Operazione “Wind Farm”, sequestrati beni per un valore di 350 mln di euro

Catanzaro Cronaca

I Finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, con l’ausilio del Comando Provinciale di Crotone, hanno eseguito un sequestro preventivo di beni, emesso dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, per un valore complessivo di circa 350 milioni di euro e che ha interessato, in particolare, il parco eolico denominato “Wind Farm Isola Capo Rizzuto” situato nell’omonimo comune del crotonese, dotato di ben 48 aerogeneratori e considerato fra i più grandi d’Europa per estensione e potenza erogata.

Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa, tuttora in fase di svolgimento e che ha visto la collaborazione sinergica del servizio centrale di investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) di Roma, diretta ad accertare l’ingerenza della locale criminalità organizzata nell’intera operazione economico-finanziaria relativa alla realizzazione del parco eolico.

Tale Attività, caratterizzata anche da complessi profili internazionali che hanno portato all’interessamento di numerose autorità giudiziarie straniere, ha consentito di acquisire una serie di elementi da cui emerge la riconducibilità alla sfera economica della “Cosca” Arena di Isola Capo Rizzuto, soprattutto per il tramite: Pasquale Arena, 59 anni, dirigente presso il Comune di Isola Capo Rizzuto, fratello di Carmine - morto nell’ottobre 2004 in un agguato di stampo mafioso e nipote del vecchio capo Clan Nicola Arena, 75 anni.

Pasquale Arena, in qualità di referente e gestore occulto degli affari della Cosca, avvalendosi di prestanome nella titolarità delle quote sociali e delle attività economiche, attraverso un articolato sistema di interposizioni fittizie e reali, avrebbe avviato e realizzato, per conto della medesima cosca, il parco eolico formalmente di proprietà della “Vent1 Capo Rizzuto Srl.”, tramite di una fitta rete di società estere per occultare la riconducibilità del parco alla famiglia Arena.

Le attività investigative hanno evidenziato come lo stesso Pasquale Arena - il cui nominativo non compare mai in alcun atto, tantomeno in seno alle compagini societarie comunque interessate – si è curato della costruzione del parco eolico, direttamente o indirettamente tramite il cugino Nicola Arena, 48 anni, Carmine Megna, Josef Frick Martin, Roberto Gobbi, anche dopo la fuoriuscita (avvenuta nel 2010) della “Purena Srl” dalla “Vent1 Capo Rizzuto Srl”, società proprietaria del Parco Eolico, per quanto attiene alle incombenze di maggior rilievo compresi i rapporti con la pubblica amministrazione, per il tramite di imprese a lui riconducibili alle quali sono stati affidati i lavori di realizzazione del Parco, come la “Veda s.n.c. di Fabiola Ventura & c.”, di cui risultano proprietari fittizi Giovanni Maiolo e Valeria Fabiola Ventura, ma di fatto riconducibile a Pasquale Arena e della quale dispone degli “uti dominus”.

Non ultima, la “presenza” di Pasquale Arena nelle trattative in corso inerenti alla vendita del Parco Eolico, per come emerge dalle conversazioni intercettate ed intercorse tra Carmine Megna e gli intermediari nella trattativa individuati dallo stesso Pasquale Arena.

Nel corso delle indagini è emerso che il clamore mediatico più volte suscitato dalle vicende relative alla realizzazione del Parco convinceva Pasquale Arena a recidere quei, sia pur minimi, contatti diretti ed ufficiali della famiglia con l’iniziativa economica e le società interessate, inducendo i soggetti interposti a promuovere una serie di modifiche nelle strutture societarie finalizzate a schermare l’interesse e la partecipazione della cosca nell’affare ed evitare di attirare, per il futuro, l’attenzione mediatica e/o investigativa.

Ciò si è potuto realizzare mediante la creazione di ulteriori schermi societari all’estero dietro i quali mascherare, per il tramite di interposizioni fittizie e reali, l’effettiva partecipazione della famiglia Arena nell’affare e garantendo, in tal modo, gli interessi della stessa.

In particolare, tale obiettivo è stato conseguito attraverso:

  • La cessione delle quote inizialmente detenute dall’originario prestanome della famiglia, Salvatore Nicoscia, nella “Vent1 Capo Rizzuto S.R.L.”, pari al 10% del cs, alla “Purena S.R.L.” e la successiva cessione della medesima quota, nel frattempo divenuta pari al 15%, da questa ultima società alla società di diritto tedesco “Tiger Energy Project Gmbh.” Le restanti quote sociali della “Vent 1 Capo Rizzuto S.R.L.” sono tuttora riconducibili ad una serie di società di diritto estero (Repubblica di San Marino e Germania) alcune delle quali formalmente riconducibili alle persone di Martin Frick E Roberto Gobbi, per il tramite del figlio Maximiliano Gobbi, ritenuti interposti per effetto di interposizione reale, nella titolarità del parco eolico facente capo alla società “Vent 1 Capo Rizzuto S.R.L.”;
  • La cessione delle quote detenute dalla “Purena S.R.L.” nelle restanti società, alla “Beteilingungs-Pool Fur Energieund Umwelt Ag”, società di diritto elvetico appositamente costituita onde schermare la presenza della Famiglia Arena che, all’epoca dei fatti era rappresentata in detta società dai soci Nicola Arena e Carmine Megna, dai soggetti realmente interposti, direttamente o per il tramite della “Sipea S.R.L.” e della “Econex Finance Ag”, Frick Martin Josef e Roberto Gobbi per il tramite del figlio.

