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Indagati per mafia parroco e maresciallo nel vibonese

Vibo Valentia Cronaca
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Il parroco di Stefanaconi, Salvatore Santaguida, e l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio, maresciallo Sebastiano Cannizzaro, sono indagati nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Catanzaro sulla cosca Patania, alla quale sono accusati di appartenere. - Lo scrive l'Ansa - Stamani è stata eseguita a loro carico una perquisizione disposta dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, e dal sostituto procuratore Simona Rossi.

h 16.17 | Entrambi sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. Parroco ed ex sottoufficiale sono stati soggetti a perquisizione domiciliare, stamani, nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto di tre persone accusate di essere i killer di Davide Fortuna, ucciso a luglio scorso sulla spiaggia di Vibo Marina. Nel corso di numerose intercettazioni ambientali, avvenute nel carcere di Vibo Valentia nei confronti di alcuni componenti della cosca della 'ndrangheta dei Patania, sarebbe emerso che l'organizzazione poteva contare sull'aiuto del sacerdote e che quest'ultimo era a conoscenza degli omicidi che si stavano compiendo nell'ambito della faida. All'ex maresciallo si contesta, invece, di aver omesso di trascrivere numerose intercettazioni ambientali e telefoniche utili alle indagini sulla faida. Tra la documentazione nascosta dal sottoufficiale, anche alcuni tracciati Gps che dimostrerebbero il coinvolgimento della cosca Mancuso di Limbadi nell'ambito della faida. Ci sono le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia dietro le indagini che coinvolgono anche il parroco di Stefanaconi, don Salvatore Santaguida, e l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio, il maresciallo Sebastiano Cannizzaro. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro. Tra i collaboratori di giustizia che stanno dando un particolare impulso alle indagini, ci sono Daniele Bono e Loredana Patania, figlia di Fortunato, ucciso nel 2011. Secondo i collaboratori, il parroco sarebbe stato anche a conoscenza della preparazione di un omicidio, poi fallito. Si tratta dell'agguato a Francesco Calafati, avvenuto il 21 marzo scorso.

La Dda di Catanzaro ha intanto notificato alla stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio un decreto con il quale viene chiesta la consegna di tutto il materiale d'indagine compiuto nel corso degli anni contro le cosche della 'ndrangheta. Nell'ambito delle indagini sono stati sentiti anche i carabinieri in servizio nella stazione di Sant'Onofrio. Anche grazie alla collaborazione di alcuni esponenti della cosca, la Dda di Catanzaro, attraverso il procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo, ha annunciato diversi sviluppi investigativi sulla criminalita' organizzata del vibonese.