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Studenti-giornalisti intervistano il Presidente Iacucci

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Gli studenti giornalisti delle III Classi del Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” e sede staccata di Torano, sono stati ospitati nel Salone degli Stemmi del Palazzo di Piazza XV Marzo, dove hanno intervistato il Presidente della Provincia Franco Iacucci. L’incontro è stato organizzato nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro con il Quotidiano del Sud, denominato “Giornalisti sul web”. I ragazzi sono stati accompagnati dai Tutor del progetto, Anna Efficace della sede di Rende e Rosa Iaquinta della sede di Torano.

L’intervista ha riguardato innanzitutto le competenze della Provincia in materia di edilizia scolastica, anche con riguardo alla mancanza di una palestra nel proprio edificio. Il Presidente Iacucci ha saputo stare “sotto torchio”, rispondendo puntualmente alle domande degli studenti. Alla domanda sulle infrastrutture sportive, ha risposto così: “È necessario che si parli il linguaggio della verità ed è pertanto giusto che io vi dica che le opportunità attuali offerte dalla legislazione regionale e ministeriale vanno in direzione della sicurezza e, quindi, dell’adeguamento sismico degli edifici scolastici. Ciò nonostante, il problema della palestra al “Gioacchino da Fiore” è all’attenzione della Provincia, così come quello della recinzione e di altri interventi con i quali ho già discusso con la vostra Dirigente scolastica”. Più in generale e proprio con riguardo alla sicurezza degli edifici, Franco Iacucci ha dato conto di un lavoro di ricognizione già in atto.

Non sono mancate le domande di carattere più personale: “Lei alla mia età era già impegnato in politica (16 anni, ndr.)? E quale è stato il suo percorso”? Il Presidente, a tal proposito, ha dichiarato di provenire da una formazione di sinistra: “A 14 anni ero già iscritto alla Federazione giovani comunisti italiani” e questo percorso è proseguito dal PCI al PD, perché sono un uomo di sinistra e continuo a crederci”. Inevitabile parlare di immigrazione e accoglienza, secondo Iacucci di “un dovere dell’accoglienza e dell’integrazione, soprattutto da parte di noi meridionali che l’emigrazione e le discriminazioni li abbiamo vissuti sulla nostra pelle”.

E “il problema del lavoro che non c’è”? “È necessario crearne i presupposti recuperando il diritto allo studio, oggi regredito perché tante famiglie non sono in grado di mantenere i figli all’Università. Comprendere che lo studio è fatica; creare una scuola aperta a tutti, ma selettiva”, la risposta. E ancora, “il lavoro si crea potenziando le nostre vere risorse, cioè il nostro grande patrimonio di bellezze culturali e naturalistiche e di eccellenze enogastronomiche, coniugandole con una qualità dell’offerta più elevata: è questa la sfida”.