Terremoto in Calabria. 650 scosse in un anno, geologo: la situazione è seria

Cosenza Cronaca

Uno sciame sismico che è iniziato due anni fa accentuandosi negli ultimi dodici mesi fino alla scossa di stanotte. E' questa la situazione con cui stanno convivendo gli abitanti delle province di Cosenza e Potenza. Solo nell'ultimo anno le scosse registrate sono state oltre 650, con punte anche drammatiche, come nel caso delle 122, molte di minore entità, segnalate nei primi quattro giorni del mese di ottobre.

Una condizione difficile, che ha provocato uno stress continuo negli abitanti, come ha sottolineato stamani anche il prefetto di Cosenza, Cannizzaro. Lo sciame sismico sta proseguendo anche dopo la scossa più intensa dell'1,05, considerato che al momento l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) segnala 34 movimenti tellurici nell'area del Pollino, ai quali si aggiunge una scossa nel distretto del Monte Alpi Sirino, situato sempre nel massiccio calabro-lucano. La replica più forte è stata registrata pochi minuti dopo, alle 1,16, con una magnitudo di 3.3. La particolarità dello sciame sismico del Pollino è che tutti gli eventi hanno avuto una profondità non superiore ai dieci chilometri, e per questo ancora più pericolosi per i possibili effetti.

GEOLOGI. CAPPADONA: SITUAZIONE SERIA, IL SISMA POTREBBE ANCHE PROTRARSI

"Per fortuna pare che la macchina organizzativa stia rispondendo bene. Ma non dimentichiamo che il fenomeno dura da mesi e potrebbe anche protrarsi. Bisogna restare in allarme" - ha dichiarato all'AGI Paolo Cappadona, calabrese, consigliere nazionale dell'Ordine dei geologi. "La situazione è seria - ha aggiunto - e sottolineiamo che non abbiamo strumenti per fare previsioni. Siamo in una situazione di pericolosità conclamata, questo è certo, come diciamo da tempo".

MOBILITATA LA CROCE ROSSA

Uomini e mezzi della Croce Rossa Italiana si sono mobilitati, sotto il coordinamento della sala operativa nazionale, pochi istanti dopo il verificarsi dell'evento sismico di questa notte, all'1:05. Secondo quanto si legge in una nota della Cri, "è stata attivata la struttura della protezione civile afferente al Comitato Provinciale di Cosenza della Croce Rossa Italiana per l'attuazione dei protocolli di intervento in caso di calamità naturale. Successivamente sono state allertate le squadre di volontari più prossime all'epicentro localizzato nella zona di Mormanno (CS)". “Alle 1:40 - continua la nota - erano già pronti e disponibili gli equipaggi Cri di Scalea e Castrovillari che sono giunti nella zona a disposizione della centrale operativa del 118.

L’ESPERTO: MUCCIARELLI (OGS), DAI MESI SCORSI SCOSSE SEMPRE PIU’ FORTI

"Si tratta di una sequenza sismica in atto da oltre due anni: l'anno scorso le magnitudo registrate erano dell'ordine di 3.5, poi a maggio la magnitudo ha superato il valore 4 e stanotte è arrivata la scossa di magnitudo 5 - 5.2. La sequenza, dunque, ha avuto un comportamento che si è accelerato nei mesi scorsi, con un numero di scosse sempre maggiore per unità di tempo e un intervallo sempre più ridotto fra una scossa principale e l'altra".

Lo ha spiegato all'AGI Marco Mucciarelli, dell’Università della Basilicata e Direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste.

"Sciami così lunghi - spiega l'esperto - sono abbastanza rari e, strumentalmente, si tratta del primo caso di questa durata che viene registrato in Italia: ci sono state in passato sequenze lunghe, tipo quella dell'Umbria-Marche del 1997-1998, ma sono durate un anno dall'inizio alla fase parossistica. Dai cataloghi storici Sappiamo che in alcune zone italiane ci sono stati sciami che sono andati avanti anche 2-3 anni, ma è la prima volta che abbiamo traccia strumentale di una sequenza così duratura". La zona colpita "è una delle più pericolose d'Italia dice Mucciarelli - alcuni ricercatori giapponesi l'avevano già individuata, in un articolo scientifico nel 1908, come candidata a ospitare un terremoto forte. Ci sono stati in passato terremoti molto forti nella stessa area: storicamente il più forte di cui abbiamo notizia è un terremoto del XVIII secolo del nono grado della scala Mercalli, il cui epicentro fu fra Viggianello e Rotonda, quindi vicino all'epicentro della scossa di stanotte".

L'area ha una cosiddetta accelerazione di progetto, convenzionalmente usata dagli ingegneri per la progettazione, "che è superiore a 0,2 volte l'accelerazione di gravità, una delle più alte in Italia. In quella zona c'è spazio per un terremoto che può essere dalle 30 alle 100 volte più energetico di quello di stanotte, dai dati storici e geologici che possediamo", spiega ancora il sismologo.

“Sul versante lucano - dice Mucciarelli - dopo il terremoto del 1999 (di magnitudo 5.6), gli edifici sono stati rinforzati e quindi pure essendo case vetuste di centro storico le strutture non sono comunque estremamente vulnerabili perché, appunto, le più vulnerabili sono già state 'collaudate' da quel terremoto di fine anni Novanta. Tuttavia interessò soprattutto la Lucania e poco il versante calabrese, dove la vulnerabilità degli edifici è rimata più elevata". “La protezione civile”, ha concluso, "sta seguendo molto attentamente quella zona da oltre un anno, sono state fatte esercitazioni con la popolazione e quant'altro. Proprio ieri sera al TgR Basilicata Rai (19.30) si intervistavano i cittadini di Rotonda che si dicevano ben soddisfatti delle esercitazioni antisismiche messe in atto dalla Protezione Civile".

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