Droga: Operazione “Tutto in famiglia”, disarticolata cosca Maio

Reggio Calabria Cronaca

Sono stati illustrati in conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, i dettagli dell'operazione “Tutto in famiglia”, che questa mattina ha portato all'esecuzione di 21 fermi emessi dalla Dda e 5 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Palmi. Presenti, il procuratore di Reggio Giuseppe Pignatone e il procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo insieme al procuratore aggiunto della Dda reggina, Michele Prestipino che hanno sottolineato che è stata scoperta una struttura 'ndranghetistica nel piccolo paese di San Martino di Taurianova grazie a un reato ordinario, cioè il sequestro di 23 Kgdi marijuana avvenuto nell'ottobre 2010. Dalle intercettazioni disposte dalla Procura di Palmi sugli indagati per reati di droga sono emersi ulteriori particolari per reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia. È stata disarticolata la cosca Maio che opera sul territorio insieme alla storica cosca Zappia. Si tratta della prima conferma giudiziaria dell'esistenza di quella 'ndrina a San Martino di Taurianova. Il quadro probatorio, inoltre, che si è giovato di una serie plurima e coerente di fonti, ha consentito di conoscere sia gli aspetti strutturali, sia quelli operativi della cosca operante in San Martino di Taurianova, dimostrando che in quel territorio esiste una Locale di ‘ndrangheta, costituita in Società, vista l’esistenza di una “Società Maggiore” e di una “Società Minore”.

Nella ‘ndrangheta si entra attraverso il “battesimo”, un vero e proprio rito per la legalizzazione degli associati. Ancora una volta si è potuto appurare che per diventare ‘ndranghetista è necessario il battesimo formale e che la permanenza nell’associazione, seguita da “azioni meritorie”, può determinare la progressione carrierista dell’affiliato nell’organigramma piramidale del sodalizio. Le investigazioni hanno dimostrato che lo schema organizzativo vigente nell’associazione criminale ripete nei suoi capisaldi strutturali la genealogia della famiglia Maio, cui sono aggiunti altri soggetti estranei allo stretto nucleo familiare. Si è dimostrato, pertanto, che: Michele Maio riveste il ruolo di Capo Società; Panuccio riveste quello di Capo ‘ndrina; Gaetano Merlino ha la carica di Capo Crimine; Natale Feo ha la carica di contabile. Michele Maio, Gaetano Merlino e Giuseppe Panuccio costituiscono la cosidetta “Copiata” di San Martino ovvero il triumvirato posto a capo della “Società”.

È stato accertato, anche, che fanno certamente parte della cosca Pasquale Hanoman, Michele Hanaman, Francesco Hanoman, 21 anni, Francesco Hanaman, 26 anni, Carmelo Hanaman, 21 anni, Pasquale Maio, 34 anni, Antonino Maio, Domenico Maio, 19 anni, Francesco Giuseppe Maio, Stefano Nava, Vincenzo Lamanna, Vincenzo Messina, Domenico Cianci, Pasquale Garreffa.

Il quadro emerso dalla complessa attività investigativa evidenzia che la cosca Maio è un’organizzazione criminale che, avvalendosi della forza di intimidazione e della conseguente condizione di assoggettamento, si dedica principalmente all’attività di usura e alla commissione di reati (estorsioni, danneggiamenti, atti intimidatori in genere) per conseguire illeciti profitti. Tali circostanze fotografano i livelli di estrema pericolosità raggiunti dalla cosca Maio e dai suoi esponenti più pericolosi. Nelle numerose conversazioni intercettate, infatti, sono stati acquisiti importanti indicazioni relativi alle vittime, ai soggetti partecipi alle operazioni di illecito finanziamento, al capitale finanziato ed agli interessi maturati (nell’ordine dell’80%). Gli episodi di usura accertati nella presente indagine sono stati 5 e sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati alla compiuta identificazione delle vittime. L’attività di indagine ha consentito di accertare anche che la cosca di San Martino di Taurianova trae i suoi illeciti guadagni, oltre che dall’attività di usura, anche dalle estorsioni, conseguendo denaro ed altre utilità economiche con minaccia e violenza, imponendo versamento di somme o la consegna di parte del materiale prodotto a commercianti, imprenditori e proprietari terrieri.

Numerose sono infatti le conversazioni in cui si parla di “percentuali” sulle attività economiche svolte dai privati ed esplicitamente di riscossione di somme non dovute, con l’utilizzo di termini quali “busta”. Le emergenze investigative hanno permesso di sottolineare un vero e proprio sistema estorsivo legato ad un forte clima di intimidazione gravante sui cittadini dimoranti o che si trovano, per qualunque motivo, ad operare nel territorio di San Martino di Taurianova, consentendo di documentare lo svolgimento da parte della cosca dell’attività estorsiva nei confronti di: imprese aggiudicatarie di lavori pubblici: la cosca Maio consegue “mazzette” dagli imprenditori cui sono stati commissionati lavori pubblici, il cui importo è sempre pari al 2 - 3 % del valore complessivo dell’appalto; produttori di arance ; proprietari di terreni agricoli.