Linee guida per una Coalizione Civica Crotonese. Formazione e Impegno per aprire il futuro a un nuovo ceto dirigente

21 luglio 2018, 12:36 Politica.24

Mai con la ‘ndrangheta, Mai Con il Razzismo, Mai con gli Affarismi, Mai per interessi, Mai per Denaro, Mai per Potere Personale, Mai per Arrivismi, Mai per Rendite Fondiarie ed Edilizie, Mai Per Famiglie & Parentele, Mai per voto di scambio e clientelismi, Mai con le Lobby e i gruppi di pressione regionali e nazionali, Mai con le Cordate e le Truppe Cammellate, Mai con Salvini e gli antisudisti. Si levi alto e sonoro da Crotone l’inno alla Marsigliese, il mantra della neo democrazia pitagorica, never, never, never, mai più ultimi. Con queste brevi note si presenta sui social la Coalizione Civica Crotonese, su cui di seguito vi scrivo qualche dettaglio di filosofia politica contro la miseria in cui ci ha cacciato, sia mezzi ricchi che mezzi poveri, un vecchio ceto politico che ha distrutto l’economia industriale, cancellato l’agricoltura tradizionale, massacrato il mondo operaio, degradato il ceto medio scolarizzato, liquidata la Provincia e le autonomie territoriali, inquinato l’area urbana, ecc. ecc.

Vito Barresi | Politica.24


Cominciamo per tempo a costruire l’alternativa di una Coalizione Civica a Crotone. Passare dal malcontento al progetto, alla costruzione di una nuova solidarietà locale, cittadina, territoriale. Come costruire l’alternanza puntando prioritariamente non alla selezione ma alla formazione di un nuovo ceto dirigente al servizio della società locale e territoriale, con una preparazione culturale e metodologica diametralmente alternativa a quella del ceto politico tradizionale e agli schemi del voto familistico e di scambio.

Un primo passo potrebbe essere mettere insieme tutti pezzi di partecipazione che non si arrendono allo strapotere delle vecchie logiche della politica convenzionale. Anche lì, anche sul piano della politica si possono introdurre innovazioni significative. Non occorre essere odiosamente contro qualcuno ma combattere strenuamente la sua logica errata, la sua concezione della politica sbagliata.

I pezzi sparpagliati che non si uniscono non fanno una forza ma alimentano la disgregazione e le forme di controllo lobbistico, affaristico e oligarchico sia nella maggioranza che nell’opposizione.

Una Coalizione Civica, come suggerisce l’ampia letteratura scientifica internazionale sull’argomento, nasce da una proposta condivisa per riavviare lo sviluppo sociale, economico, produttivo, industriale, culturale, umano e solidale nel territorio e in un’area urbana e/o rurale ben precisa, in questo caso Crotone e il crotonese.

La Coalizione Civica è promossa da chi intende mettere a disposizione la propria esperienza curriculare al servizio del bene comune e della collettività, proponendo di allestire e costruire un percorso di educazione e partecipazione alla vita democratica locale e civica, inteso come formazione di un nuovo ceto dirigente locale, territoriale, regionale, nazionale ed europeo, nella forma di un software open source, aperto a tutti, senza discriminazione di genere, razza, religione ed ideologia, per rendere più facile accedere e analizzare i dati pubblici della Calabria e di Crotone.

Fondare a Crotone, far nascere in questa città che fu di Pitagora una nuova forza civica senza profitti, senza interessi, senza affarismo, senza familismi, senza corruzione né imbrogli, cattiverie, arrivismi, piccoli egoismi, una forza innovativa, intelligente, aperta, pluralista, democratica e social che liberi finalmente la città e il suo principale organo di autogoverno municipale, il Comune, sprigionando potenzialità ed energie.

Si tratta di un’idea fattibile, di un progetto sostenibile. Ma ciò dipende da molti fattori sia oggettivi che soggettivi, bisogna impegnarsi nello studio con profitto, analizzare la realtà, discutere, passeggiare lungo l’arco della storia e del futuro, ritrovare i punti di forza del passato e rilanciare le idee nell’avvenire di questa città.

Esplorare le potenzialità del luogo, le sue sopite genialità, la sua comunicatività geografica, le nuove opportunità insite nelle capacità inespresse del volontariato civico, dare e fare di più per il territorio, promuovere la memoria dei suoi luoghi per valorizzarli e custodirli nel futuro, attivare le risorse inespresse della partecipazione, la stessa che resta spesso ghettizzata nell’individualismo e che fa fatica sia ad esprimersi che ad affermarsi positivamente, collettivamente e cooperativamente, perché fortemente condizionata da un tessuto comunitario sfibrato, frastagliato, fragile e a rischio, costantemente sotto stress di ricatto, violenza, concussione immorale, fattori negativi purtroppo attualmente registrati in diverse fasce della popolazione locale crotonese e calabrese.

Noi dobbiamo combattere tre nemici: la miseria e la povertà in cui si trova Crotone e tanti Crotonesi, il declino economico e produttivo dei nostri sistemi locali e territoriali, gli avversari di un Futuro qualitativamente diverso, aperto e innovativo.