Nuovo ospedale nella Sibaritide. Caputo, sconfitte le Cassandre

Cosenza Salute
Caputo (a sinistra) e Scopelliti

Riceviamo e pubblichiamo.

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Le tante Cassandre ascoltate in questi mesi, armate di libri rossi e bianchi, vengono certamente sconfitte dalla notizia dello sblocco dell’iter per la realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide. – Con l’ordinanza emessa finalmente dalla Protezione Civile emerge chiaramente che le responsabilità burocratiche dell’odiosa dilazione subita fino ad oggi erano da ricercare a livello nazionale. Allo stesso tempo viene premiata la determinazione, dimostrata dal Presidente SCOPELLITI e dalla maggioranza a non lasciarsi coinvolgere in un penoso clima di pessimismo, strumentale ed inutile, alimentato da quanti, molto spesso, parevano e paiono voler godere dell’oggettiva, storica e difficilissima situazione attuale, solo per tentare di trarne vani e vacui personali ritorni di immagine. – Non ci sono mai state, del resto, correnti di pensiero diverse ed alternative sulla necessità di garantire a tutti, nella nostra regione, il sacrosanto diritto alla salute. Vi sono e restano semmai, anche sulla storica e profonda crisi della sanità regionale, due modi opposti di concepire la Politica. Da una parte, chi conosce solo la strumentalizzazione per accreditarsi. Dall’altra, chi sa assumersi le responsabilità di dire la verità ad elettori e cittadini, anche e soprattutto quando vanno assunte scelte impopolari oggi ma necessarie per domani. Si sapeva benissimo la gravità dei disagi ai quali si andava incontro con la messa in atto del piano di rientro. Ma si sapeva benissimo anche quale era l’eredità pesantissima, nota a tutt’Italia, del disastroso buco finanziario e della gestione clientelare che, di fatto, aveva già cancellato (alimentando l’emigrazione sanitaria) le condizioni stesse di una normale erogazione delle prestazioni sanitarie territoriali. Siamo adesso in una fase avanzata di ricostruzione e di ripensamento della stessa fruizione del diritto alla salute che impone una revisione su scala nazionale della stessa legge istitutiva del Sistema Sanitario Nazionale, così come par di capire dalla prevista chiusura dei presidi ospedalieri minori in tante altre regioni. – Una cosa è certa, in Calabria non siamo più al punto di partenza. Perché ci abbiamo creduto. Il via libera ufficializzato qualche giorno fa dal Prefetto GABRIELLI ed il calendario fornito, con la previsione di avvio dei lavori nel 2013, rappresenta, da una parte, un punto di non ritorno rispetto al progetto complessivo di riordino e riqualificazione della sanità calabrese e nell’area urbana Corigliano-Rossano; dall’altra, non smorza anzi rende ancora più forte l’esigenza di rivedere, nelle more, le diverse e peculiari criticità in questa zona della provincia di Cosenza. Per essere ancora più chiari, rassicurati su quello che era fino al 5 dicembre scorso un secondo fronte aperto, quello appunto dell’Ospedale nuovo, adesso ci interessa rivedere i livelli essenziali di assistenza (LEA) nel grande bacino d’utenza dell’Ospedale Spoke Corigliano-Rossano. Lo abbiamo già detto e siamo già impegnati da tempo su questa esigenza che è di civiltà: la situazione attuale dei posti letto per abitanti non è concepibile, gestibile e tollerabile, da nessun punto di vista, in primis quello della sicurezza, rispetto ai circa 200.000 abitanti di tutto il territorio considerato e nel quale, a differenza che in altre aree della Calabria, i gap non possono neppure essere colmati dalla sanità privata. – L’altra grande questione aperta, sulla quale, come per i LEA, richiederemo prossimamente un confronto con il Governatore SCOPELITI è quella della ingovernabilità dell’Asp di Cosenza. Il dato era e resta sotto gli occhi di tutti: l’estensione di questa area, pari a quella dell’intera regione Liguria, non può essere gestita da e sotto una sola Asp. E’ assurdo. E su questa sfida, anch’essa di numeri e di civiltà, il confronto resta aperto quanto la nostra determinazione a voler superare l’attuale situazione di stallo, aggravata anche da una burocrazia sanitaria eccessivamente lenta e lontana anni luce dalle esigenze quotidiane di chi si reca in Ospedale per emergenze, per curarsi e per salvare la propria vita e quella dei propri famigliari. Adesso l’imperativo è correre e snellire tutte le residue procedure per consentire che l’Ospedale nuovo possa essere avviato ed ultimato tempi previsti, atteso che è stato già perso purtroppo 1 anno.

Giuseppe Caputo, Presidente I° Commissione Regionale Affari Istituzionali


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