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Tra Alfano e Gratteri c’è di mezzo un Sacco. Sconcerto e perplessità per la nuova nomina del magistrato

18 giugno 2017, 13:13 100inWeb | di Vito Barresi

Che male c’è, che c’è di male, se il Ministro degli Esteri Alfano ha deciso di nominare, il Procuratore Generale di Catanzaro Nicola Gratteri, quale rappresentante dell’Italia nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, cioè lo stesso giudice che ha messo le manette al pupillo del ‘parrino’ Don Edoardo Scordio, cioè al governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco, che secondo il settimanale romano L’Espresso, è stato in costante collegamento con un uomo politico di tanto spicco nel governo Gentiloni?


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Nulla di anomalo, anzi. Se non il ventaglio di perplessità ‘politiche’, e non solo, che suscita una nomina di tale impatto e di tale valenza, proposta da Alfano e accettata da Gratteri, che avviene in una contingenza storica ben precisa.

Cioè a meno di un mese dalla ‘discovery’ di un’inchiesta giudiziaria su crimine e immigrazione, ‘ndrangheta e sistema d’accoglienza, che coinvolge la Chiesa Cattolica con un suo prelato, un grande istituto religioso come quello dei Rosminiani, le Misericordie d’Italia, pezzi dello Stato che toccano sia l’amministrazione centrale che periferica del Ministero degli Interni, la Questura e la Prefettura, istituzioni locali che gestiscono, tra cui comuni e province, gli uffici della Stazione Unica Appaltante, in qualche modo cadute in una sorta di ancora misterioso intreccio che vagamente prenderebbe le sembianze di un tacito e immateriale patto scellerato tra "Chiesa Stato e 'ndrangheta", per il controllo politico e sociale, in una enclave territoriale molto sfibrata e turbolenta, quale quella del crotonese, della più grande questione planetaria insieme al terrorismo, l’immigrazione e i suoi flussi incontrollati.

Nulla di strano, anzi. Se non qualche dettaglio del tipo che il Ministro Alfano sia apparso più volte in narrativa, proprio nelle fitte pagine del lunghissimo ‘romanzo criminale’ sulla Misericordia, il prete padrino e il governatore corrotto, un Sacco particolarmente incline alla coltivazione di amicizie con l’alta politica di governo, citato per usare il gergo letterario, in varie intercettazioni:

(Sessione 331 Progressivo 97 – Ore 10:03:10 Rit 104/16) No, il problema è che ora ci saranno le elezioni prossimamente... F: e quindi ... A: ad ALFANO lo vogliono proprio buttare a terra.... F: Si, si... A: Ma vedi che non è che teniamo la fotografia con Totò RIINA ... F: E infatti... A: Io tengo la fotografia con un Ministro ... ma chi cazzo non la vorrebbe una fotografia con un Ministro, scusa? F: eh, eh, eh, scusa ... (accenna una risata)... A: ma onestamente con un Ministro della, della Repubblica... F: Allora DI PIETRO, coso, non aveva fotografie con 'Ndranghitisti e cosi?! A: No ma io non è che ce l'ho .... F: ehe ... A: io ce l'ho con un Ministro compà ma stiamo coglioneggiando? E poi dove ce l'ho sta condotta macchiata? F: Ma poi scusa un poco, un Ministro ... A: una cazza di pistola fradicia di merda io tenevo ... F: Ma poi un Ministro...oppure una persona normale...quando parla con una persona gli deve chiedere la carta d'identità e tutto? A: No aspetta.... noi a quella cosa, a quella cena che siamo andati, prima di andare, dieci giorni prima abbiamo mandato i nostri documenti ...la loro...il loro ufficio accertano chi sono io, chi è quello, quello e quell'altro ... F: Evidentemente non c'era niente..... A: e hanno visto che io ero buono ... che ... ma lo vedi che lui neanche replica? Il Ministro... che cazzo gliene frega a lui?! F: si ... A: lo attaccano tutti i giorni a tutti i cazzi... F: Ma questi sono i giornalisti che rompono le scatole e non sanno cosa devono fare... A: Si, ma poi questo Espresso proprio...

Nulla di speciale, anzi. Se non il ritaglio evidenziabile che, all’epoca dei fatti, in cui il Ministro Alfano ne era segretario nazionale, il suo partito Nuovo Centro Destra, come è scritto e si legge nella disposizione giudiziaria, ebbe a ricevere dalla Misericordia due bonifici di “€ 1.000,00 in data 05.05.2014, con causale “erogazione liberale”; € 5.000,00 in data 20.11.2014, con causale “contributo al Nuovo Centro Destra”.

In sintesi si potrà sminuire tali episodi, osservando in sedicesimo che si tratta di piccole ‘mende’, svirgolature che stanno ordinariamente dentro la perigliosa vita elettorale di un qualsivoglia ’uomo politico’ italiano.

Mai vista, comunque, cotanta solerzia e attenzione verso il meglio, le qualità della risorsa umana, dimostrata da un Ministro. Lo stesso poi che, proprio in questi giorni, è venuto in visita in Calabria per dare più enfasi a tale annuncio. Ciò che colpisce è il time, il crono programma mediale, la sua smaccata sequenzialità temporale, quasi causa-effetto, che sta suscitando perplessità e sconcerto nell’opinione pubblica.

Non fosse altro perché adesso anche i bambini imparano alle elementari la cosiddetta teoria dei sei gradi di separazione.

Quella che in semiotica e in sociologia, postula un'ipotesi per cui ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 passaggi. Curiosità vuole che, la non tanto bislacca formula, venne pubblicata per la prima volta in un volume dall’inquietante titolo Catene 1.