Estorsioni e danneggiamenti alla Biomasse di Strongoli, 4 arresti nel crotonese

Crotone Cronaca

Quattro persone sono i destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguita dai carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, nel Crotonese. Gli arrestati, incensurati, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, aggravata dall'impiego del metodo mafioso, nei confronti della società Biomasse Italia che ha sede a Strongoli.

I fatti riguarderebbero degli episodi estorsivi e dei danneggiamenti seguiti da un incendio alla centrale termoelettrica della società e che , secondo gli inquirenti, erano volti ad ottenere l'aggiudicazione di lavori ed il rinnovo di contratti di forniture di servizi per conto delle ditte gestite dai destinatari delle misure. Il provvedimento è stato emesso dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda in base alle risultanze investigative dei Carabinieri. Maggiori dettagli nel corso di una conferenza alle 10 al comando provinciale Carabinieri di Crotone

Questi i nomi degli arrestati nell'ambito dell'operazione "Petelia": Giuseppe Tesoriere, 59 anni; Amedeo Tesoriere, 35 anni; Rosalba Tesoriere, 31 anni, e Ferdinando Lucente, 30 anni. I quattro erano i gestori della Società trasporti Tesoriere e della società cooperativa Petelia, con sede a Strongoli.

12:04 | Tra la fine del 2009 e gli inizi del 2010 la società Biomasse ha riferito che, a seguito della decisione della dirigenza di non rinnovare il contratto con la società S.T.T. dei Tesoriere, per il trasporto su strada di materiale “fuel” (cd. biomassa - legname) e per la movimentazione dello stesso all’interno dell’azienda. La motivazione era che, oltre che per la qualità di lavoro prestato, vi erano fondati motivi di ritenere che nella stessa società fossero inseriti soggetti appartenenti alla criminalità organizzata.

Sarebbero iniziate, quindi, vere e proprie attività intimidatorie nei confronti della società, poste in essere - secondo gli inquirenti - direttamente dagli appartenenti alla famiglia Tesoriere i quali in più occasioni, personalmente e direttamente, avrebbero minacciato di morte il responsabile della sicurezza aziendale “Biomasse Italia” di Strongoli facendogli chiaramente intendere di agire a nome di un’organizzazione criminale che aveva il controllo di Strongoli (la cosca Giglio).

A seguito delle continue “pressioni” e minacce la dirigenza Biomasse – sottolineano gli investigatori - ha rinnovato loro un contratto annuale con il quale autorizzava la ditta S.T.T. a continuare a lavorare per l’azienda fornendo il materiale legnoso e la Coop. Petelia ad effettuare i lavori di movimentazione materiale e pulizia all’interno dell’azienda.

Gli inquirenti citano alcuni episodi che vedono protagonista la Società “Biomasse Italia s.p.a.”, che ha la sede legale a Crotone in Loc. Passovecchio e la sede amministrativa a Strongoli Marina in viale Stazione, ed è proprietaria di due centrali termoelettriche alimentate a biomassa (cippati, legnami ecc.) ubicate rispettivamente nei comuni di Crotone e Strongoli Marina:

Il 24 settembre 2006: il materiale combustibile (cippato di legno e altro) stipato all’interno del cosiddetto “parco legno”, ubicato nei pressi della centrale di Crotone, in attesa di essere destinato al suo naturale utilizzo, è stato oggetto di un incendio di enormi proporzioni da parte di ignoti e che ha prodotto gravi danni alla società nell’ordine di circa due milioni di euro.

Il 17 aprile 2009 e 18 aprile 2009: sono state rinvenute due bottiglie contenenti benzina nascoste tra gli arbusti siti nel perimetro interno a ridosso della recinzione dello stabilimento di Strongoli, confinante con il “parco legno” dedicato al deposito del legname.

Nella serata del 29 novembre 2007, all’interno di un capannone della “Biomasse Italia” di Strongoli è stato ucciso Michele Masucci, pluripregiudicato affiliato alla cosca Giglio, operaio della cooperativa Petelia della famiglia Tesoriere. L’uomo è stato raggiunto da un colpo di fucile caricato a pallettoni mentre era a bordo di un muletto, intento a scaricare le ceneri prodotte dalla combustione della biomassa.