Operazione Ikaros, il procuratore di Crotone: “qui c’è un deficit gravissimo di legalità”

Crotone Cronaca Francesco Placco
Il procuratore Giuseppe Capoccia

Ha parlato di “una terra che ha un deficit di legalità gravissimoil Procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia. E qui in questa terra le forze di polizia sono riuscite a “fotografare un sistema in cui “gli attori sono sempre gli stessi”, in grado di produrre “storie preconfezionate per ottenere più facilmente il via libera”.

Tristezza e amarezza sono state le parole più usate dagli inquirenti nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la Questura di Crotone in merito all’Operazione Ikaros (QUI), che questa mattina ha portato all’arresto di 24 persone, 15 in carcere e 9 ai domiciliari, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falsità ideologica, traffico di influenze illecite e corruzione.

LA “NOMINATA” INSOPPORTABILE

C'è la 'nominata di un territorio dove ottenere un permesso di soggiorno è facile” ha dichiarato Nicola Lelario, capo della Squadra Mobile, e l'ha definita “una nominata insopportabile.

Una condizione ben radicata che “permetteva di sfruttare la legge per ottenere i permessi” grazie anche alla compiacenza dei professionisti, in particolar modo degli avvocati che “dichiaravano falsamente la correttezza degli atti”.

Storie definite preconfezionate, che vedevano veri e propri gruppi di persone raggiungere gli uffici della Questura con vicende simili.

Viaggiavano a gruppo ed organizzavano ogni aspetto logistico” commenta ancora Lelario, che spiega come “i documenti da falsificare e le relative firme venivano mandati anche via Whatsapp”.

REGALI E DENARO PER I FUNZIONARI

Di particolare rilievo e imbarazzo la funzione che si ritiene sia stata svolta dagli agenti del Servizio Immigrazione e dalla Prefettura che, come affermato da Lelario “avrebbero ottenuto in cambio dei regali o delle somme di denaro” per attenzionarsi alle pratiche.

Sono stati “documentati fenomeni estorsivi per velocizzare l'iter”, ma anche l'attenzionamento degli agenti "nell'attestare falsamente la residenza” dei “fintirichiedenti asilo.

Una vera e propria “attività transnazionale”, insomma, dove i soggetti stranieri vengono definiti “mediatori, punti di contatto e di aggancio”, mentre i professionisti coinvolti “speculatori”, vista la richiesta “di qualche migliaio di euro” per ottenere i servizi ed entrare a tutti gli effetti a far parte della rete.