Maxi-truffa, le mani della ‘ndrangheta sui mutui casa. 7 arresti

Calabria Cronaca

Il blitz è scattato all’alba a Genova e ha portato in arresto sette persone. Sono accusati, in un’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Francesco Pinto e dalla Guardia di Finanza, di aver imbastito una colossale truffa alle banche nell’erogazione dei mutui per la casa. Coinvolti dirigenti di istituti di credito, periti, ragionieri, mediatori, commercialisti e anche personaggi vicini alla ‘ndrangheta.


Le truffe erano preparate con vere e proprie ricerche di mercato. Venivano individuati i venditori da coinvolgere con la proposta indecente di perfezionare la compravendita con documenti falsi e valutazioni gonfiate ad arte per ottenere mutui ipotecari decisamente superiori al dovuto, come se il monolocale fosse una villa extralusso. In questo modo, ottenuto il finanziamento, l’acquirente si metteva in tasca una cifra spropositata e ne dava una fetta al venditore compiacente, comunque superiore al valore di mercato dell’immobile. Quando poi il prestito non veniva onorato e le banche aggredivano, attraverso l’ipoteca, gli appartamenti, si ritrovavano con un pugno di mosche o poco più.

L’operazione - nella quale sono state denunciate 107 persone - ha portato a scoprire l’erogazione di 102 mutui falsi. Sedici le banche e gli istituti di credito truffati, che hanno subito un danno di oltre 25 milioni. Il capo dell’organizzazione che è riuscito a sfilare mutui per oltre 25 milioni di euro è un calabrese, pregiudicato, residente a Mammola (Reggio Calabria). Nicodemo La Rosa, 51 anni. Aveva come braccia operative il figlio di 29 anni e un commercialista di Albenga di 62 anni. I tre sono stati arrestati all’alba dalla Guardia di finanza di Genova che ha ricostruito il flusso di denaro e il metodo truffaldino con analisi specifiche.All’associazione a delinquere creata da La Rosa aderivano oltre 107 persone: “teste di legno” titolari e riserve (nel caso le prime fossero malate) che si impegnavano a farsi intestare i mutui, due commercialisti di Genova e Rapallo, un intermediario finanziario-immobiliare di Genova, tre funzionari in forza a tre banche diverse tutte di caratura nazionale e otto periti incaricati di sopravvalutare immobili dati in garanzia al momento della richiesta dei mutui. Nei conti dell’organizzazione sono finiti 17 milioni di euro netti le cui tracce parziali sono state trovate dalla Guardia di finanza.