Why not: pg Cassazione, conferma condanne

Calabria Cronaca

Confermare le condanne per i 9 imputati del filone principale del procedimento 'Why not' sul presunto malaffare nel governo della Regione Calabria tramite un'associazione per delinquere costituita da soli soggetti privati che si avvaleva dell'apporto di singoli pubblici ufficiali per ottenere finanziamenti pubblici.

Lo ha chiesto la Procura della Cassazione nella requisitoria all'udienza conclusasi nel pomeriggio. La sentenza, probabilmente, in serata o al massimo domani. (ANSA)

h 22:08 | Assoluzione "per non aver commesso il fatto" per l'ex presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, annullamento senza rinvio "per inammissibilità dell'appello del pm sulla sentenza di primo grado", per Giuseppe Chiaravalloti, anch'egli ex governatore della Calabria. Questa la sentenza emessa stasera dalla sesta sezione penale della Cassazione per il processo Why Not, inerente presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici in Calabria. Loiero, in appello, era stato condannato ad un anno per abuso d'ufficio (assolto in primo grado). Chiaravalloti, assolto in primo grado, era invece stato prosciolto per intervenuta prescrizione dai giudici d'appello.

Il processo Why Not, però, non finisce qui: la Corte d'appello di Catanzaro dovrà celebrare un appello-bis relativo all'accusa di associazione a delinquere nei confronti dell'imprenditore Antonio Saladino e per Giuseppe Antonio Lillo: per questi due imputati, la Cassazione ha dichiarato prescritti alcuni capi di imputazione. Per loro la pena fu inasprita in appello (tre anni e dieci mesi di reclusione per Saladino, due anni per Lillo) proprio perché vennero riconosciuti responsabili di associazione a delinquere, reato per cui in primo grado erano stati assolti.

La Suprema Corte ha assolto "perché il fatto non sussiste" l'imputato Francesco Saladino e "per non aver commesso il fatto" Nicola Durante. Assoluzione solo parziale per Antonio La Chimia, condannato in appello ad un anno e nove mesi: l'assoluzione nei suoi confronti riguarda un solo capo di imputazione, e la Corte d'appello di Catanzaro dovrà rideterminare la pena per altri capi d'accusa.

Confermata la condanna ad un anno per Francesco Simonetti e per Rinaldo Scopelliti: per quest'ultimo la Cassazione ha disposto una correzione, riguardante la contestazione di peculato, del dispositivo della sentenza di primo grado. (AGI)

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