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Il sindaco Nostromo e il suo Ammiraglio tra la prossima ondata migratoria a Crotone e Frontex a Catania

12 luglio 2017, 16:10 100inWeb | di Vito Barresi


Quale suggerimento, su un tema così strategico e di altissimo profilo politico nazionale e internazionale, l'emergenza sbarchi e il flusso migratorio, ci si aspettava venisse 'dettato' al suo Nostromo, sindaco in carica, dall'ammiraglio che comanda la politica locale Enzo Sculco? Solo un nome, il nome di un vecchio amico che con lui primeggiò nel Partito Popolare, fino a esserne prima guida politica per il Mezzogiorno, poi Ministro degli Interni e infine oggi sindaco di Catania, Enzo Bianco.


Vito Barresi | Cambio Quotidiano Social


Ci si aspettava che l'amico Sculco, da buon ammiraglio che sognava di comandare una nave e non di ritrovarsi inopinatamente sul bagnasciuga di una difettosa scialuppa comunale, suggerisse al suo nostromo Ugo Pugliese di approfondire il tema sbarchi, immigrazione, geopolitica, mediterraneo, Frontex, Unione Europea, magari andando a rovistare in fretta tra gli atti comunali di pregio messi a segno dalla non lontana amministrazione di Catania.

In questa importante e operosa città della Sicilia, la più grande isola del Mediterrano e la seconda d'Europa dopo l'Inghilterra, città per molti fattori punto di riferimento areale, se non addirittura vertice strategico di un'area vasta a raggio interregionale che comprende la Sicilia Orientale e si espande alla Puglia, passando proprio per la baricentricità calabrese di Crotone, il sindaco di Catania e capo della Delegazione italiana al Comitato delle Regioni dell’Ue, è riuscito negli scorsi anni a far spostare l’attività di Frontex dalla capitale della Polonia Varsavia, là dove serve nel Mediterraneo, per dare finalmente una risposta all’emergenza umanitaria nel Mezzogiorno, in Italia e in Sicilia.

Si riferisce tutto questo a titolo di report più che di rassegna, dunque una propositiva segnalazione e non polemica, non certo per ‘incensare’ il vecchio Ammiraglio Sculco, sempre pronto a guardare come cambia il vento, un pò come il famoso ammiraglio di Mary Poppin, né tanto meno per redarguire con taccia d'impreparazione il suo fidatissimo Tonno Nostromo Ugo Pugliese.

Semmai per sottolineare e informare gli amministratori crotonesi e i loro ispiratori politici di casa Sculco, che Frontex a Catania ha rapidamente trasformato le negatività dell'emergenza profughi, intese come degrado sociale, allarme sicurezza e quant'altro, in varie e notevoli plusvalenze di straordinaria importanza.

Ne elenco sole alcune:

1) la Polizia di frontiera europea ha oggi una propria base regionale in Sicilia da dove coordina l’operazione Triton e lavora in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust e Ufficio Ue d’asilo Easo, in sostegno delle autorità italiane;

2) l'immediato recupero, restauro e ristrutturazione con fondi UE, Frontex e Ministero dell’Interno del monastero di Santa Chiara, giudicata la struttura idonea agli scopi dell’Agenzia di frontiera europea;

3) la creazione di una task force regionale dell’Agenzia europea, il cui scopo, a dire del direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri è di portare le Agenzie più vicine all’area maggiormente interessata da sproporzionati flussi migratori. Frontex resterà in Italia per tutto il tempo che sarà necessario.

4) La task force, che fornisce anche supporto logistico e operativo all’operazione Triton, è composta da quattro ufficiali che lavorano come collegamento con le autorità italiane coinvolte nel coordinamento, nelle attività di intelligence e nell’azione di contrasto del traffico di esseri umani. Di stanza a Catania ci sono attualmente 18 pattugliatori, quattro aerei, due elicotteri e le squadre dei rappresentanti che conducono le interviste con i migranti.

Catania, affermò in quell'occasione il sindaco Enzo Bianco (caro amico popolare dell'Ammiraglio Enzo Sculco ed evidentemente sconosciuto al suo fidatissimo Nocchiero Pugliese, ha vinto una grande battaglia dopo avere affrontato generosamente uno dei più grandi drammi dell’Umanità.

A Crotone invece la Capitaneria di Porto è quasi deserta, la Guarda Costiera sottoutilizzata, il Porto ridotto in condizioni esecrabili e messo sotto tutela dalla Procura della Repubblica, lo stesso porto è caduto nelle mani di un Autorità assente che risponde a Gioia Tauro, posto europeo in cui il comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, il Cara e il Cia sono stati al centro di un inchiesta gigantesca che ha portato dritti in galera i responsabili della Misericordia, lasciato al proprio posto i Prefetti e i Questori della Provincia di Crotone, promosso e giubilato il procuratore Nicola Gratteri a Vienna, in dimensione europea e mondiale.

Caro Ammiraglio dica al suo fedele Nostromo di fare qualche viaggio in più a Catania e in meno sulla sua barca. Magari, su quella rotta verso sud, incontrerà anche il ministro Minniti che ritorna dalla Libia. E quattro chiacchiare con lui non farebbero male al futuro di Crotone.