Sculco, l’operazione Provincia e il sindaco ‘parcheggiato’ prima che in Comune piovano i milioni

22 aprile 2018, 13:29 Sr l'impertinente
Enzo Sculco, Ugo Pugliese, Peppino Vallone

“Per quanto un albero possa diventare alto, le sue foglie, cadendo, ritorneranno sempre alle radici”. (Proverbio cinese)


di Sr* l’impertinente

Da poco la Provincia di Crotone ha un nuovo presidente: dopo la bufera giudiziaria scaturita dall’operazione “Stige” (LEGGI) che ne ha spazzato via il vertice con l'arresto di Nicodemo Parrilla (LEGGI).

E la parola d’ordine che ha caratterizzato questa elezione, di secondo livello, del numero uno dell’ente intermedio pitagorico è senza alcun dubbio “ritorno”: declinata in tutti i suoi aspetti.

Il rientro per eccellenza è quello di personaggi che nel palazzo dell'ex hotel Bologna - noto un tempo per la presenza delle cosiddette “donnine allegre” -, hanno già fatto il bello (ben poco in realtà) ed il cattivo tempo.


“Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare”. (Paulo Coelho)


Tra questi uno su tutti: Enzo Sculco, il “Grande Blek”, non a caso seduto nelle prime file della sala Borsellino della Provincia durante lo scrutinio delle votazioni (LEGGI).

Alla proclamazione, invece, ha inviato la pargoletta, Flora, in attesa fuori dalla sala ma sempre dentro al palazzo, senza sedersi; un riflesso quasi freudiano per chi negli ultimi tempi di poltrone se n’è viste sfuggire più d’una (LEGGI).

Una presenza, oltre che un ritorno, quello di Blek che in verità si era registrata anche durante l'elezione di Nicodemo Parrilla (LEGGI) che - e per rinfrescare la memoria - era considerato un “pupillo” di casa Sculco.

Prova ne erano stati i baci e gli abbracci a quello che sembrava un nuovo astro nascente della politica locale, con obiettivi perfino romani (LEGGI), ma che poi si è dimostrato solo una meteora.


“Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”. (T.S. Eliot)


Non per vantarci, ma le peculiarità del personaggio Parrilla chi scrive le aveva già ampiamente tratteggiate ed anche in tempi non sospetti, quando cioè era al culmine del potere (LEGGI).

Lo stesso personaggio che - rinverdiamo sempre la memoria - alla prima uscita dopo l’elezione si presentò con un tono borioso e spocchioso, in stile del marchese del Grillo e della sua più celebre battuta (quando lo arrestarono per poi liberarlo): “Mi dispiace, ma io sono io e voi, invece, non siete un c ...”.

Purtroppo per lui, però, la vita reale non è un film ed il finale della sua storia - politica ed amministrativa, s’intende - è stato diverso da quello della pellicola; ed al “gabbio” c'è finito veramente.


“Per tutti la vita è come un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, agricoltori, mangiatori di spade, per tutti… tutti i cuori irrequieti del mondo cercano tutti la strada di casa”. (Dal film Patch Adams)


Il buon Ugo, invece, è molto più affabile: sia come sindaco che come nuovo presidente. Tanto è vero che nelle sue parole dopo la proclamazione ha ringraziato anche i sindaci che non si erano recati alle urne per dissenso rispetto all’inciucio Pd-Demokratici (LEGGI) che ha portato alla sua “unica” candidatura.

“Ho parlato con loro - aveva detto serafico il neo presidente - e mi hanno assicurato che la questione non è contro la mia persona, ma frutto di questioni meramente politiche: posizione che è comprensibile”.

In realtà la situazione non è poi così idilliaca se si pensa alle uscite dei colleghi sindaci che non l'hanno votato apposta: come il primo cittadino di Santa Severino, Giordano, e quello di Verzino, Parisi, ex presidente a cui Pugliese, tra l’altro, ha anche risposto in modo piccato.


“Voglio tornare. Queste parole le affiorarono alla mente non appena l’odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell’idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada”. (Natsuo Kirino)


Lo stesso Pugliese al momento dell’elezione aveva ringraziato in particolare i consiglieri del Pd e il loro “grande sforzo politico” per indicarlo come candidato unico.

Ha ringraziato tutti, perfino il segretario dell’ente intermedio, Lo Moro, ed i dipendenti che fino a poco tempo fa neanche conosceva di vista - tranne che il deus ex machina - come aveva fatto, invece, quando era stato eletto sindaco.

Un aspetto, questo, che può non essere una mera dimenticanza ma un calcolo politico, dato che l'avvento di Ugo alla Provincia pitagorica può avere diverse chiavi di lettura (politica).


“Non è l’uscire dal porto, ma il tornarci, che determina il successo di un viaggio”. (Henry Ward Beecher)


C’è chi pensa che l'operazione Provincia sia un preciso disegno del grande Blek: ovvero parcheggiarlo nella dependance provinciale per avere mani libere in Comune dove - fattore certo non secondario - pioveranno parecchi milioncini (di euro).

In quest’ottica s’inserirebbe anche il prossimo rimpasto comunale, con un dubbio di fondo. Da via Firenze si spingerebbe per mettere sulla poltrona di vice sindaco, con un ruolo da vicario (ma un po’ “più spinto”), l'atletico Rori De Luca, l’assessore con ciuffo di serie.

In alternativa: Benedetto Proto, figura certo più istituzionale che verrebbe così risarcito per il non esser stato scelto, due anni fa, nell’incarico di sindaco della città, preferendogli Pugliese.


“Il destino, quando apre una porta, ne chiude un’altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro”. (Victor Hugo)


In questa “operazione”, però, c'è un rischio di fondo che forse non è stato considerato: all’appello, infatti, manca una possibile variabile che potrebbe far cambiare le carte in tavola, e non di poco.

Se il buon Ugo, nonostante le difficoltà e previsioni, dovesse rilanciare la Provincia, data per morta ormai da tempo, assumerebbe allora ben altro peso politico con un doppio effetto deflagrante.

Stimolerebbe, infatti, la volontà, latente, di smarcamento dalla sudditanza “sculchiana”, ripercorrendo quella che fu la strada fatta a suo tempo da un altro sindaco della città, Peppino Vallone.

E com’è noto nulla urta il manovratore più di chi gli fa ombra.

Un altro ritorno al passato, dunque. Un copione già visto che conferma quanto sosteneva Josè Saramago: “Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre”.

Qualcuno sta già prenotando i biglietti, anche se la destinazione - questa volta - è lontana da “Sculcolandia”.

* Simbolo dello stronzio