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Così parlò … (Calamity) Dorina. Quando “ne uccide più la lingua che la spada”

11 settembre 2017, 13:03 Sr l'impertinente

“Gli uragani fanno un sacco di rumore, fanno un sacco di danni; inoltre l’uomo non ha ancora trovato il modo di controllarli. Non c’è da meravigliarsi che diano loro nomi di donne”. Questo sostiene Robert Orben: una citazione di stretta attualità visti i danni che sta compiendo l’uragano Irma e che, in qualche modo, avvalora un vecchio pregiudizio: “chi dice donna dice danno”.


di Sr* l’impertinente

Per tacere, poi, delle donne che hanno nel nome una tale vocazione, come nel caso di Calamity Jane, pseudonimo di Martha Jane Canary-Burke, uno dei personaggi più famosi dell'epoca statunitense del selvaggio West: primo pistolero donna.

Così scriveva Sigmund Freud: “La grande domanda… alla quale non sono stato in grado di rispondere, nonostante i miei trent’anni di ricerca nell’anima femminile, è: Che cosa vuole una donna?”.

Nel corso della storia ci sono donne che presentano delle affinità sia per il loro vissuto che per le loro caratteristiche. Una di queste è quella tra Martha Jane Canary-Burke e Dorina Bianchi che, non a caso, si potrebbe ribattezzare “Calamity Dorina”.

Calamità è un sostantivo femminile che nel dizionario vene così definito: “Grave sventura, evento funesto che colpisce molte persone o un'intera comunità, implicando provvedimenti speciali”.

Il nome di Calamity Jane trae origine dalla volta in cui, nel 1872, Martha salvò il Capitano Egan durante uno scontro con gli indiani nei dintorni di Sheridan, nel Wyoming.

Per ciò che concerne la sottosegretaria al Mibact, l’appellativo “Calamity” sarebbe giustificato dai danni che, secondo i suoi detrattori, avrebbe provocato fin dal 2001; da quando, cioè, è entrata per la prima volta nel Parlamento.

E se la “Calamity” originale era nota per essere abile nello sparare e maneggiare le armi, la parlamentare spara anch’ella ma dichiarazioni! Che, però, e spesso, hanno lo stesso effetto dannoso se non maggiore delle pallottole.

Non a caso, un noto proverbio sostiene che “ne uccide più la lingua che la spada” (il fucile, nel caso di specie) e la parlamentare prima e sottosegretaria adesso fa di tutto per avvaloralo, quotidianamente.

Una delle sue più recenti uscite è stata quella sulla questione di Punto Scifo, di cui si è occupata anche la stampa nazionale, assicurando che “quanto accaduto è fin dall’inizio all’attenzione degli organi preposti, del MiBact, del Ministro Franceschini e mia”.

Ed aveva aggiunto: “Il patrimonio culturale della regione va tutelato nel migliore dei modi. Si sta lavorando affinché si giunga a una risoluzione che tenga conto dell’inestimabile valore storico che dell’area e delle bellezze paesaggistiche del promontorio”.

Ed è stata talmente tanta l’attenzione di Calamity Dorina e del suo ministro, Franceschini, che in piena area archeologica e all’interno dell’Area marina protetta stava sorgendo un mega villaggio turistico.

“Ragionare con le donne è come tirare contro un bersaglio mobile, perché non fanno altro che spostare il centro di gravità della questione”, sosteneva Pitigrilli. In termini di mobilità, soprattutto per partiti frequentati (ben sette), calamity Dorina non ha proprio rivali.

Le due Calamity, poi, in comune hanno anche un altro paio di caratteristiche, come quella di non riuscire a portare a termine un lavoro e di essere donne dai molti mestieri e dalle indiscutibili abilità, talune perfino leggendarie.

Il sottosegretario ha dichiarato, ancora: “Il turismo gioca un ruolo importante e strategico. I risultati sono stati da record non solo per il turismo balneare (…) ma anche il turismo lento, supportato e promosso dall’Anno dei Borghi, e da quello archeologico, come hanno dimostrato recentemente i numeri di ingressi del Museo di Crotone, per citarne uno”.

Peccato che, però, rispetto all’anno precedente, il museo di Crotone, nel 2017, come testimoniano i resoconti della stampa, abbia registrato centinaia di visitatori in meno, nonostante la maggiore presenza di persone in città per eventi sportivi nazionali.

La leggenda dei due personaggi è cresciuta con il diffondersi di racconti veri e falsi che li vedono protagonisti. E visti i danni che il territorio crotonese ha subito, soprattutto in questi ultimi tre lustri, interrogati in merito, i posteri potranno darsi una risposta: “da queste parti è passato l’uragano Dorina”.

*simbolo dello Stronzio