Crotone “nel pallone”: in campo pupi, pupari e burattini. Nessun vincitore tra tanti “perditori”

6 agosto 2018, 08:24 Sr l'impertinente

“Il calcio ha le sue ragioni misteriose che la ragione non conosce”. (Osvaldo Soriano). A Crotone i problemi certamente non mancano ed alcuni sono non solo atavici ma anche talmente gravi da mordere la carne degli stessi cittadini. Nonostante questo, però, da queste parti sembra che ci si indigni e ci si batta il petto e si straccino le vesti solo per questioni di pallone.


di Sr* l’impertinente

Proprio a metafore calcistiche ci rifacciamo per descrivere lo status quo di questa città, un tempo gloriosa ed oggi costretta a vivere di ricordi e rimpianti per quel che fu e non ritornerà: almeno in tempi brevi.

Qui si assiste, spesso da spettatori inermi, ad una partita che va ben oltre il calcio, con in palio la sopravvivenza da raggiungere affidandosi a chi, finora, ha dato vita ad un mal governo mai visto e ad una disorganizzazione da massimi livelli.

“Il gioco è innegabile. Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la bellezza, la verità, la bontà, lo spirito, Dio. Si può negare la serietà. Ma non il gioco”. (Johan Huizinga)

In questo lembo di Calabria si ha spesso l’impressione che non si adottino le stesse regole universalmente note (visto che cambiano anche in corso della gara) e, talvolta, che non si stia praticando neanche lo stesso gioco.

Qui, ad esempio, è come se un cittadino comprasse un biglietto per vedere in campo qualcuno per poi scoprire che la gara la stanno giocando altri; o come se si eleggesse un sindaco ma che poi a comandare, in realtà, fosse qualcun’altro.

Se lo spettacolo a cui si assiste meritasse almeno la sufficienza, potrebbe anche andar bene un cambio di “giocatori”; invece da un paio d'anni a questa parte lo spettacolo è, purtroppo, assolutamente deprimente.

“Bisogna sempre giocare lealmente quando si hanno in mano le carte vincenti”. (Oscar Wilde)

Chi è sceso in campo, infatti, sta dimostrando di essere in una fase calante della sua carriera, come quei calciatori famosi che riescono a strappare l'ultimo contratto buono per poi deludere e non poco alla prova del campo.

Sul campo, però, almeno in questa partita, gli anni si fanno sentire tutti e manca anche quella visione di gioco che un tempo lo contraddistingueva, così come non sembrano esserci più neanche strategie illuminanti.

I risultati ottenuti sono stati, infatti e finora, solo pro domo Sculco, come ad esempio la conquista del palazzo di Piazza della Resistenza o l’aver piazzato la figlia in Regione; ma per la città risultati zero!

Anche gli obiettivi financo troppo ambiziosi hanno finito per crollare miseramente sotto i colpi della real politik, che spesso sa essere crudele, come dimostrato dalla mancata candidatura alle Parlamentari di donna Flora.

“I tratti essenziali di ogni gioco: la simmetria, le leggi arbitrarie, il tedio”. (Jorge Luis Borges)

Il problema di fondo nella sfortunata città di Pitagora è – purtroppo - che mancano alternative concrete a questo stato di fatto. Il Pd, ad esempio, è un partito che non si è ancora accorto di non essere più neanche in campo ravvivandosi solo se c’è da ambire a qualsivoglia poltrona: anche di delegato condominiale.

Restando ancora in termini sportivi, non funziona neanche il calciomercato. Ad esempio il buon Sergio Torromino che pur di risorse - soprattutto economiche - ne ha ma che si è fermato ad un solo acquisto in Consiglio Comunale.

Per tacere, poi, di coloro che si dicono “migliori di tutti”, i più liberi e capaci, sempre pronti a guerreggiare. Alla fine della fiera, però, tutta questa differenza con gli altri non è che si noti molto!

“Se si deve giocare, bisogna decidere tre cose in partenza: le regole del gioco, la posta in gioco, e la durata”. (Proverbio cinese)

E c'è la new entry della Lega, il devoto Cerrelli, che si propone ad ogni occasione per salvare la città dalle grinfie di un maldestro destino; peccato che fino ad adesso di salvataggi non se n'è vista manco l'ombra.

C’è, poi, o meglio ci dovrebbe essere anche una maggioranza, che però in termini numerici maggioranza non lo è più da parecchio vacillando paurosamente su un equilibrio sempre più precario.

A contorno ci sono coloro che stanno alla finestra ad assistere allo spettacolo, spesso un massacro, e che non pensano minimamente di fare una qualche azione concreta che contribuisca a risollevare la situazione.

“Il contrario del gioco non è ciò che è serio, bensì ciò che è reale”. (Sigmund Freud)

Come dimenticare gli onniscienti: esperti di tutto lo scibile umano, dal calcio alla politica, dalle questioni amministrative al diritto internazionale, dai rifiuti all'energia e che hanno una soluzione per ogni cosa.

A completare il quadro ben poco idilliaco, infine, i giornalisti per hobby e i pennivendoli (quest'ultima preoccupante categoria) perennemente al soldo dei “potenti” di turno e alla ricerca di una qualunque sistemazione, compenso o gloria.

In pratica un autentico teatrino con tanto di pupi e burattini, manovrati da pupari e burattinai con ruoli, però, non meglio precisati e che in questa città spesso si confondono e non si distinguono o, comunque, in ogni caso sempre borderline.

“L’uomo è un animale di gioco. Egli deve sempre cercare di avere la meglio in qualcosa su qualcuno”. (Charles Lamb)

Tutto questo fa sì che a Crotone nessuno possa proclamarsi completamente innocente, anche se, naturalmente, ognuno è pronto a rivendicare a gran voce il fatto di non essere mai colpevole.

È il tempo di una presa di coscienza, prima che l'arbitro decreti con il triplice fischio il finale di partita: per recuperare la situazione non serviranno né i tempi supplementari (già concessi e scaduti in abbondanza) né i calci di rigore che, finora, non sono neanche andati a segno.

In questa città così vocata al calcio la soluzione è ancora alla portata! Basterebbe infatti partecipare un tantino in più alla partita ma non solo guardando tirare i calci quanto tirandoli direttamente a chi in campo, finora, ha offerto uno spettacolo indecente.

* Simbolo dello Stronzio