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Intervista a Paulo Roberto Cotechigno. Alvaro Vitali augura ai crotonesi un buon campionato 2018

20 agosto 2017, 15:23 Trasferta Libera

Er più grande centravanti de la Roma dai tempi de Falcao, Paulo Roberto Cotechigno la fantastica figurina del calcio italiano, icona di un mondo di sesso, soldi, potere, politica, maschilismo e sexi bambole, compreso il cameo indimenticabile di Moana Pozzi che tenta di sedurre Cotechigno nell'albergo vip, è davanti a me su un divanetto del Concordia, dopo che Franco Pezziniti, il titolare, 'padre padrone' del più antico albergo della città, luogo letterario per eccellenza, come recita la targa che sta sul portone d'ingresso, mi ha chiamato al telefono per fare una chiacchierata con quel vero e proprio mito cinematografico italiano che risponde al nome e alla simpatia di Alvaro Vitali.


Vito Barresi | Cambio Quotidiano Social


Si, esattamente l'indimenticabile Pierino, il vecchio e il bambino che stanno in lui inseparabilmente come siamesi, a cui consegno una copia intonsa del mio ultimo librino 'Diario Rossoblu' e che mi risponde, quasi timidamente, più o meno così:

”Grazie per il tuo libro. Lo porto con me in giro per le serate e lo leggerò con molto interesse e divertimento. Al Crotone che sta per iniziare il suo secondo campionato sento di inviare un grande augurio di successo. Lo faccio perchè me fate simpatia, perchè è la squadra che ha saputo farsi valere nello scorso campionato mettendo in mostra grinta, passione, capacità e bravura. Non che nessuno ci credeva ma nella parte conclusiva del campionato si è visto qualcosa di molto importante. Hanno saputo mettere una marcia in più, conquistando punti decisivi e vincendo partite altrimenti impensabili sul piano del pronostico. Ora sono convinto che quest'anno i rossoblù ripeteranno la grande prova trascorsa. Anzi sono certo che si confermeranno parte integrante del grande calcio italiano”.

Certo il calcio attuale non è certo rimasto ai tempi del film cult del 1983, con la regia di Nando Cicero, protagonista Alvaro Vitali (Paulo Roberto Cotechiño), con Carmen Russo (Lucelia), Mario Carotenuto (zio Mario), Bobby Rhodes (Mandingo), Giancarlo Fusco (Trombetti, il giornalista), Roberto Ceccacci (manager di Cotechiño), Franca Valeri (contessa), Mario Mattioli (telecronista), Moana Pozzi (adescatrice) e altri ancora.

Ma come allora ancora oggi accade, il Napoli acquistava un fuoriclasse brasiliano, che era un brocco sia per saudade che per paura che la fidanzata facesse qualche altro goal, un'incornata di passione, nella porta di casa.Tuttavia Alvaro di una cosa sembra certo e cioè che ieri come oggi il potere degli arbitri resta enorme, tale da decidere senza appello una partita. E per questo mi dice che 'lo si vedeva già allora che gli arbitri riescono a fare il bello e il cattivo tempo di una partita, anche se quest'anno entra in campo un moviolone chiamato Var che dovrebbe finalmente aggiungere maggiore serenità e imparzialità nel giudizio delle giacchette gialle'.

Quel che resta dell'improvvisata intervista tra me è Alvaro è un curioso susseguirsi di fuori pellicola, un fuori orario alla Enrico Ghezzi, impastato di ricordi e di brevi inquadrature in un piano sequenza rivisitato insieme prima del sound check del suo spettacolino.

Più che una fiction qui è tutto surreale, un fantasmatico set con al centro il debuttante di sempre, l'Arvaro anti divo, la comparsa che diventa attore, l'indomabile Pierino che vuole girare il suo straordinario Pinocchio in lingua romanesca. Così ci allontaniamo nella Roma felliniana, equilibristi in bilico sul filo di Amarcord un vero sabato italiano, e sulle immagini di un tempo, tra i sospiri e le parole, ritorna anacronistica la musica di Rota.

Sotto il cielo del sud torna felice la notte delle stelle, quasi il remake del sogno americano all'Ambra Jovinelli. Era l'epoca dei presentatori sfacciati e prepotenti che ti prendevano per il culo e ti sbattevano in facci al pubblico irascibile e sghignazzante:

“Eccoci arrivati al momento più bello, boni se fa per dì, l'ora der viendante, lo sai quell'omone, ben piazzato.... Come te chiami Alvaro, e che cosa fai? ballo, Si, dico che cosa fai ne la vita? L'elettricista, ah l'elettricista, hai imparato a ballare mentre pijavi la scossa, Ho capito, ecco a voi Arvaro... seguiva l'imitazione di Fred Astaire...

Grazie Roma e Forza Crotone, anche stasera sono qui e si balla con il Milan, aspettando i nuovi giallorossi dopo l'era de Francesco Totti.