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Eni “matrigna” con Crotone, generosa verso gli atri

13 giugno 2017, 20:38 Calabria Domani | di Rodolfo Bava

La Società Eni era proprietaria di alcuni stabilimenti industriali nella nostra città. Inoltre, da oltre 50 anni, succhia dal mare, al largo della città di Crotone, milioni di metri cubi di gas metano, giornalmente. Per numerosi anni, ha ricavato il 18 per cento del metano che si estraeva in Italia.

Ebbene, da alcuni giorni, l’Eni sta informando i cittadini italiani, attraverso la pubblicità su alcuni quotidiani, su alcune sue peculiarità. Ci piace riprendere testualmente, quanto segue:

“La nostra presenza sul territorio è accompagnata da iniziative nel campo della formazione, sicurezza e monitoraggio ambientale, sempre con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle comunità locali nelle aree in cui lavoriamo. In Sicilia, in Basilicata, in Veneto, in Sardegna e in Emilia Romagna alcuni dei nostri principali progetti di promozione e valorizzazione del territorio”.

Guarda un po’, non figura la Calabria. E, in particolare, Crotone. Era già risaputo, però, che da sempre l’Eni, con la collaborazione degli Enti Locali, ha promosso e promuove iniziative a favore dei territori dove opera.

A Crotone, però, se si escludono le royalties, non si è mai adoperata in un alcun settore. Anzi, ha provveduto a penalizzarla. Anni addietro, aveva preso impegno, presso la Sede della Regione che, operando nella nostra terra, avrebbe trasferito la Syndial, attuale titolare dei pozzi metaniferi al largo di Crotone, nel registro delle Società calabresi, al fine di poter pagare le tasse nelle casse della Regione Calabria. Ma ciò non è avvenuto e continua a pagarle in Abruzzo. Veramente molto deprecabile!

Ecco cosa oseremmo proporre al fine di potersi sdebitare nei confronti di Crotone e dei crotonesi:

  • non demolire l’ex fabbrica Montedison, provvedendo a ripristinarla ed abbellirla in modo che possa divenire un sito di archeologia industriale;
  • impiantare un’industria green presso l’ex stabilimento Pertusola Sud:
  • provvedere a fare aprire (avendone a decine in tutta Italia) un grosso call center (3/4 mila persone giovani e meno giovani), al fine di poter pubblicizzare le attività di gas ed energia elettrica dell’ENI;
  • iscrivere la Syndial nel registro delle Società in Calabria per pagare le tasse nelle casse della Regione Calabria;
  • definire gli accordi, con il Comune di Crotone, per il pagamento dell’ICI (o Imu) dovuto per le piattaforme a mare.

Soltanto agendo così L’Eni potrebbe divenire, anche per Crotone e per i crotonesi, una “Mamma” affettuosa ed ammirevole!

Potrebbero collaborare per questa “trasformazione” il Presidente della Giunta Regionale Oliverio, il Sindaco di Crotone Ugo Pugliese, la deputazione calabrese, gli Assessori regionali, i Sindaci del crotonese, i vari partiti, i Sindacati e le Associazioni di categoria.

Rodolfo Bava