Tali modifiche societarie hanno consentito di recidere, sia pure in modo fittizio, qualsiasi collegamento ufficiale tra la “Vent1 Capo Rizzuto Srl” ed i soggetti “Locali” Nicola Arena e Carmine Megna, i quali hanno continuato, comunque, a rappresentare i principali referenti nell’affare di Pasquale Arena e, per mezzo di lui, della famiglia Arena.

Ad avvalorare la tesi investigativa secondo cui l’iniziativa imprenditoriale ideata e concretizzata da Pasquale Arena rientrava a pieno titolo nel novero degli interessi economico-patrimoniali della Cosca intervenivano i rusultati dell’attività tecnica posta nel corso delle indagini preliminari.

Grazie, infatti, a mirate intercettazioni di conversazioni è stato possibile accertare che il boss Nicola Arena, non appena uscito dal carcere dopo un lungo periodo di detenzione a regime di 41-bis (in parte coincidente con il periodo nel quale detti investimenti venivano ad esistenza), non solo “chiedeva conto” a Pasquale dell’iniziativa economica intrapresa durante la sua assenza (evidentemente per conoscerne nel dettaglio le dinamiche e gli interessi economici sottesi) ma, addirittura, poneva comportamenti tali da voler manifestare in modo palese l’intenzione di riappropriarsi del controllo della stessa, interessandosi per la vendita del parco.

accanto all’investigazione proiettata alla dimostrazione della riconducibilità ultima del parco eolico alla Cosca Arena, è stata esperita anche una mirata attività di indagine finalizzata ad accertare, da un lato, la legittimità dell’iter amministrativo che ha portato, in data 14/11/2007, al rilascio dell’autorizzazione unica legittimante la realizzazione della struttura, dall’altro, la sua conformità alla normativa urbanistico-edilizia.

In tale contesto, sono emerse numerose violazioni sia nella procedura amministrativa finalizzata al rilascio dell’autorizzazione unica da parte del dipartimento delle attività produttive della Regione Calabria sia nell’osservanza dei vincoli paesaggistici, archeologici ed urbanistici esistenti sulla zona interessata.

Il Provvedimento di sequestro ha interessato le società:

Vent1 Capo Rizzuto Srl, con sede legale a Crotone:

- Relative quote societarie, attualmente così ripartite:

  • 34% Tiger Energy Project Gmbh (Germania);
  • 30% Seas Srl (Repubblica Di San Marino);
  • 19% Nyhuis Beteilingungs Gmbh & Co. Kg (Germania);
  • 10% Pommer & Schwarz Erneuerbareenergien Gesellschaft M. (Germania);
  • 7% Eden Alfred Josef (Germania);

- L’intero complesso aziendale (beni mobili, immobili e rapporti finanziari) costituito, in particolare, dal parco eolico denominato Wind Farm Icr, composto nel complesso da 48 Aerogeneratori e relative opere accessorie realizzato in territorio di Isola di Capo Rizzuto di proprietà della “Vent1 Capo Rizzuto Srl”;

Purena Srl, con sede legale a Isola Capo Rizzuto:

- Relative quote societarie, attualmente così ripartite:

  • 60% Econex Finance Ag (Svizzera);
  • 28% Arena Nicola, 48 anni;
  • 12% Megna Carmine;

- l’intero complesso aziendale (beni mobili, immobili e rapporti finanziari) della predetta “Purena Srl”;

Veda Snc di Fabiola Ventura & C., con sede legale a Isola di Capo Rizzuto:

- Relative quote societarie, attualmente così ripartite:

  • 80% Ventura Fabiola Valeria, 50 anni;
  • 20% Maiolo Giovanni, 45 anni;

- l’intero complesso aziendale (beni mobili, immobili e rapporti finanziari) della predetta “Veda Snc”.

L’autorità Giudiziaria di San Marino, con la quale è stata avviata un’intensa collaborazione investigativa, ha disposto il sequestro di un’ulteriore società, La Seas Srl, ivi residente che, fin dalle fasi di avvio del progetto, è risultata coinvolta nelle operazioni legate alla realizzazione del parco.

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