Uilcem-Uil: le azioni sindacali nella crisi a Crotone

Crotone Attualità
La zona industriale di Crotone

Riceviamo pubblichiamo.

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Nel monitoraggio costante dei settori di pertinenza, si evidenzia come la crisi congiunturale ma non solo, ha pesato drammaticamente sull'industria Crotonese. I dati sono noti e drammaticamente allarmanti. Crotone ha subito dagli anni '90 ad oggi un processo di deindustrializzazione selvaggia con la perdita di circa 5000 posti di lavoro (tra operai e impiegati diretti e dell' indotto) che ruotavano intorno ai siti industriali chimici, metallurgici, ceramici e manifatturieri presenti nella Provincia, che ha messo in crisi la nostra economia, creando di fatto una emergenza sociale enorme, aggravata dalla logica irresponsabile di alcuni manager e della strategia fallimentare dei finanziamenti a pioggia per le varie ipotesi di sviluppo fin ora inseguite: accordi di programma, sovvenzione globale, contratti d' area, legge 488/91”.

In questi anni, poi, abbiamo assistito al progressivo disinteresse delle Multinazionali del settore chimico che hanno operato nel nostro territorio come Sasol Italy che, nel non perseguire logiche di sviluppo, di ricerca ed innovazione del prodotto, hanno di fatto determinato la crisi e quindi chiusura dei sito industriale, con la conseguente drammatizzazione occupazionale nella misura di circa 200 addetti tra diretti e indotto, che ad oggi si trovano allocati tra i “beneficiari” di ammortizzatori sociali ordinari (cigs e mobilità) e trasferimenti fuori regione. Qui da noi, si soffre per la mancanza di capacità economiche e manageriali di chi ha il compito di amministrare le aziende; una su tutte è GRES 2000 che, pur avendo attinto ad un finanziamento pubblico di circa 52 milioni di euro, ha chiuso i battenti nel modo più ignominoso, senza discussione alcuna, senza confronto fra le parti, abbandonando un impianto modernissimo, tecnologicamente avanzato, in grado di affrontare e superare le crisi di mercato che, pure, si adombravano negli ultimi tempi e lasciando sul lastrico e nella disperazione totale ben 200 famiglie; lavoratori e lavoratrici, giovani coppie che avevano sognato il lavoro come unica speranza per il proprio futuro.

Ed ecco che arriva scontato ed inesorabile il fallimento da parte del Tribunale di Crotone. E’ il 23 luglio di quest’anno e per i lavoratori si apre una lunghissima fase di incertezze e di gestione di ammortizzatori sociali che, comunque, rappresentano una solenne sconfitta e l’anticamera ad un periodo che, non sappiamo quanto lungo, sarà caratterizzato dal decadimento di ogni speranza di lavoro e di sviluppo. Quindi, lo stato dell'arte ora è quantomeno incerto, il giudice ha nominato una curatela fallimentare, che ha come obiettivo primario quello di esplorare possibili manifestazioni di interesse che si rendono disponibili da parte di imprenditori intenzionati a rilevare l'attività con le due opzioni: fitto di ramo d' azienda oppure acquisto.

Nell' ultimo periodo la categoria sta cercando di favorire l' interlocuzione con la curatela di possibili imprenditori che guardano con interesse al destino di Gres2000 Ceramica.

Nell' evidenziare i settori più drammaticamente colpiti, desta preoccupazione anche il settore dell' energia, nella fattispecie quello di produzione di energia elettrica prodotta dalle C.T.E. A BIOMASSE allocate nel territorio crotonese ( Eta Cutro e BiomasseIatlia Crotone e Strongoli).

La nostra preoccupazione si evidenzia fin dalla scadenza del cosiddetto CIP-6 e dall'incertezza sugli investimenti palesata dalle suddette aziende a fronte di un piano di incentivazione nazionale meno remunerativo rispetto al passato.Visto lo scenario incerto e preoccupante sotto l' aspetto sociale e degli investimenti, la Uilcem si è da subito attivata , a vari livelli con le altre organizzazioni sindacali di categoria, con i comuni interessati, con la Provincia e la Regione, investendo lo Stato attraverso la Prefettura, per promuovere un tavolo ministeriale che possa garantire nuovi investimenti, che coprano costi ed ammortamenti, confermando gli attuali e rilevanti livelli occupazionali, visto che intorno alle centrali ruotano circa 1000 addetti tra diretti e indotto. In fine, la categoria Uilcem unitamente alla UIL Provinciale, con occhio attento e critico, sta monitorando con interesse tutto quello che ruota intorno alla partita della bonifica del sito di interesse nazionale allocato nel territorio della città di Crotone. Come UILCEM rivendichiamo un progetto vero di risanamento ambientale, che tenga conto dell'effettivo danno causato dalle attività industriali, denunciando che, la sola messa in sicurezza dell' area, non costituisce un’efficace strumento a sostegno di un nuovo modello di sviluppo nei settori della cura e del rilancio dei beni culturali ed ambientali, del turismo e delle attività agro-alimentari. Altresì, chiediamo con forza l'impiego, ove possibile, di manodopera locale per lo svolgimento dell'azione di bonifica e per lenire la dolorosa e straziante ferita occupazionale che in questa lunga fase di crisi economica e sociale ha colpito il nostro territorio.

Giuseppe Macchione, Uilcem-Uil Crotone


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