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Italcementi, Curtosi (Cisal) propone un “referendum popolare”

Vibo Valentia Attualità
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"...AAA cercasi soluzione per problema Italcementi di Vibo Marina. Potrebbe essere questo il titolo di un legittimo appello che la popolazione di Vibo Marina, in questo particolare momento storico, ha tutto il diritto di lanciare attraverso la promozione di un “referendum popolare” utile a dar voce al pensiero dei propri cittadini, per la maggior parte avviliti dall’escalation di una vicenda che rappresenta un vero e proprio turbamento d’animo. - È quanto si legge in una nota di Filippo Curtosi, Segretario provinciale aggiunto della Cisal (Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori) di Vibo Valentia - Sulla più ideale soluzione da dare alla vertenza Italcementi si è parlato tanto e tra i tanti modi di esprimere una propria opinione manca, forse, quello più giusto e che il cittadino di Vibo Marina merita di gestire proprio per manifestare un suo diritto di sovranità sulla propria vita ed il proprio destino: il referendum popolare.

Su come risolvere il caso Italcementi, da tempo, è stata eretta una vera e propria torre di Babele ed il diverso linguaggio espresso a tutt’oggi non ha portato, sostanzialmente, da nessuna parte.

Le proposte emerse da più parti rappresentano soluzioni di comodo per molti ma nulla di concreto per le più che legittime aspirazioni di un territorio che oltre ad essere stato completamente abbandonato a se stesso dal governo centrale non riesce a trovare un ideale alleato nella Regione Calabria, anch’essa al centro di analisi e proposte che non riescono ad individuare il percorso più adeguato alla soluzione del problema.

Non sembra trovare molti consensi, sempre tra la popolazione di Vibo Marina e ne condividiamo il giudizio, l’idea di Nomisma che di recente, ultimato uno studio appropriato, ha tirato fuori, a suo dire, un progetto per salvare l’Italcementi e Vibo Marina, volto alla realizzazione, all’interno dello stabilimento di via Parodi, di un impianto di trattamento rifiuti finalizzato alla produzione di un compost capace di generare energia e calore.

Obiettivo che non ha fatto fare salti di gioia alla stessa popolazione che seppur coinvolta in un costante dibattito sulla sua sorte non mostra eccessiva convinzione.

Il progetto Nomisma non sembra, dunque, essere di gradimento dei cittadini di Vibo Marina che oltre a pensare tantissimo a chi ha difficoltà a mantenere un posto di lavoro pensa alle possibili difficoltà ambientali che il progetto Nomisma sembra decisamente scartare e che il decreto ministeriale n. 22 del 14 febbraio 2013, approvato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, conferma perché reca la disciplina di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari ( i cosiddetti css ) nel suo contenuto alle priorità che caratterizzano la sua posizione turistica e quindi di sviluppo dell’economia portuale e di terra

Un referendum popolare, probabilmente, metterebbe fine ai continui tavoli operativi, spesso guarniti di chiacchiere e polemiche, che fino al momento hanno portato alla redazione del progetto Nomisma, una iniziativa che si è fatta strada sulla scorta di quanto conseguentemente discusso e che non costituisce, certamente, la volontà di tutti quei cittadini che hanno il diritto di credere nel riscatto di questo territorio.

È evidente che Vibo Marina conta e sente forte la competenza ed autorevolezza del neo Prefetto, dott. Giovanni Bruno, che sembra aver fatto sue ormai tutte le cognizioni utili che ruotano attorno al problema Italcementi.

La Cisal conferma la sua disponibilità ad interpretare nel migliore dei modi le esigenze dei lavoratori licenziati dall’Italcementi, la necessità di procedere ad un adeguato piano di bonifica e messa in sicurezza dello stabilimento, oltre che alla opportunità di pensare a quale tipo di scelta produttiva ed occupazionale si presta lo sviluppo del territorio per favorire una ripresa della condizione sociale per una vivibilità più avanzata.

La Cisal ritiene che questa “nera” occasione attribuita alla triste fine di un’Azienda leader come l’Italcementi possa rappresentare, nel contempo, un momento di risveglio per un territorio che ha tutte le carte in regola per puntare su uno sviluppo qualificato della cultura dell’accoglienza.

Non possono sfuggire a nessuno le ricche potenzialità turistiche e commerciali internazionali di Vibo Marina sul cui futuro non possono non innestarsi anche gli effetti di uno studio universitario attraverso il contributo di esperti di settore. Per la Cisal è giusto che venga messa nelle mani dei cittadini la possibilità di scegliere sul proprio futuro economico ed occupazionale".