nulla osta, l’autorizzazione unica relativa all'impianto sperimentale di produzione di energia integrata cogenerativa alimentato a biodiesel.

Se non che l’autorizzazione prevedeva anche l'obbligo di provvedere a numerosi adempimenti tecnici aggiuntivi che per la Provincia non erano compresi nell'appalto e che per affrontarli bisognava ricorrere ad un ulteriore appalto di lavori con costi che superavano le disponibilità economiche stanziate per realizzare l'opera.

Intanto Zilio sollecitava ripetutamente, con lettere di messa in mora e minacce di mezzi legali, la prosecuzione e la chiusura dell’appalto, tanto che ad ottobre del 2015 intimava alla Provincia che in mancanza d’altro avrebbe considerato espressamente risolto il vincolo contrattuale, per grave e reiterato inadempimento della Stazione appaltante, libera di agire nelle competenti sedi per il riconoscimento di tutti i danni subiti, ivi comprese le somme maturate per i lavori realizzati e non ancora corrisposte.

Della fantomatica Centrale Elettrica a norma Cee restano solo carte, indizi di un cominciamento mai avvenuto, cedole di un pagherò senza responsabilità erariali.

Epilogo: aumm, aumm, dove sono i giudici a Berlino, aumm, aumm, sono forse andati alle Maldive, aumm, aumm, sullo sfondo una porta che sbatte, in contrada Zigari, aumm, aumm, una voce che dice: “che cosa le devo io a Lei... niente, niente, niente... Sai come si dice in portoghese? Il tempo è monetaTime is money ...