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Cisal Vibo, incontro su riconversione e riutilizzo delle aree di proprietà Italcementi

Vibo Valentia Attualità
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Questa mattina, nella sede di via Luigi Razza, presieduta dal Segretario provinciale aggiunto, Filippo Curtosi, si è riunita la Segreteria provinciale della Cisal per discutere il documento, presentato martedì mattina in Prefettura, recante le linee guida capaci di consentire l’individuazione dei settori e delle attività verso cui indirizzare la riconversione ed il riutilizzo delle aree di proprietà Italcementi dell’ex.

Documento in cui Regione Calabria e Comune di Vibo Valentia individuano, preliminarmente, nello studio elaborato da Nomisma, il progetto cui fare riferimento e che contiene le seguenti soluzioni: raccolta e valorizzazione del vetro, ivi compreso il ciclo di produzione dello stesso; la raccolta e valorizzazione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e la valorizzazione dei fanghi da depurazione, individuando, altresì, come soluzioni realizzabili anche sistemi di riconversione che attengono ai settori turistico ed agroalimentare.

Il Segretario provinciale aggiunto, Filippo Curtosi, ha avviato la discussione ribadendo il contenuto del suo intervento svolto il giorno prima nella sala riunioni di Palazzo Rizzuti. Partendo dal dato che il confronto sviluppato fino ad oggi non ha aiutato a favorire l’interesse di imprenditori ed aziende che potenzialmente credono nella crescita di un territorio ad alta vocazione turistica e commerciale, grazie al possibile utilizzo di una infrastruttura di forte caratura come il Porto, Filippo Curtosi ha messo in evidenza la necessità di superare la torre di Babele che è stata eretta pensando ad un progetto di crescita che dia speranze a chi in questo momento appare avvilito dall’esito degli eventi.

“L’incontro di martedì mattina in Prefettura rappresenta certamente un ulteriore passo in avanti sulla soluzione da dare ai problemi legati alla situazione Italcementi, tuttavia resta opportuna quanto necessaria anche l’idea di affidare alla popolazione di Vibo Marina, direttamente interessata, la scelta di un percorso capace di salvaguardare gli interessi legittimi di una comunità che oggi vive gli effetti devastanti della crisi che investe lo stabilimento di via Parodi.

L’idea della Cisal – ha, poi, aggiunto Filippo Curtosi – di promuovere ed organizzare un referendum tra la popolazione marina non è stata lanciata soltanto per dire qualcosa. In essa vi è, infatti, la consapevolezza che Vibo Marina abbia tutte le carte in regola per esercitare tutto il diritto di scelta sul proprio avvenire, a prescindere da quello che è l’interessamento delle istituzioni.

Riteniamo che la complessiva indifferenza manifestata dalla stessa popolazione sull’interminabile fiume di parole ed i faldoni di carte che racchiudono il caso Italcementi spieghi nei fatti ed in maniera eloquente quanto sia evidente l’insoddisfazione intorno alle proposte che sono emerse a tutt’oggi e che non aiutano a ridurre le distanze verso la realizzazione dell’obiettivo più concreto.

La spinta popolare continua a rimanere inascoltata ed il palleggio delle responsabilità continua ad avere il sopravvento sulla inderogabile utilità di definire ogni soluzione. Tra l’altro non può essere messa da parte la denuncia della popolazione di Vibo Marina volta a ritenere non idonea la proposta di realizzare un centro di rifiuti nel cuore del centro abitato. In questa direzione può essere utile pensare ad un’area in prossimità degli sbocchi autostradali, utilizzando le infrastrutture esistenti.

Regione Calabria e Comune – ha, poi, osservato Filippo Curtosi – non possono non tenere conto di quello che “pensa” Vibo Marina dove resta grande il fermento sulla necessità di dare giuste risposte alle attese della popolazione.

Per la Cisal occorre una nuova strategia pronta a valorizzare le reali potenzialità di un territorio che presenta sinergie di tutto rispetto soprattutto dal punto di vista della cultura dell’accoglienza.

Ecco perché oggi è urgente puntare sulla crescita sostenibile del territorio sia dal punto di vista economico che ambientale proprio per permettere alle Aziende interessate allo sviluppo di Vibo Marina di poter essere competitive con lo scenario economico nazionale ed internazionale.” La relazione di Filippo Curtosi è stata condivisa dal vertice provinciale del sindacato che ha proposto nuove e più energiche iniziative volte a pensare a soluzioni sostenibili e atte a concretizzare le legittime attese di Vibo Marina. Tra queste la organizzazione di un apposito convegno che coinvolga alcune tra le più elevate teste pensanti dell’università calabrese per un contributo destinato a creare un vero e proprio, oltre che adeguato, progetto per la crescita della società vibonese.