Nuova luce tra i Sassi per la Cattedrale di Matera

8 marzo 2016, 10:42 100inWeb | di Vito Barresi

Riaperta al culto sabato 5 marzo 2016 la cattedrale di Matera dedicata a Maria Santissima della Bruna. Alla cerimonia era presente il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano. Video di Francesco Giase


Dal messaggio dell'Arcivescovo

Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo

ai fedeli dell'Arcidiocesi di Matera


Fratelli e sorelle carissimi,

In questi giorni ho continuamente pensato: io, parroco da 30 anni, nella periferia di Crotone, abituato a stare in mezzo alla gente, a celebrare in mezzo alle strade, ad annunciare il Vangelo nei punti più disperati del territorio, ad entrare nelle case, a condividere gioie e dolori, a lottare per i diritti della gente,… sarò in grado, conoscendo anche i miei limiti, di portare avanti un compito così fondamentale? Poi, come se lo Spirito Santo mi rimproverasse, ho sentito dentro di me: non devi fare altro che continuare quanto hai sempre fatto.

Vengo a voi, rendendo grazie a Dio che mi ha scelto, uomo tra gli uomini, debole tra deboli, ma certo della ricchezza di grazia che mi ha sempre avvolto e mi avvolgerà. E per questo che mi impegnerò a servire il popolo santo di Dio, a me affidato, dell’amata Chiesa di Matera – Irsina, con entusiasmo, con gioia, con la trepidazione di uno sposo che attende di incontrare la sua sposa.

Non vi nego che da quando ne ho appreso la notizia, al di là dei sentimenti contrastanti (sono umano come tutti voi), ho avvertito una pace interiore impressionante. Sono certo che, con il vostro aiuto e la vostra preghiera, insieme saremo capaci di camminare sostenendoci, tenendo fisso lo sguardo sul Cristo Crocifisso e Risorto. Lui, il volto della misericordia del Padre, in quest’Anno Santo straordinario della Misericordia, ci chiede di comunicarci, come per contatto, quella fede che, come una fiamma, dev’essere trasmessa ed alimentata.

Vengo in mezzo a voi, come pastore, seguendo le orme del mio predecessore, S. E. Mons. Salvatore Ligorio (avrò modo di conoscere, sentirlo e confrontarmi), per stare in mezzo al gregge guidandolo, secondo il ministero che mi compete, ammaestrandolo, ma soprattutto amandolo e condividendo quell’umano che si manifesta nella quotidianità. Sì, voglio stare in mezzo a voi come colui che serve. Desidero farlo con la consapevolezza e nello spirito dell’Evangelii Gaudium, guardando alle periferie esistenziali, come Papa Francesco insistentemente ci insegna. Mi sta a cuore ogni forma di sofferenza nel corpo e nello spirito che desidero visitare, accompagnare e servire (ammalati, poveri, fratelli che portate impresse le ferite della vita). In tutto questo, chiedo a tutti, fin da subito di aiutarmi.

Avrò modo d’incontrare e conoscere le istituzioni civili e militari per una fruttuosa collaborazione nel rispetto dei ruoli e competenze. A voi il mio saluto sincero.

A voi giovani, studenti, lavoratori o in cerca di lavoro: mi state particolarmente a cuore. Nel mio ministero pastorale ho avuto e desidero continuare ad avere una particolare attenzione verso di voi. Vorrei sognare con voi, come dice Papa Francesco, una Chiesa che parla con i giovani e ai giovani. Insomma, sognare in grande! Nell’attesa di incontrarvi, venire in mezzo a voi, conoscervi e operare con voi, contemplo il dolce volto della Madonna della Bruna che con la sua mano, come una freccia, ci indica la Via da seguire, il Figlio, Gesù, benedicente. A lei particolarmente affido il mio ministero episcopale e la nostra Arcidiocesi. Invoco i santi protettori S. Eufemia, martire, S. Francesco da Paola (patrono della Calabria).

Nell’attesa di venire in mezzo a voi, vi abbraccio e benedico Vostro Don Pino