Migranti positivi: Santelli la vince col Governo, al via bando per nave quarantena

Calabria Cronaca

Michele Di Bari, capo Dipartimento delle Libertà civili e dell’immigrazione del Ministero dell'Interno ha avviato le procedure veloci per trovare nel giro di due-tre giorni un'altra nave da destinare alla quarantena dei migranti positivi al Covid.

Se non emergeranno offerte dal mercato, il Viminale virerà sul “piano B” e cercherà strutture a terra - come sedi militari - per assicurare l'isolamento dei contagiati che sbarcano.

La decisione è arrivata dopo le richieste avanzate da Jole Santelli, la presidente della Regione Calabria, che ha insistito per avere una nave in cui ospitare i migranti in quarantena (QUI), mettendo così fine alle proteste degli abitanti nei territori indicati per ospitarli.

La governatrice, durante un intervento a Timeline, su Sky Tg24, aveva annunciato l’ipotesi di “chiudere i porti per impedire nuovi arrivi … perché il mio compito – ha affermato - è difendere la Calabria, i calabresi e anche chi viene nella nostra regione come turista”.

Roccella Jonica, come Amantea - ha aggiunto poi Santelli - sono località turistiche, vivono di turismo ed il danno che è stato fatto a queste località in questa specifica vicenda è stato enorme”.

Per adesso l’unica “nave-quarantena”, la Moby Zazà, si trova a Porto Empedocle e la sua concessione, in scadenza, è stata prorogata per altri 10 giorni. L’alternativa è quella di trovare strutture da adattare sulla terraferma per evitare nuove proteste.

Anche oggi, intanto, la situazione ad Amantea è stata molto “calda” (QUI), dopo il trasferimento di alcuni migranti che, sbarcati a Roccella, sono risultati positivi al Covid (QUI).

I residenti, dopo l’incontro con i commissari che gestiscono il Comune, si sono fermati a bordo strada. Hanno quindi sospeso la protesta ma sono decisi a proseguire qualora la richiesta di trasferire i migranti non dovesse essere attuata.

VIMINALE: VERTICE DEI MINISTRI PER CONTRASTARE GLI SBARCHI

Intanto nel primo pomeriggio - proprio sulla vicenda degli sbarchi che si stanno susseguendo nelle ultime ore e tra l’altro in fase di emergenza da Covid - è terminata una videoconferenza da Trieste promossa e organizzata dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, a cui hanno partecipato i Commissari europei Ylva Johansson e Olivér Várhelyi, i ministri dell’Interno di Germania, Francia, Spagna e Malta e gli omologhi di Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania.

«Grazie all'intesa con la Commissione europea e la Presidenza di turno tedesca, l'Italia ha, per la prima volta, messo intorno ad un tavolo alcuni ministri dell'Interno di paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo e gli omologhi di alcuni paesi del nord Africa da cui partono i flussi migratori più consistenti verso il nostro continente», ha dichiarato la titolare del Viminale.

È stato un confronto proficuo - ha proseguito Lamorgese - che ci permette di rafforzare l'impegno reciproco nel prevenire e combattere il traffico dei migranti. Tutti i Paesi hanno anche condiviso la sfida che ci impone di garantire il rispetto dei diritti umani e la dignità delle persone, ridurre la sofferenza umana di chi è più esposto ad ogni ricatto”.

Il ministro ha ribadito poi che verranno utilizzati tutti gli strumenti disponibili, compresi i partenariati bilaterali, per individuare e perseguire le reti criminali che sfruttano le persone più vulnerabili. Anche promuovendo una più stretta cooperazione di polizia per rafforzare gli strumenti operativi e le attività investigative.

Oggi tutti insieme abbiamo avviato un importante percorso che ci vede protagonisti, europei ed africani, per tentare di governare il complesso fenomeno delle migrazioni», ha concluso il ministro.

Il punto di partenza della strategia disegnata nel corso del vertice, come evidenziato nella dichiarazione congiunta rilasciata al termine, è «ridurre la sofferenza umana, combattere lo sfruttamento delle persone vulnerabili e la perdita di vite in mare e a terra».

Per questo è stato ritenuto importante proseguire sulla strada del dialogo con i partner africani per individuare possibili futuri percorsi di cooperazionesu misura”, adeguati ai particolari contesti e alle specifiche esigenze di ciascun Paese.

L’obiettivo è anche giungere a una più stretta cooperazione tra Afripol e le agenzie dell'UE, tra cui Frontex, Europol e la Rete europea di ufficiali di collegamento per l’immigrazione.

Sarà necessario, inoltre, intensificare la collaborazione di polizia, favorire forme di cooperazione operativa ed assicurare il sostegno finanziario per la dotazione di attrezzature tecniche, dunque, ma, accanto a questo, i partecipanti al vertice hanno sottolineato l’importanza di sensibilizzare i migranti sui rischi dell’immigrazione illegale e contrastare la narrativa dei trafficanti, anche on line, allo scopo di accrescerne la consapevolezza dei rischi.

Dopo l’estate è previsto un nuovo incontro, di livello tecnico operativo, per procedere concretamente con la messa a sistema delle linee d’azione individuate oggi.