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Italcementi Vibo , la Cisal propone la creazione di una fondazione

Vibo Valentia Attualità
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Riceviamo e pubblichiamo nota di Filippo Curtosi, segretario provinciale aggiunto Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori di Vibo Valentia sulla questione Italcementi con la proposta di creare una fondazione, attraverso un progetto di riconversione affidato ad Azienda, Comune e privati:

“Il Gruppo Italcementi si lava le mani alla Ponzio Pilato, il Comune non ha alcuna idea sul da farsi e la tenacia del Prefetto Michele di Bari per salvare il salvabile si scontra contro un muro di gomma. Può definirsi diversamente la conclusione dell’incontro di giovedì mattina in Prefettura sulla vertenza Italcementi ? Ci domandiamo se può esistere un’ancora di salvezza per il territorio vibonese che si appresta a cancellare una pagina di storia che ha portato lo stabilimento di Vibo Marina ai vertici dell’interesse industriale europeo ? Come giudicare il risultato, se non un pugno di mosche in mano, di un incontro che continua a decretare la secca condanna degli ex lavoratori dell’Italcementi e l’incapacità politico amministrativa di un Comune che non riesce a difendere i legittimi interessi di un territorio devastato dal bello e cattivo tempo del Gruppo Pesenti ?

Il nulla di fatto concretizzato nell’ennesimo umiliante ed inutile, visto che non è approdato ad alcunché, vertice istituzionale e delle rappresentanze dell’Azienda e del sindacato spiega quanto non sia facile amministrare una città che perde i suoi pezzi più pregiati proprio per la scarsa fantasia politica e per il debole sistema di confronto messo in atto e che continua a privilegiare i furbi di Bergamo. In tutto questo contesto diventa apprezzabile, e non poco, la volontà del Prefetto Michele di Bari, di respingere il the end di una storia che l’Italcementi vuole chiudere stancando ai fianchi la debole resistenza comunale. Michele di Bari ha più volte, nel corso dei vari incontri che si sono succeduti a Palazzo Rizzuti, messo alle corde la boria e l’arroganza dell’Azienda di Bergamo, invitandola a restituire alla città di Vibo Valentia l’accoglienza e la disponibilità istituzionale dei tempi d’esordio e gli effetti del sacrificio dei centinaia e centinaia di lavoratori che hanno speso ogni energia per lo sviluppo dell’attività dello stabilimento di via Parodi.

Ecco perché crediamo che la città non meriti siffatto sistema di dire addio ad ogni speranza ed è proprio per questo motivo che il Comune deve far valere non solo la capacità e la competenza del suo ruolo istituzionale proponendo un progetto di riconversione utile a non cancellare con un sol colpo di spugna i sacrifici svolti in decenni di impegno a difesa degli interessi di Bergamo. Questo vuol dire che lì’Italcementi può chiudere la partita non senza aver assicurato la sua disponibilità a prendersi in carico la bonifica ambientale dell’area che può anche essere destinata a realizzare una fondazione a scopi sociali, progettando un Centro moderno per il recupero dei disabili. Una “fondazione Italcementi” supportata dall’impegno economico di Azienda, Comune e partecipazione privata. È un modo per riconoscere i meriti ad un territorio che ha sempre offerto il meglio di se stesso per la riuscita degli obiettivi aziendali che oggi vengono interrotti da una volontà assolutista ed inaccettabile. Forse non serve a niente, proprio perché non torna utile alle parti, spiegare il fallimento della trattativa di giovedì mattina. Il Comune di Vibo Valentia deve chiedere all’Italcementi il rispetto della propria dignità che non può essere calpestata e messa alla berlina per l’atteggiamento assurdo ed incomprensibile di un’Azienda che bada soltanto alla salvaguardia dei propri interessi dando una forte spallata al passato”.



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