Delitto Blasco: dopo la condanna finisce in carcere uno degli esecutori materiali

Crotone Cronaca

I carabinieri di Crotone hanno eseguito stamani un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, a carico del 31enne Antonio Ciampà.

L’uomo dovrà scontare una pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione, dopo essere stato riconosciuto colpevole, tra l’altro, di omicidio aggravato in concorso, per un fatto di sangue che sarebbe maturato nell’ambito della guerra di mafia che ha interessato la provincia pitagorica nei primi anni duemila.

Ci riferisce in particolare all’assassinio dell’allora 43enne Salvatore Blasco, ucciso a Cutro il 22 marzo del 2004 a colpi di arma da fuoco. Ciampà, dopo le formalità, è stato portato nella casa Circondariale di Catanzaro.

LA GUERRA DI MAFIA

Il 31enne arrestato oggi, per quest’omicidio, era stato condannato nel 2012 (LEGGI). Secondo l’accusa, all’epoca dei fatti era appena 17enne, avrebbe fatto parte del commando che ammazzò Blasco, freddato a colpi di fucile caricato a pallettoni. Nella sentenza di sette anni fa venne riconosciuto colpevole anche di tentata estorsione, ma assolto dall’accusa di detenzione di arma.

L’omicidio fece allora scalpore, soprattutto a seguito dell'operazione “Grande drago”, con la quale si sarebbe fatta luce sulla violenta faida fra i clan “Dragone Arena” e i “Grande Aracri-Nicoscia”, e deflagrata ad Isola Capo Rizzuto e Cutro.

Secondo le indagini la morte di Blasco sarebbe stata voluta dal presunto boss Totò Dragone, uscito dal carcere nel novembre 2003 dopo una lunga detenzione, così da riorganizzare la cosca riunendo intorno a sé un gruppo di giovanissimi, coi quali vendicare l'omicidio del figlio Raffaele.

Tra questi giovanissimi ci sarebbero stati, secondo gli inquirenti, Antonio Dragone, Giuseppe Ciampà, Giovanni Oliverio, e altri due all’epoca minorenni, Antonio Ciampà, appunto, e Pasquale Fazzolari, poi scagionato dall'accusa di omicidio in sede di udienza preliminare.

In risposta all'omicidio Blasco vi fu quello dell’allora 61enne Totò Dragone, trucidato a colpi di Kalashnikov e pistola calibro 38 in un agguato avvenuto lungo la strada che da Cutro porta a bivio Lenza.