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Davide Nicola prossimo allenatore della FAO?

11 settembre 2017, 13:20 Trasferta Libera

Grida e urla nel corso della partita e poi si vede che alla fine ha fame. Non da lupi per non confondere gli Squali. Fame atavica di goal. Quelli che non vengono mai al momento giusto. Talvolta per niente, se non che si meritano per svantaggio. Non come per idea ma per benvenuto all'inaugurazione del Sardegna Arena di Cagliari, dove il Crotone rimedia la seconda sconfitta d'andata. Poi l'allenatore, che tutti chiamano Pignolo ma è Davide Nicola, fa il check alla sua truppa, per rimarcare che questo è ancora un esercito industriale di riserva, costantemente alla ricerca di qualcosa da mangiare per sfamarsi da chissà quale fame di goal e campionati. Invece, è tutto un motto, un modo di dire, un calembour linguistico, che sulla maglia del Crotone, questo sventolare la bandiera bianca dell'abbiamo fame, ha un pò il sapore demodè, molto molto culturalmente agè, una sorta di eterno ritorno all'epoca antica del pane e del lavoro. Se non altro, a furia di ripetere questo solito mantra della fame atavica, se le cose continuano con questa carestia di risultati e di punti in classifica, Davide Nicola potrà comunque candidarsi di diritto fra gli aspiranti allenatori della selezione olimpica della FAO. Tanto che ci vuole? Se la sede della grande Organizzazione che fa capo all'Onu, guarda caso è proprio a Roma.


Vito Barresi | Cambio Quotidiano Social

A ogni modo, gli scenari del tecnico rossoblù sono oggettivamente segnati dalla fantasia, anzi da Pane, Amore e Gelosia per essere cinematograficamente più esatti, che sul terreno di gioco si traducono in una sorta di neo realismo ben chiaro.

Da un lato ci stanno i sogni dei tifosi, polvere di stelle, che intravedono più o meno gli stessi dettagli operativi dello scorso campionato, cioè provare a remare quando il mare è forza sette, almeno per restare a meno quattro.

Dall'altro il realismo lucido della proprietà Vrenna che detta la linea al proprio rappresentante in panchina, vale a dire, sono parole dette in conferenza stampa da Nicola, 'da noi è molto chiara la politica e la fatica che faremo per mantenere la categoria".

Dunque c'è una ragione politica oltre che agonistica? Nulla di strano nè da decifrare.

D'altra parte lo ripete ancora Nicola in sala stampa che la squadra a Cagliari è stata poco lucida e poco precisa. Tanto che il Crotone attualmente non ha una sua specifica identità nè caratura atletica. Non è una compagine competitiva, non può allo stato ambire all'idea di formarsi in squadra globale.

E allora che si fa? Dalla filosofia di Nicola&Vrenna sembra emergere una possibile paratattica: bisognerebbe giocare con la visionarietà immateriale del virtuale che suscita il virtuoso.

In altre parole essere consapevoli che con le grandi che sono già nella sfera calcistica della realtà aumentata resteremo sicuramente a digiuno ghandiano, o se si vuole a quello di Padre Pio, aspettando il miracolo.

Mentre con le medie, le piccole e quelle eguali, che giochicchiano nella subsfera della realtà similare, potremmo anche immaginare di fare uno spuntino, giusto un panino con la mortadella.

Tuttavia non sempre c'è chi mette un posto a tavola.

La grande abbuffata non è per tutti ma soltanto per una ristrettissima élite del calcio italiano. Manager, potenti affaristi di club, presidenti venuti dalla gavetta dell'impresa familiare, non più di tanto qualche allenatore, gran commis delle Federazioni, ecc.

Fame per fama? Saranno famosi (Fame). Alla Charlot...