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Mondello: gli abissi dell’uomo e la speranza della Pasqua

Reggio Calabria Attualità
Vittorio Luigi Mondello

Messaggio per la Pasqua di Mons. Vittorio Luigi Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria - Bova:

Carissimi fratelli e sorelle, nell’imminenza della Pasqua del Signore, sento il bisogno di essere vicino al vostro cuore e di rivolgervi un messaggio di fede e di speranza. Mi piacerebbe tanto salutarvi ciascuno personalmente, condividere la gioia del Signore risorto con ognuno di voi, anche - e particolarmente - con quanti entrano in chiesa poche volte l’anno o, magari, soltanto nella santa notte di Pasqua. Ma vi giunga almeno questo scritto, che ha il desiderio di passare dal mio cuore al vostro, in un momento come quello che stiamo vivendo, immersi dentro una crisi difficile e delicata, che in tanti - soprattutto i più poveri - vivono drammaticamente; e dalla quale molti pensano che sia difficile uscire; ma oltre la quale c’è - lo annuncia la nostra fede - la speranza certa del Cristo Risorto, che dà senso alla nostra vita e al nostro cammino sulla terra, al di là di ogni problema, di ogni difficoltà e di ogni dramma.

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La Pasqua é l’evento più grande e sconvolgente della storia umana. Gesù era stato crocifisso. Il soldato ne aveva constatato la morte e ne aveva trafitto, con la lancia, il costato (Gv.19,34) . Il corpo del Crocifisso era stato deposto in un sepolcro nuovo. Una grande pietra era stata messa all’ingresso (Mc.15,46). Si era posta la parola fine ad una storia. Le autorità romane avevano disposto che le guardie stessero lì a controllare che nulla di strano accadesse. (Mt.27,66) Ma proprio lì l’impensato accadde. Nello spazio di un attimo una luce mai vista splende nel buio delle tenebre, una forza sovrumana rotola via il masso dal sepolcro. Il Crocifisso, vincendo la morte, esce dal lenzuolo dentro il quale era stato avvolto. È Risorto! Le guardie, spaventate dall’evento (Mt.28,4), fuggono piene di terrore. È il momento più alto della storia umano-divina. La vittoria di Cristo sulla morte. Il Primogenito dei morti ha vinto la morte ci ha dato la speranza della vita immortale!

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Carissimi fratelli, la nostra vita - la vita di tanti di voi specialmente - é immersa in difficoltà senza numero ed inimmaginabili. La frontiera del dolore avanza dentro il tessuto di tante storie personali. Quante sofferenze, quante situazioni al limite della disperazione, quante difficoltà di continuare a vivere, quanta tristezza quando non si capisce il senso di tutto quel che accade! Eppure, l’evento della Pasqua entra come una folgore luminosa nell’oscurità delle situazioni umane. E ci regala un dono impagabile: la speranza. E’ una luce quella del Risorto, che apre un futuro a chi pensava di essere ormai chiuso nei recinti del passato. E’, quella luce, una tenera carezza divina su ogni piaga dell’esistenza umana. Il Signore é risorto, é veramente risorto!

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Carissimi fratelli e sorelle, viviamo insieme - uniti dalla fede e dalla speranza – la gioia di questo unico annuncio. E non sentiamoci mai soli! Egli, il Risorto, ha vinto la morte e i limiti del tempo. E ci raggiunge in ogni luogo e in ogni istante della nostra vita. Sarà con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo! Questa é la nostra fede, questa é la nostra speranza, questa é la gioia della Pasqua: in questa fede, in questa speranza e in questa gioia fraternamente vi abbraccio e vi benedico.

Vittorio Luigi Mondello Arcivescovo Metropolita