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Crotone. La rivolta dei tavolini: tra torti e ragioni, imparare le regole per infrangerle meglio

16 luglio 2017, 11:25 Sr l'impertinente

“Anche quando avremo messo a posto tutte le regole, ne mancherà sempre una: quella che dall’interno della sua coscienza fa obbligo a ogni cittadino di regolarsi secondo le regole” sosteneva, con una buona dose di ragione, Indro Montanelli. E, com'è noto, alle regole il popolo italico è un po’ intollerante; se, poi, si scende e si considera il popolo calabrese, quello crotonese in particolare, l'intolleranza arriva a diventare vera e propria allergia. I fatti di queste ore lo dimostrano.


di Sr* l'impertinente

Principi, questi, che ben si possono adattare, infatti, a quanto è accaduto nella serata di venerdì 14 luglio, quando si sono palesati sul lungomare cittadino vigili urbani e carabinieri per effettuare delle verifiche sulle autorizzazioni degli esercizi all'occupazione dello spazio pubblico.

Dai controlli effettuati è risultato che buona parte dei commercianti non aveva la necessaria autorizzazione. “Un popolo di evasori e abusivi” avrebbe commentato qualche fans del leghista Salvini, che non mancano neanche a questa latitudine. In realtà, la cosa è un po' più complessa.

Per André-Georges Malrauxin politica è, a volte, come nella grammatica: un errore che commettono tutti viene finalmente riconosciuto come una regola”. Si, perché, anche in questo caso, c'entra, e come, la politica.

Parte degli esercenti sul lungomare, infatti, avevano fatto la necessaria richiesta di autorizzazione, qualcuno anche un mese e mezzo fa e, successivamente, pagato il relativo bollettino all'Akrea per l'uso dello spazio pubblico.

A 45 giorni di distanza, però, nessuna risposta è arrivata loro. Qualcuno si è perfino recato in Akrea, che materialmente ha incassato i soldi, chiedendo chiarimenti e, dopo aver avuto rassicurazioni, come ogni anno ha pagato.

Dopo quanto accaduto la sera del 14 luglio, (che ha visto i commercianti fare un'autentica serrata di protesta, andare a manifestare davanti alla Prefettura e incontrato il sindaco, che ha prima detto di non saperne nulla e poi ha detto che avrebbe provveduto), è emersa la verità.

Da almeno 10 anni, i commercianti pagano l'occupazione senza, però, che nessuno abbia mai rilasciato loro la relativa autorizzazione; anche perché, sul sito del comune di Crotone, si legge che “per le occupazioni temporanee l'obbligo della denuncia è assolto con il pagamento della tassa”.

Contestata, poi, la tempistica dei controlli, effettuata nel pieno della movida del lungomare cittadino e, in aggiunta, proprio alla vigilia del fine settimana, rischiando di provocare danni ingenti agli esercenti stessi.

“Il modo più rapido per avere successo è quello di far sembrare che tu stia giocando con le regole di qualcun altro, mentre giochi silenziosamente con le tue”, evidenziava Michael Korda. Ed in questa città, forse più di altre, molti sembrano avere le regole a modo loro.

Non a caso, l'amministrazione comunale si difende sottolineando che non c'è stato alcun fine vessatorio nei controlli effettuati venerdì sera ma tutto era improntato alla volontà di far rispettare le regole. A tutti.

Sottolinea, inoltre, che “per quanto attiene gli esercenti commerciali, su diciannove controlli effettuati, si è accertato che quattordici non erano in regola rispetto ai permessi per l'occupazione di suolo pubblico. Di questi solo otto hanno avviato la relativa pratica mentre gli altri non hanno neanche effettuato il previsto versamento. Due esercenti erano addirittura sprovvisti di licenza”.

Infine, lo stesso sindaco Pugliese ha annunciato “flessibilità e comprensione da parte dell'amministrazione ma si procederà in quest'ordine e in quest'indirizzo”. I commercianti si sono confrontati anche con le associazioni di categoria per vedere il da farsi.

Lunedì, presumibilmente, ci sarà l'incontro tra le parti, durante il quale tutti i nodi verranno al pettine. Intanto, sabato e domenica i locali resteranno aperti e con tavoli e sedie fuori e poi, dalla prossima settimana, si vedrà.

Sia che abbia ragione il Comune o i commercianti, in sostanza, ci sarà, per questo fine settimana, una sospensione del rispetto delle regole, in cui vigili urbani tollereranno tavolini e sedie e i commercianti non si sentiranno abusivi, pur avendo pagato il suolo pubblico.

Una soluzione, questa, che mostra come a Crotone ci sia ormai abituati a far proprio uno dei pensieri meno noti del Dalai Lama: “Dobbiamo imparare bene le regole in modo da infrangerle nel modo giusto”.

*simbolo dello stronzio