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Vibo, Cisal: “Italcementi, decisivo il tavolo tecnico istituito dal prefetto”

Vibo Valentia Attualità
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"La responsabile e tempestiva, oltre che giusta ed opportuna idea, del Prefetto Michele di Bari, di convocare per domani, giovedì, al quarto piano di Palazzo Rizzuti un tavolo tecnico, è da ritenersi fondamentale per favorire le condizioni per compiere un decisivo ed inderogabile passo in avanti per superare le ulteriori difficoltà emerse sugli ultimi eventi legati alla vicenda Italcementi". E' quanto scrive Filippo Curtosi della Cisal di Vibo Valentia.

"Sperando che l’incontro non rappresenti, per come spesso è accaduto nel passato - continua la nota - una inutile passerella per la classe politica e dirigente, la Cisal si chiede se non sia giunto il momento, in piena coscienza, di passare dalla politica delle parole, e ne sono state dette tante, alla cultura dei fatti.

In poche parole l’opinione pubblica vibonese, che non è certamente mai rimasta indifferente alla drammatica situazione di Vibo Marina, spera che l’annunciata partecipazione, tra gli altri, del Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, del Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico, degli assessori e dei direttori generali degli assessorati interessati al caso, conduca, dopo un attento e concreto dibattito, all’adozione di una decisione che aiuti questo territorio a superare i disagi e le difficoltà maturate attraverso una proposta capace di individuare un percorso risolutivo.

Ci si chiede, in sostanza, se in questo istituito tavolo tecnico si configureranno le premesse per individuare il momento ideale per permettere di tirare fuori, una volta per tutte, le precise responsabilità ed i ventilati propositi di Italcementi, Comune e Regione in ordine alla controversia di Vibo Marina, dove, peraltro, il governo centrale si è sempre lavato le mani alla Ponzio Pilato.

Compito, comunque, non facile quello del Prefetto Michele di Bari, che anche in questa circostanza ricorrerà a tutto il suo savoir faire messo in pratica sempre con successo, adoperandosi per indirizzare l’incontro sul piano dei contenuti, evitando il più possibile passaggi inutili o superati.

Insomma è giunto il momento di tirare le somme sul da farsi.

Questo vuol dire che se sulla scorta dei tanti ed interminabili discorsi fatti fino ad oggi si ha la voglia di pervenire ad una sintesi bisognerà capire se Italcementi, Comune e Regione intendono spiegare, senza nuovi eufemismi e chiacchiere, quale è la reale, rispettiva, volontà operativa.

Ad iniziare dall’Italcementi a cui il Comune, se può trovare corpo una sempre sostenuta idea di riconversione, deve chiedere la realizzazione di una necessaria bonifica ambientale del sito, ritenuta una operazione improrogabile e propedeutica per qualsiasi tipo di soluzione finale.

Un impegno che l’amministrazione comunale deve chiedere con garbo ed intelligenza all’Azienda di Bergamo per ottenerne la più piena disponibilità.

Sempre il Comune, da parte sua, dovrà spiegare, tra l’altro, quale è il ruolo di Vibo Marina nel piano di sviluppo della città e del suo hinterland, così come dovrà far sapere che ruolo occupa nell’ambito del più complessivo piano strutturale comunale.

Una volta bonificato il sito diventa, infatti, più possibile attrarre l’attenzione di imprenditori ed operatori che possono individuare in quel sito il presupposto ideale per dare corpo a qualche progetto economico.

Il tutto tenendo presente le particolari peculiarità di Vibo Marina sul piano dei trasporti ferroviari, gommati e marittimi. Così come appare alta anche la vocazione per consentire insediamenti turistici e manifatturieri legati alla presenza di notevoli risorse sul territorio.

In tutto questo può svolgere un ruolo essenziale anche l’Ente Regione chiamata, tra l’altro, a farsi carico della riqualificazione dei lavoratori licenziati attraverso corsi di aggiornamento e formazione, trovando, altresì, il sistema di come inserire l’area nel contesto dei progetti europei.

In sostanza la presenza e partecipazione del Presidente Giuseppe Scopelliti in un certo senso costituisce una garanzia sugli impegni che la Regione Calabria può e deve assumere per contribuire a dare una svolta al problema di Vibo Marina.

Nelle attese dell’opinione pubblica vibonese - conclude Curtosi - la speranza che il vertice di Palazzo Rizzuti individui un definitivo piano operativo per salvare Vibo Marina".