Truffe alle assicurazioni, blitz nel catanzarese: 20 arresti e 156 denunce

Catanzaro Cronaca

Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, ha eseguito stamani un'importante operazione nel settore delle truffe alle assicurazioni, nel corso della quale sono 20 le persone sottoposte ad ordine di arresto, di cui 16 già in carcere, e ben 156 quelle denunciate poiché avrebbero ottenuto illecitamente degli indennizzi versando poi parte di questi proprio agli organizzatori della presunta truffa. Tra i fermati risulterebbero anche due avvocati ed un medico di Catanzaro. Sono stati inoltre effettuati dei sequestri di beni per due milioni di euro, tra cui numerosi immobili.

Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in atto - in un periodo compreso tra il 2009 e il 2011 - un sistema di falsi incidenti per frodare le società assicuratrici, per un valore stimato in circa cinque milioni di euro. La truffa, sempre secondo gli investigatori, sarebbe stata attuata anche a danno del Fondo di garanzia delle vittime della strada. Il reato contestato agli indagati è dunque quello di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.


LA PRESUNTA TRUFFA ED IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI

11:53 | L’operazione di stamani, coordinata dal procuratore della repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo e dal sostituto, Paolo Petrolo, ha consentito il sequestro di circa 2 milioni di euro in beni mobili, immobili e denaro a carico dei presunti promotori, organizzatori e sodali di quella che è definita dagli inquirenti “una vasta ed articolata associazione a delinquere” finalizzata alla truffa. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria del capoluogo calabrese arriva dopo oltre 3 anni di complesse indagini che le fiamme gialle hanno svolto anche tramite intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che aver effettuato numerosissimi accertamenti bancari e patrimoniali.

Al momento sono state tratte in arresto 16 persone tra cui due noti professionisti di Catanzaro nonché il medico al quale abitudinariamente i promotori dell’associazione a delinquere si sarebbero rivolti per il rilascio di false certificazioni mediche. Peraltro, sempre sul versante delle misure restrittive personali, sono stati posti gli obblighi di presentazione e firma alla polizia giudiziaria a carico di altre quattro persone che avrebbero rivestito un ruolo di secondo piano.

Uno dei professionisti, secondo gli investigatori, avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione, si crede essendone l’ideatore. Un ruolo che avrebbe svolto con il costante supporto oltre che di un fratello (procacciatore di clienti), anche di altre persone, tratte in arresto, alcune delle quali addirittura collaboratori dello studio legale dello stesso professionista.

A cadere nella rete dei finanzieri, per quanto attiene la sfera patrimoniale degli indagati: denaro, numerosi beni mobili ed immobili a loro intestati o comunque nella loro disponibilità. Si tratta, nel dettaglio, di 17 unità immobiliari nelle provincie di Catanzaro e Cosenza e denaro per circa 700 mila euro depositato in numerosi conti correnti (anche questi sottoposti a sequestro poiché rientrerebbero nei reati di evasione fiscale dato che i professionisti, dopo avere incassato le parcelle dalle imprese assicurative, avrebbero omesso di dichiararle come reddito).

Infine, nonostante gli indagati avessero avuto contezza delle indagini in corso nei loro confronti fin dal 2011, perché erano oggetto di attività evidenti della polizia giudiziaria, per esempio perquisizioni scaturite dai primi riscontri d’indagine, non avrebbero “mai desistito – affermano i finanzieri - dal continuare nella perpetrazione del reato, rendendosi ancora recrudescenti nell’attività criminale” dato che avrebbero fatto ricorso alla creazione di società di comodo ed intestate a prestanome.


I NOMI DEGLI ARRESTATI

Agli arresti: Giampiero e Antonio Bressi, avvocati, Raul Mellea (fratello di Giampiero), Vitaliano Mirarchi, Rosario Murica, Fabrizio Nicoletta. Ai domiciliari: Giulio Cosco (medico), Francesco Giglio (carrozziere); come falsi testimoni: Angelo Barone, Bruno Candeloro, Enzo e Serafino Guido; Antonio, Emanuele e Vittorio Nicoletta; sempre ai domiciliari: Fabio Parrubello, Luigi Scalzo. Agli obblighi di presentazione alla pg; Maurizio Anastasi, Risa Mazza e Alessandro e Filomena Nicoletta.