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I cattivi pensieri del Crotone e il pareggio del Palermo (Crotone Palermo 1-1)

18 settembre 2016, 17:29 Trasferta Libera

Vito Barresi | Trasferta Libera


Se non fosse diverso che campionato sarebbe quello del Crotone? A sentire le note di Rino Gaetano che rimbombano ‘a mano a mano’ nel surreale scenario vuoto dell’Adriatico si capisce che il mondo fatato, che non fa sconti e non perdona, del turbo calcio italiano, dovrà abituarsi all’altra cifra pitagorica di una squadra che non è detto sarà sempre quella dei sudisti lagnoni e perdenti.


E via di questo passo l’altra regina del Regno delle due Sicilie, alla guida del suo giovanissimo mister De Zerbi, certo non gradisce il ben servito di Marcello Trotta, che al 23’ infila di forza un panino tipico nella bocca del Palermo che mastica amaro un goal ben farcito e compatto. Nel surreale campionato del Crotone è un brivido di felicità che appare sul volto dei suoi atleti ma che dura solo e intensamente per tutto il resto del primo tempo, per buona parte del secondo quando scemando l'effetto dolcezza scocca la riscossa del Palermo che va in goal al 66’ con un affondo rabbioso firmato di punta dal suo talento Nestorovsky.

Crotone compagine elastica che, dopo aver subito la segnatura, improvvisamente s’irrigidisce. Ricadendo balbettando in preda all’umana insicurezza calcistica della paura e dell’incertezza. Sarà strano anche scriverlo ma a frenare questo team di ragazzi sono piuttosto i cattivi pensieri che non la voglia di giocarsela tutta sul proprio tavolo da biliardo.

Perché il punto sta proprio in questa incredibile, spericolata, e persino irresponsabile, frattura ambientale tra un campionato che richiede nervi salvi e psicologia perfetta e il contesto di un luogo, una città del sud dove solo le maschere di Pirandello possono affrontare i problemi della vita collettiva.

A Pescara si cominciano a intravedere i frutti di una squadra ancora alla ricerca di una identità, con tanti protagonisti pronti a fare insieme il risultato. Tra loro spiccano Falcinelli e Palladino. Il primo che ha mostrato belle doti di movimento e qualche tocco di più inedita fantasia stilistica. Il secondo che mette in evidenza una visione del campo e del gioco che serve a dare intelligenza a una piccola squadra come la sua. Un Crotone che nel secondo tempo ha stentato ma che non si è arroccato, costretto dal Palermo a diluirsi e allargarsi sulle fasce forse fin troppo fino a sfiancare e spegnere la propulsione di Palladino.

Mentre sul calmo Adriatico soffia a carezze il vento dei Balcani in Calabria si addensano nuvole nere sulla testa grande dei patron della società rossoblù, i fratelli Vrenna, reduci da una convulsa settimana contrassegnata dall’offensiva giudiziaria della Dda di Catanzaro che reclama il sequestro di tutte le società del gruppo, compresa l’intrapresa calcistica.

Ursino esce ultimo dal tunnel. Davide Nicola conquista il suo primo punto. I numeri del Crotone sono matematicamente pitagorici. Da zero e dintorni si passa a un Uno che non è trino ma almeno porta sulla linea della serie binaria. Prossima fermata Stazione Termini. Chi viene poi adesso? All’Olimpico di Roma, tra i giallorossi del mitico Totti, chi mangerà lo Squalo dello Jonio?