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Barriere o Fioriere? Come si degrada il corso principale di una piccola e nobilissima Città del Sud


Quale la differenza tra una barriere di cemento armato e una fioriera messa per sicurezza come fosse una siepe in un giardino d'epoca? L'una degrada, l'altra abbellisce. Tutto accade in una piccola città dell'antichissimo Sud euro-mediterraneo dove in attesa dell'avvento di un mega hot spot, un ecomostro o 'antropomostro' che dir si voglia, può anche insorgere un'impressione di settembre, con annessa domanda che sorge spontanea: perchè in quasi tutte le belle città italiane, ovviamente sui corsi e le piazze principali, le barriere antiterroristiche sono delle siepi fortificate in forma di fioriere e invece una città della Calabria,sempre essere travolta dal solito destino di essere schiacciata, compressa, isolata, marginalizzata tra barriere reali e fioriere immaginarie? Città che vai barriere o fioriere che trovi. A degradare un angolo, a trasformare un luogo di storia e memoria civica e nazionale, basta un niente. E non solo i centri sociali di punkabestia memoria, che altro sono poi diventati anche laboratori innovativi per le start up metropolitane, non solo i privati proprietari di rendite immobiliari che ricalcando Trump a New York aspettano di comprare vecchi stabili d'epoca per farne appartamenti di tendenza, non solo un centro d'accoglienza per migranti e profughi in attesa di documenti ufficiali. Ma a deturpare un luogo urbano ci pensa a volte anche lo Stato, la Prefettura, la Questura, il Ministero degli Interni e quello del Turismo e Beni Culturali, il Comune, insomma le sempre vergini istituzioni che dovendo fare la lotta al terrorismo non si perdono intorno alle quisquilie dell'arredo urbano, dell'ornato e della bellezza delle strade, dei corsi e delle vie principali.


Vito Barresi | Cambio Quotidiano Social


A Crotone per esempio, città confine, e avamposto come Lampedusa di popolazioni e flussi migranti provenienti dalla vicina Libia, nel salotto buono del centro sono state poste alle rinfusa una decina di blocchi di cemento armato per chiudere a serraglio un'isola pedonale, già di per sè inutile e discutibile.

Un pugno nell'occhio non ai terroristi ma al decoro di una città il cui asse viario principale è stato immediatamente omologato a una corsia di autostrada in costruzione, al retroporto dove sbarcano i migranti in arrivo dallo scalo libico di Tripoli e Bengasi.

Nella totale insipienza degli uffici comunali preposti, nella inqualificabile negligenza estetica, per non dire altro, di "un sedicente sindaco facente funzioni di sindaco", è stato aperto il cantiere per deturpare e dequalificare per sempre l'intero centro cittadina della città dove insistono i portici in stato di abbandono, il vicino centro storico con di fronte la Basilica Cattedrale, le mura perimetrali post medievali ecc.ecc.

Un flagello che continua senza che nessuno metta freno a questa armata Brancaleone di distruttori che hanno già raggiunto la loro vetta himalayana con il catastrofico e fantomatico teatro comunale dell'ex San Giovanni di Dio.

Con il consenso svogliato e neghittoso del 'sedicente sindaco facente funzioni di sindaco', un sindaco pret-à-porter con maglioncino in spalla, è iniziato il conto alla rovescia per la definitiva rottamazione storica, estetica, sociale, architettonica, urbanistica, ecc. ecc. di un luogo che fu prima città del latifondo, poi città industriale e tra breve sarà miseramente ridotto ad avamposto mediterraneo degli hotspot libici in territorio italiano.

Altro che Europaradiso....