Fondi migranti. Ferrara (M5s) chiede alla Commissione lo stato dell’arte del Programma Supreme

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«Il Programma Su.Pr.Eme è l’ennesima occasione perduta a danno delle regioni del Sud e delle popolazioni di migranti ai quali è rivolto». L’eurodeputata Laura Ferrara ha interrogato la Commissione europea sullo stato dell’arte del Programma Su.Pr.Eme. Italia finanziato nell’ambito dei fondi AMIF della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs.

«Sono ben cinque le regioni italiane oggetto dell’azione del programma Su.Pr.Eme., Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. Il suddetto Programma è stato approvato dalla Commissione europea il 25.07.2019 con contributo monetario comunitario di oltre 30 milioni di euro. Gli interventi previsti avrebbero dovuto avere una durata di 18 mesi e concludersi nell’aprile 2021, fra tre giorni esattamente. Obiettivo principale era la realizzazione di un piano straordinario integrato di interventi finalizzati al contrasto e al superamento di tutte le forme di grave sfruttamento lavorativo e di grave marginalità e vulnerabilità dei lavoratori migranti nei territori che presentano maggiori criticità, come, appunto, le regioni beneficiarie.

Nonostante il carattere emergenziale di tale programma ancora oggi i migranti nei territori interessati continuano ad essere vittime del caporalato e delle mafie e le loro condizioni di vita, in ghetti abusivi e pericolosi, permangono senza il minimo requisito di dignità umana. Evidente dunque il mancato raggiungimento degli obiettivi. Tuttavia la Commissione europea proroga di ulteriori 12 mesi la scadenza del programma senza, però, prevedere alcuna variazione degli interventi. Eppure nel frattempo è sopravvenuta una pandemia e azioni progettate nel 2018 potrebbero non aver lo stesso impatto positivo nel 2022.

Per tali motivi, attraverso una interrogazione alla Commissione europea, ho chiesto maggiori chiarimenti sullo stato dell’arte del Programma Su.Pr.Eme. Italia e in particolare su come procede in Calabria i cui interventi erano previsti nella Piana di Sibari e di Gioia Tauro e risultano tuttora in forte ritardo» conclude la pentastellata eletta al Parlamento europeo.