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Sicilia a Cinque Stelle Meno Uno? Cancelleri sfiora la vittoria. M5S primo partito

Se ne dicon di parole da parte degli sconfitti e dei nemici del cambiamento quando si vuole nascondere una e una sola verità e cioè che la rivoluzione democratica, la trasformazione del nostro popolo e del nostro Paese va veloce più del vento.Certo ha perso il PD, il partito personale di Renzi diventato adesso praticamente tascabile; meno sicuro che abbia vinto quello che torna a chiamarsi centro destra, inzuppato di candidati impresentabili, pronti a fare ammucchiata pur di restare attaccati alla poltrona e al potere, un accozzaglia berlusconiana della peggiore risma che va da Sgarbi fino a Salvini.


Vito Barresi | Cambio Quotidiano Social


Ma quel che nessuno vuole ammettere è che la rivoluzione della speranza promossa e attuata dai cittadini, dagli elettori siciliani, e interpretata a livello della democrazia diretta e della rappresentanza istituzionale dal Movimento Cinque Stelle, da Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è più che mai in poderosa marcia, molecolare, diffusiva, espansiva nella formazione di una nuova coscienza di rinnovamento, con sempre più forza, slancio e radicamento popolare.

Quello che i vari telegiornali, i cui direttori protetti dal Pd e dai sindacati dei giornalisti sempre filo aziendalisti, pagati direttamente sul consumo luce con le nostre bollette Enel, nascondono è che il M5S oggi è il primo partito nazionale, da solo, in Sicilia, con oltre il 28 per cento dell’elettorato.

Chiunque conosce un pizzico non diciamo politica alla Renzi o alla Berlusconi, ma di analisi politica indipendente e veritiera, sa bene che questo risultato proietta il Movimento Cinque Stelle al livello più alto e autorevole di primo partito degli italiani.

Bravo Cnacelleri, grazie a tutti gli elettori siciliani che spingono il Sud e l’Italia verso la liberazione dal vecchio regime della partitocrazia.

L’Italia ha bisogno di nuovi fatti, più ragionevole velocità, diversa qualità, migliore intelligenza, grande autorevolezza morale, umana e culturale.

Per questo in vista delle elezioni del Parlamento che sono ormai alle porte, si vota il 4 marzo del 2018, occorre ragionare sul percorso in maniera trasparente e nitida e prendere coscienza che nessuna occasione va sprecata nè tanto meno giova deprimere e deludere l'elettorato ormai pronto alla vittoria, con quasi vittorie che si trasformano in più brucianti amarezze allorquando poi l'unico ceto politico disponibile cioè il peggiore, nel vuoto, finisce per riprendersi in mano immeritatamente tutto il potere regionale, comunale e nazionale.

Tutto ciò non può accadere pena il depotenziamento e la frustrazione della grande, incontenibile energia di trasformazione che oggi è accumulata, in negativo e in positivo, nel popolo sovrano e nel corpo elettorale.

In tale rapido passaggio di adeguamento e comprensione del carico reale di problematiche politiche e di rappresentanza tutt'altro che facili e semplificabili, scocca per il Movimento 5 Stelle il momento della più alta responsabilità.

La composizione di alta qualità della sue prossime liste farà la differenza insieme al grande bagaglio di esperienze maturate non solo nel movimento ma direttamente tra i cittadini elettori.

Ecco perché occorre allargare il solco tracciato. È essere attaccati dal nemico, poiché ciò dimostra che è stata tracciata una netta linea di demarcazione tra il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, il positivo e il negativo, l’altruismo e l’egoismo nella vita politica e pubblica del paese.