Domenica al Politeama torna il Festival del Sociale

Catanzaro Tempo Libero
Teatro Politeama

La quinta edizione del Festival del Sociale - in programma al Teatro Politeama di Catanzaro domenica prossima, 25 novembre per le ore 18 - è oramai alle porte. La Life Communication, come ogni anno organizzatrice di questa manifestazione, nonostante le difficoltà economiche del momento, è riuscita a definire un programma di notevole spessore artistico. Spicca certamente la presenza di Jimmy Fontana (nome d’arte di Enrico Sbriccoli), il cantante nato a Camerino e capace di raggiungere il successo con canzoni indimenticabili come “Il mondo” o “Che sarà” (per la quale ha scritto la musica e in parte il testo). Oltre alla voce del “Jimmy nazionale”, a comporre la giuria ci saranno: il duo comico made in Calabria Battaglia e Miseferi; la bellissima Roberta Morise nella veste di madrina dell’evento; Roberto Bignoli, rocker di musica cristiana.

Per quanto riguarda la conduzione, ad affiancare Domenico Gareri (protagonista anche nelle vesti di direttore artistico) ci sarà il “maestro” Massimo Squillace della Fabbrica dei Sogni.

Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno protagoniste saranno le ragazze e i ragazzi delle tante associazioni che hanno aderito con entusiasmo a questo progetto che unisce spettacolo e sociale, e che avranno l’opportunità di esibirsi in uno scenario meraviglioso al cospetto di un pubblico numerosissimo (si va verso il tutto esaurito).

Sempre nel corso della serata, verranno consegnati i premi “Festival del Sociale” realizzati dal Maestro Orafo Michele Affidato di Crotone, anche lui sempre vicino a questa manifestazione.

Insomma, il conto alla rovescia è partito, ci sono tutte le condizioni per regalare una pagina bellissima di solidarietà, di allegria e di esaltazione delle diversità. Perché “essere diversi non è che una ricchezza”, come ha detto l’assessore alle politiche sociali della Provincia di Catanzaro Sergio Polisicchio nel corso della conferenza stampa di presentazione della kermesse, “non deve essere formalismo, ma sostanza”.