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Trovato cadavere in villa nel torinese, fermati 3 calabresi

Calabria Cronaca

I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno individuato e fermato 3 persone per il caso della morte di Giovanni Bosio, 55 anni, il professore ritrovato morto d'infarto, disteso sul letto e semivestito nella sua villa di Pecetto (Torino), venerdi' scorso. Si tratta di Antonio Alfano, 44 anni, nato in provincia di Cosenza, Giuseppe Greco, 37 anni, arrestato dalla compagnia dei carabinieri di Scalea, poiche' recatosi in Calabria a trovare la famiglia, e di Giuseppina Gravuso, 49 anni, nata a Crotone, operatrice sociosanitaria presso una residenza per anziani di Torino. Dagli accertamenti dei carabinieri sembra proprio la donna, amica di vecchia data di Bosio, che ultimamente aveva riallacciato i rapporti con il professore, l'anello di congiunzione tra la vittima e gli altri fermati sui quali gli inquirenti stanno svolgendo ulteriori indagini per ricostruire la dinamica della morte di Giovanni Bosio e le responsabilita' delle persone coinvolte. A tradire i fermati, due di loro sicuramente in compagnia del professore nella serata di mercoledi' scorso, quando sembra essere avvenuto il decesso, e' stato l'utilizzo della carta di credito e della tessera bancomat sottratte alla vittima insieme al cellulare, alla sua auto e ad altri effetti personali che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. I carabinieri hanno identificato uno dei fermati proprio da un'immagine registrata da una telecamera di uno sportello bancomat; con la tessera l'uomo ha prelevato per due volte la somma di 250 euro, mentre con la carta di credito sono stati acquistati alcuni capi di abbigliamento scarpe e magliette, mentre non sono andati a buon fine acquisti di gioielli molto costosi per i quali sarebbe stato necessario agli uomini esibire, insieme alla carta di credito, il documento di identita' della vittima. Dai primi interrogatori risultano versioni contrastanti tra i fermati: Alfano dice di aver solo utilizzato la carta di credito, gli altri due sostengono di aver cenato con Giovanni Bosio la sera della sua morte, ma non sanno fornire particolari piu' dettagliati sul decesso dell'uomo e sul perche' si trovassero nella sua abitazione. I fermati, per il momento, sono accusati di: indebito utilizzo di carta di credito e ricettazione; i tre non sono accusati di omissione di soccorso, poiche' per formulare l'accusa gli inquirenti, coordinati dal pm Gabriella Viglione, aspettano l'esito degli esami tossicologici sul corpo della vittima che stabiliranno se l'uomo e' stato drogato o avvelenato, e se questo ha determinato la morte.