Centri storici: Loiero e Tripodi replicano a Scopelliti

Calabria Politica

“Interveniamo ancora una volta sulla questione dei centri storici per ribadire la verità, ma anche per denunciare un metodo inaccettabile. Negli ultimi due anni ogni volta che una polemica insorge, figure istituzionali, non tutte, chiamate al telefono da un giornalista della Presidenza, vengono avvertite che uscirà una dichiarazione a loro nome. Neanche nei regimi si usa tale procedura. E comunque noi non l’abbiamo mai adottata. – Lo affermano in una nota congiunta Agazio Loiero e Michelangelo Tripodi - Negli ultimi tempi, visto che gli interventi, salvo un caso o due, sono eterodiretti dal vertice dell’istituzione ci sembra giusto eliminare gli intermediari e rivolgerci alla fonte (Usiamo, come si vede, una parola di riguardo).

Comunque, tornando al merito, non si è trattato, come si vorrebbe far credere da parte del centrodestra, d’una progettazione fantasma: i progetti erano tutti coperti dal PAR FAS, uno strumento legislativo approvato all’unanimità dal Consiglio regionale. Piuttosto quello che si vuol occultare è che il PAR FAS fu letteralmente scippato alla Calabria da Tremonti e dal Governo Berlusconi, per dar spazio agli appetiti leghisti. Invece di riconoscere questa grave responsabilità inerente la loro stessa parte politica si preferisce infangare l’azione amministrativa precedente. Del resto, non si capisce altrimenti come sia potuto avvenire il rinnovo di tutte, nessuna esclusa, le convenzioni stipulate con i Comuni.

Queste sono servite ad alimentare in questi due anni una pletora di consulenze e di Commissioni di collaudo e a tenere sotto scacco decine di Sindaci. Ad alcuni dei quali, con la crisi nera che attraversano i comuni, si può anche strappare una dichiarazione a sostegno, ma ciò non muta la realtà. D’altra parte, questo il metodo e lo stile di chi ha governato la città di Reggio Calabria, che oggi è costretta a vivere, per la prima volta nella sua storia, l’esperienza della Commissione d’accesso per infiltrazione mafiosa”.


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