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Tecniche per una corretta autopalpazione del seno

1 marzo 2017, 09:00 Sorgente Salute

A cura di: Ufficio stampa Sorgente Genetica

Quando si parla di prevenzione delle malattie oncologiche, il primo passo è eseguire dei percorsi di screening periodici. Nel caso del tumore al seno, il percorso comprende sia visite presso medici specialistici, sia un primo controllo in autonomia, da effettuare mediante l’autopalpazione. Se eseguita nella maniera corretta, questa consente di individuare i primi sintomi tumore al seno e favorisce una diagnosi precoce. Secondo i dati, la sopravvivenza a 5 anni di quante hanno ricevuto una diagnosi precoce è di circa il 98%¹.

Come effettuare l’autopalpazione del seno nella maniera corretta? Ecco i passaggi fondamentali.

Il primo passo è osservare il proprio seno allo specchio, mantenendo le braccia lungo i fianchi. Bisogna verificare se le mammelle hanno un profilo anomalo, presentano affossamenti o sporgenze. Anche alterazioni nel colore e nella forma dei capezzoli possono essere indicative di un problema. A questo punto bisogna ripetere l’osservazione tenendo le braccia alzate.

Per l’autopalpazione vera e propria si porta un braccio sopra la testa. Si tasta quindi la mammella con la mano libera, tenendo le dita tese. Bisogna cercare masse anomale o eventuali indurimenti e ispessimenti del tessuto, possibili sintomi del tumore al seno. L’operazione va ripetuta sull’altro seno alzano il braccio opposto.

In un secondo tempo, bisogna sdraiarsi sul letto con testa e spalle poggiate sul cuscino. Si porta un braccio dietro la testa e si tasta di nuovo la mammella con dita e mano appiattite. Bisogna usare movimenti circolari, che partano dall’esterno e arrivino fino al capezzolo, passando anche per l’incavo dell’ascella. Quest’ultimo può infatti presentare dei noduli spesso trascurati.

Per finire, è necessario stringere il capezzolo tra indice e pollice in maniera delicata. Serve per individuare una eventuale fuoriuscita di liquidi e nel caso controllarne il colore.

L’autopalpazione del seno deve diventare un appuntamento almeno mensile. Per le donne ancora in età fertile, è consigliabile effettuare il controllo alla fine del ciclo mestruale, quando il seno è meno sensibile e più morbido.

Nel caso in cui si rilevino noduli, fuoriuscita di liquidi, infossamenti o altre anomalie, bisogna mantenere la calma pur non sottovalutando il fenomeno. Il modo migliore per reagire è non farsi prendere dal panico e rivolgersi a un medico, che prescriverà tutti i dovuti controlli.

Oltre all’autopalpazione, i medici consigliano una serie di screening mirati per individuare i sintomi tumore al seno. Questi sono importanti in particolare per le donne con casi di tumore al seno o all’ovaio in famiglia. Gli screening mirati comprendono mammografia ed ecografia, oltre che test genetici volti a individuare le mutazioni dei geni BRCA. Le mutazioni di questi geni sono infatti legate al 5-10% dei casi di tumore al seno e al 15% dei casi di tumore alle ovaie¹ˊ².

Per ulteriori informazioni sui test genetici BRCA, consulta il sito www.brcasorgente.it

Fonti:

  1. Airc.it
  2. Campeau PM, Foulkes WD, Tischkowitz MD. Hereditary breast cancer: New genetic developments,
  3. new therapeutic avenues. Human Genetics 2008; 124(1):31–42
  4. Pal T, Permuth ey J, Betts JA, et al. BRCA1 and BRCA2 mutations account for a large proportion of
  5. ovarian carcinoma cases. Cancer 2005; 104(12):2807–16